A Verona il memorial Van Gogh in mostra 120 opere tra dipinti e disegni

| Nelle sale della Basilica Palladiana dal 7 ottobre all'8 aprile 2018, evento storico firmato da "Linea D'Ombra"

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Servizio di DAVIDE CUCINOTTA
È proprio di questa mattina la notizia che ci giunge dal Comune di Vicenza, che in seguito all'accordo con "Linea d'ombra", la famosa società che si occupa di mostre ed eventi pubblici di grande spessore, fondata e diretta da Marco Goldin, che il 7 ottobre prossimo si aprirà la più importante mostra che sia mai stata fatta nel nostro Paese dedicata a Vincent Van Gogh. La mostra sarà in essere fino domenica 8 aprile del 2018.

Non è la prima volta che la città di Vicenza ospita mostre di tale importanza, infatti proprio grazie ad un accordo fatto tra Linea d'ombra, Fondazione Cariverona e le città di Verona e Vicenza, nell'estate del 2011,  ha già potuto ospitare grandi mostre dal 2012 alla primavera del 2014, nelle straordinarie sedi della Basilica Palladiana di Vicenza, a conclusione di un restauro durato cinque anni, e nel Palazzo della Gran Guardia di Verona. Come dice Jacopo Bulgarini d'Elci, vicesindaco della città: "L'intero patrimonio storico palladiano, che fa di Vicenza una capitale dell'architettura e del bello, sta conoscendo in questi anni una profonda trasformazione e modernizzazione".

Facendo un piccolo escursus di quello che è stato il lavoro di Linea d'ombra e Marco Goldin, in questi ultimi anni, per renderci conto di chi va a presentare questa mostra in partenza a Vicenza su Van Gogh, troviamo le parti più essenziali citando che proprio nel 2014 che con un accordo tra Linea d'ombra e la Fondazione Teatro Comunale della città di Vicenza, in collaborazione con il Comune di Vicenza e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona, ha consentito di realizzare in Basilica Palladiana a Vicenza un grande progetto espositivo: Tutankhamon Caravaggio Van Gogh. La sera i notturni dagli Egizi al Novecento, concluso il 2 dicembre del 2015. Nel 2016, In coincidenza con il ventennale di Linea d'ombra, è stato possibile ammirare Storie dell'impressionismo. I grandi protagonisti da Monet a Renoir, da Van Gogh a Gauguin, in 140 opere, suddivise in sei sezioni, un grande affresco del movimento che ha segnato una radicale rivoluzione nella storia dell'arte.

In seguito da Tiziano a Rubens e Rembrandt, e gli italiani Guttuso, Vedova e Schifano.

Con un curriculum solo di questi ultimi anni, ci rendiamo subito conto della qualità della mostra che potremo andare a visitare a Vicenza di Van Gogh. Non una mostra sottotono con qualche dipinto e molte opere grafiche, ma una mostra che ci promette più di 120 opere (per l'esattezza 43 dipinti e 86 disegni) del grande artista. Un progetto monografico su Van Gogh con un taglio molto particolare, utile a ripercorrere in modo inedito l'intera sua vita. Con l'apporto fondamentale del Kröller-Müller Museum in Olanda, è un'esposizione che ricostruisce con precisione l'intera vicenda biografica, ponendo dall'inizio l'accento sui decisivi anni olandesi, che dall'autunno del 1880 nelle miniere del Borinage, per la verità in Belgio, fino all'autunno del 1885 a conclusione del fondamentale periodo di Nuenen, sono una sorta di stigmate infiammata e continuamente protratta. Una vera e propria via crucis nel dolore e nella disperazione del vivere. Sarà un po' come entrare nel laboratorio dell'anima di Van Gogh, in quel luogo segreto, solo a lui noto, nel quale si sono formate le sue immagini. Spesso nella condivisione dei temi in primo luogo con Jean-François Millet e poi con gli artisti della cosiddetta Scuola dell'Aia, una sorta di versione olandese della Scuola di Barbizon. 

Saranno fondamentali le lettere che Vincent inviava, come un vero e proprio diario del cuore straziato, in modo particolare al fratello Théo, ma non solo. Le lettere costituiranno quindi, giorno dopo giorno, come fogli di un diario, il filo conduttore della mostra, perché attraverso le parole si possa penetrare fino in fondo nel mistero struggente della bellezza di un'opera che non cessa di affascinarci. Dalle prime lettere legate all'attività artistica, del settembre del 1880, quando compaiono i disegni inaugurali, fino a quella conclusiva, trovatagli in tasca quando si spara un colpo di rivoltella, alla fine di luglio di dieci anni dopo, a Auvers-sur-Oise. Questa mostra studia in modo approfondito, i cinque anni della permanenza olandese dell'artista, nel Brabante, da Etten nella primavera del 1881 fino all'autunno del 1885 a Nuenen. Ma anche i mesi meravigliosi trascorsi nell'autunno del 1883 nella regione del Drenthe, quella più amata dai paesaggisti olandesi e nella quale Van Gogh realizza alcuni fogli di squisita eleganza. Con l'anticipazione determinata, al principio di tutto, dal lungo periodo passato in Belgio, dal dicembre 1878 all'ottobre 1880, nel distretto minerario del Borinage, a sud ovest di Mons, prima di qualche mese a Bruxelles. E dopo i tre mesi, a cavallo tra 1885 e 1886, ad Anversa per frequentare la locale Accademia di Belle Arti, verrà, da inizio marzo 1886, il decisivo approdo in Francia, inizialmente a Parigi, fino alla mattina del 19 febbraio 1888 quando, quale congedo, visita lo studio di Seurat assieme al fratello Théo. Per conoscere in modo diretto i quadri degli impressionisti e quelli dei post impressionisti, appunto Seurat in testa. La cui opera aveva incontrato per la prima volta dal vero solo poche settimane dopo il suo arrivo a Parigi, quando percorre le sale, nel mese di maggio, dell'ottava e ultima edizione delle mostre impressioniste. Per giungere infine alla tanto desiderata immersione nel Sud, prima ad Arles, dal 20 febbraio 1888 fino al principio di maggio 1889, e poi per un anno a Saint-Rémy, fino a metà maggio del 1890. Prima dei pochi giorni trascorsi a Parigi a casa del fratello Théo, per giungere alla conclusione della sua vita con i settanta, febbrili giorni di Auvers-sur-Oise. Quando tutto giunge a compimento nelle orizzontali distese dei campi, stirati sotto un cielo assolato o gonfio di una pioggia, che pare non finire mai. Il giallo dell'oro delle messi e l'azzurro del cielo. La vicinanza e la lontananza dal mondo. Spesso in una sola, straziata immagine. La mostra darà, oltre che alla pittura, una determinante attenzione al disegno. Questi disegni saranno di nostra utilità per capire come si siano svolti gli anni della formazione di Van Gogh, in una sorta di alunnato però a contatto solo con se stesso e con le fonti che trovava in libri e riviste, a partire dal corso di disegno di Charles Bargue, vero e proprio abbecedario per Van Gogh. La mostra darà conto precisamente della nascita e della formazione di un genio. Colui il quale soltanto nell'estate del 1880, a ventisette anni, comunica in una lettera all'amato fratello Théo, che ha "deciso di diventare un pittore".  Per una parabola che lo porterà, in un unico decennio fino al luglio del 1890, a tracciare la vicenda più breve e tormentata dell'intera storia dell'arte. Ma la breve vita di un genio assoluto. Sfileranno quadri famosi del periodo parigino prima e soprattutto poi del tempo provenzale tra Arles e Saint-Rémy e dei settanta giorni conclusivi della sua vita a Auvers-sur-Oise, dove morirà alla fine di luglio del 1890. Soprattutto la natura sarà il riferimento di un mondo che non è soltanto tema della visione che dà su un esterno da sé, ma sempre di più diventerà, fino a morirne, l'interno di sé. Quello spazio riempito di colori, di visioni, di sogni, di urla e di strepitii. Sarà un allestimento innovativo, che unirà la bellezza di così tante opere alla ricostruzione della vita di Van Gogh, un modo emozionante di coniugare, in una sola rassegna, i capolavori della pittura e del disegno con la proiezione della vita. Infine, in un grande plastico di circa 20 metri quadrati, si potrà ammirare la ricostruzione della casa di cura per malattie mentali di Saint-Paul-de-Mausole a Saint-Rémy, dove Van Gogh scelse di ricoverarsi dal maggio 1889 al maggio 1890.


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