Dio salvi la patente

| Il numero uno della Lotus beccato in flagrante dalla polizia mentre sfrecciava con una delle sue auto. Per scongiurare la sospensione della patente, ha messo in moto i legali ma anche la stampa, che da giorni lo massacra

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Di Germano Longo
Forse, se per tutta la vita costruisci mietitrebbie, prima o poi in un campo ci finisci. Allo stesso modo, se sotto le stanghette degli occhiali ti passano da anni bolidi su bolidi è solo questione di tempo, ma un acceleratore lo manderai a fondo corsa. Matematico.

Una premessa utile per raccontare l’avventura dai risvolti tragicomici di Jean-Marc Gales, Ceo della “Lotus Cars”, storico marchio specializzato in vetture estreme di Hethel, Inghilterra. Quela settimana fa, mister Gales si è lasciato prendere la mano, spingendo la sua Lotus fino a 160 km/h in un tratto in cui vigeva il ferreo limite di 110. Vabbé, fosse finita qui, ci sarebbe perfino da capirlo e sorriderci sopra, ma visto che le regole della strada inglesi sono inflessibili con chiunque beccato a non rispettare questo tipo di reati, Gales ha messo in moto un meccanismo impeccabile per limitare i danni della sua impresa ad una multa, senza alcuna ripercussione.

Una pattuglia dei suoi legali si è presentata in tribunale dopo aver costruito una tesi che i giornali hanno definito “surreale”: Gales, secondo gli avvocati, si sentiva moralmente obbligato a testare di persona la bontà delle vetture Lotus, avvertendo la forte responsabilità di rispondere in prima persona dei destini del marchio fondato nel 1952 dall’ex pilota Colin Chapman. La memoria difensiva si concludeva con un’aggiunta poco felice, “Gales guidava forte, ma con cognizione di causa perché sa guidare bene”, e l’auspicio che il numero uno della Lotus potesse continuare a svolgere i propri compiti, “nell’interesse stesso dell’Inghilterra”.

Ma la pagina peggiore di questa storia è la decisione del tribunale, che invece di azzerargli i 12 punti della patente, privandolo per almeno sei mesi della possibilità di guidare, ha accolto l’improbabile tesi difensiva a 1.300 euro e una tirata d’orecchi.

Il resto va da sé: sulla vicenda sono piombati uno dopo l’altro tutti i giornali inglesi, che nel più tipico humor anglosassone hanno concluso che alla Lotus sono proprio bravi: oltre a realizzare auto sportive, sanno anche come aggirare la legge.

Uomo d’affari laureato in scienze manageriali e ingegneria meccanica, classe 1964, lussemburghese di nascita, Jean-Marc Gales vanta una carriera di tutto rispetto ai vertici del mondo dell’auto: nel 1990 entra in BMW dove occupa diversi ruoli dirigenziali, nove anni dopo passa alla Volkswagen, per transitare subito dopo anche dal gruppo americano General Motors. Nel 2006 lo chiamano per ricoprire il ruolo di Direttore Commerciale della rete Mercedes-Benz, tre anni dopo diventa amministratore delegato di Citroën, per poi approdare nel gennaio del 2012 alla Lotus Cars.

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