Il missionario trafitto dalle frecce

| "Gesù vi ama!"Finito in tragedia il tentativo di un religioso Usa di avvicinare la tribù che vive nell'isola North Sentinel nell' Oceano Indiano. Gli indigeni lo hanno ucciso per difendere la loro integrità. Il perdono dei familiari

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di MICHAEL O'BRIEN

Il missionario americano John Allen Chau, 32 anni, è stato ucciso da una freccia lanciata dagli abitanti dell’isola North Sentinel, che fanno parte di una piccola tribù che già in passato aveva tentato di colpire chi tentava di infiltrarsi in quelle terre, che non hanno alcun legame con il mondo esterno. Il suo programma era semplice. Voleva portare la parola di Gesù in quell'angolo sperduto e incontaminato del pianeta con lo slogan "Gesù vi amma!". I familiari di Chau hanno già perdonato chi ha lanciato la freccia e vorrebbero solo recuperare il corpo. Un delitto che le autorità indiane non intendono perseguire, poiché la difesa del proprio diritto ad esistere secondo la tradizione viene considerata legittima. E anche una vasta parte dell’opinione pubblica mondiale rituene giusto il diritto all’autodeterminazione di queste comunità ancora immerse, come stile di vita, nel Neolitico.

Chau aveva pagato alcuni pescatori per farsi lasciare sull'isola. Ci sono almeno altre 100 tribù che rifiutano ogni contatto con il mondo occidentale, spiega Jonathan Mazower di Survival International, che si batte per proteggerle da ingerenze esterne di qualsiasi tipo. La maggior parte si trova nella foresta pluviale amazzonica, mentre alcuni gruppi meno conosciuti sono in Nuova Guinea, nelle foreste e nelle isole di altre parti del mondo. Questi cacciatori-raccoglitori nomadi evitano ad ogni costo la società industriale - e nelle occasioni in cui la modernità li sfiora - la reazione è violenta. "Nella loro memoria collettiva è rimasto impresso un massacro, uno scontro con uomini dotati di armi micidiali, che hanno trasmesso malattie e un’epidemia: ci sono storici motivi fondati per cui queste tribù non vogliono avere niente a che fare con il mondo esterno", ha detto Mazower alla CNN. Quando si verifica un contatto, le tribù attaccano gli intrusi per difendersi anche dai virus e dai batteri per i quali loro non hanno alcuna immunità. “Sono molto timorosi nei confronti degli estranei e con ottime ragioni", ha concluso il dirigente di Survival Internaitonal.

UCCISI ANCHE DUE BRACCONIERI

Chau non è la prima persona a essere uccisa, violando fra l'altro il divieto di sbarcare sull’isola. Nel 2006, secondo Survival International, i membri della tribù hanno ucciso due bracconieri che avevano pescato illegalmente nelle acque che circondano la loro isola natale, dopo che la loro barca è approdata. Due anni prima, sulla scia del rovinoso tsunami del 2004 nell'Oceano Indiano, un membro del gruppo è stato fotografato su una spiaggia dell’isola mentre tirava frecce a un elicottero inviato a controllare le loro condizioni dopo il maremoto. Le spedizioni sull'isola sono state frequenti negli anni '80 e ’90, compreso un tentativo di creare un rapporto con la popolazione locale, lasciando sul terreno cibo e oggetti utili per agricoltura e altre attività. Ma il progetto è caduto nel vuoto. Secondo il censimento indiano del 2011, si stima che sull'isola sia rimasta una tribù composta da una ventina di individui. Il governo indiano impedisce ai tutti lo sbarco su North Sentinel Island, conferma il Ministero degli Affari Tribali.

LE TRIBU' DEL SUDAMERICA

Nel Mato Grosso, in Brasile, queste popolazioni, in particolare i Kawahiva, hanno lasciato, nel loro nomadismo, utensili e resti delle loro case come unici indizi della loro esistenza per decenni. Ma nel 2013, un ricercatore del governo brasiliano ha fatto un incontro casuale con un gruppo, riprendendolo per la prima volta in video. Nella clip, i membri della tribù attraversano la foresta nudi e con le frecce in mano, prima di fuggire quando hanno avvertito la presenza di un estraneo. Ma questo non è stato l'unico contatto che i Kawahiva hanno avuto con persone provenienti dal mondo esterno. "Si pensa che ne siano rimasti probabilmente non più di 30, gli altri sono stati massacrati da campeggiatori e taglialegna", ha spiegato Mazower. E il loro futuro è incerto, con l'area che circonda il territorio rapidamente sdoganata per lavori agricoli. "La loro situazione è probabilmente la più urgente di ogni tribù ancora isolata, perché la parte del Brasile in cui vivono è estremamente pericolosa e violenta", ha aggiunto.

PERU', GLI INDIGENI CERCANO CONTATTI

In agosto, un'altra tribù dell'Amazzonia è stata a sua volta videoripresa per la prima da una telecamera agganciata a un drone, nella valle del fiume Javery. Si vede un uomo trasportare una lancia o un palo, mentre altre quattro o cinque persone lavorano vicino a una capanna di paglia. L'area lungo il confine tra Brasile e Perù ospita alcune delle comunità umane più isolate al mondo. "Non è che non abbiano mai avuto contatti con il mondo esterno, si relazionano con altri gruppi intorno a loro, e possono essere loro amici o addirittura sposati con loro", spiega Evan Killick, docente di antropologia all'Università del Sussex, che ha studiato le tribù della zona. "Il motivo per cui sono isolati è proprio a causa di una storia di violenza e di sfruttamento". I componenti di queste tribù peruviane, in un video realizzato dalla Fondazione Nazionale Indiana del Brasile FUNAI, mostra i membri delle tribù mentre ricevono frutti e banane dagli abitanti dei villaggi vicini. Segno di un lento cambiamento d’abitudini. Oggi le tribù sono protette, ma sino a quando?

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