Parlamentari M5s, "Voto ok basta veleni"

| Aspiranti parlamentari grillini esclusi pronti all'azione giudiziaria. Clima di veleni e sospetti per i nomi sbagliati e per le clamorose bocciature. Domenica le liste definitive e ufficiali

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«Il voto si è svolto con regolarità e in sicurezza, i risultati delle votazioni sono stati affidati a due notai che li custodiranno fino a domenica. Le liste definitive saranno annunciate questa domenica a Pescara». Ma la giornata è piena di veleni e di polemiche. E partono le prime azioni gidiziarie degli esclusi. I vertici, però, confermano la validità della votazione e tirano dritto. «Invece di criticare noi, e di fare le notizie in maniera negativa, questa dovrebbe essere una buona notizia: agli italiani non daremo delle liste bloccate ma delle liste partecipate con persone che si sono messe in gioco», spiega piccato Di Maio

.Una prima lista provvisoria di vincitori da diffondere giovedì sera: è questo l'obiettivo al quale puntano, secondo diverse fonti parlamentari, i vertici del M5S. Le votazioni online potrebbero essere prorogate anche domani dalle 10 alle 14 visti i rallentamenti registrati sul sistema Rousseau ma, nonostante questo, il Movimento starebbe puntando ad annunciare una prima lista di vincitori prima della kermesse prevista a Pescara venerdì, sabato e domenica, kermesse dedicata proprio all'illustrazione del programma M5S agli attivisti e a chi siederà in Parlamento. Difficile, quindi, che la lista dei candidati sia diffusa durante l'evento pescarese con il rischio che diversi partecipanti si ritroverebbero esclusi "in diretta". Sulla lista provvisoria, comunque, i vertici faranno un'ulteriore verifica, in particolare sui certificati penali e sulle indagini a carico. In alcuni casi, infatti, i candidati non hanno fatto in tempo a inviare le certificazioni giudiziarie richieste. Scrivno Libero e La Stampa: "Avrà pure qualche problema col congiuntivo (eufemismo), Luigi Di Maio. Ma pare non averne con i diktat, ammesso che siano suoi e non del nuovo guru, Davide Casaleggio. Si parla delle parlamentarie, la farsa a Cinque Stelle per la scelta dei candidati. Si parla, soprattutto, di epurati. Già, perché stando alle mere statistiche, due candidati su tre sono stati esclusi per i motivi più disparati, in quella che appare una gestione stalinista delle liste.Epurati a sorpresa, tra l'altro. Come rivela La Stampa, lunedì - il primo giorno di votazioni - molti aspiranti grillini non hanno trovato il loro nome tra quelli disponibili sulla piattaforma per il voto. La ragione? Ve l'abbiamo già detta: la nuova regola del M5s che assegna allo staff della Casaleggio Associati e a Di Maio l'ultima parola sulle candidature: altro che uno vale uno, insomma. Tra i fatti fuori, anche qualche eletto uscente come il senatore sardo Roberto Cotti, il quale - terrorizzato - sulla sua esclusione ha spiegato: "Se parlo sono fuori dal M5s". Chi parla, invece, è un altro trombato, Francesco Cariello, deputato pugliese: "Escluso per una condanna politica - spiega -. La responsabile della comunicazione M5s mi ha informato pochi giorni fa che in base al nuovo regolamento non sarei candidabile per via di una condanna penale, estinta per via dei doppi benefici di legge. Ho chiesto un confronto sul merito e non mi è stato concesso". Stalinismo, appunto, chiosano i giornalisti del giornale di Vittorio Feltri.

Silurato anche Andrea Mazzillo, ex assessore al Bilancio di Roma a sua volta silurato dalla sindaca-disastro Virginia Raggi. Silurato a sorpresa: lunedì, sul fantomatico Rousseau, non trovava il suo nome. E via discorrendo, i nomi dei trombati dai 'sinceri democratici' grillini sono molti altri, come Marione, nome d'arto di Mario Improta, controverso vignettista: "Spero mi dicano il motivo", afferma. Ma tanto non glielo diranno. Insomma, le parlamentarie si rivelano subito per quello che sono: una buffonata. Tanto che diversi grillini cavalcavano l'hashtag #annullatetutto.

 

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