Abramovic commuove, spaventa, inquieta la performance art presto in scena ad Alba

| Installazione nella chiesa di San Domenico con il video "holding The Milk, ci sarà l'artista. A cura delle cantine Ceretto.

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(nostro servizio)
di DAVIDE CUCINOTTA
Vacanze oramai archiviate da un pezzo e dovendoci addentrare nell'anno di attività appena cominciato cerchiamo di trovare degli spunti che diano soddisfazione ad una vita che altrimenti potrebbe essere alquanto monotona. L'arte, come spesso diciamo in questi nostri articoli è uno degli elementi che permettono di evadere dalla routine quotidiana dando un senso di piacere misto a leggerezza nelle persone che ne sono spettatori. Una definizione che ci piace usare come definizione di cosa sia realmente l'arte è quella presa da Wikipedia "L'arte è una attività-olistica costituita da una attività-teorica fondata sull'intuizione che determina una attività-pratica in cui il valore dell'opera realizzata risulta individuato dal suo significato etico, estetico e spirituale". Per Platone l'arte altro non era che la realizzazione dell'artigiano di una copia di un oggetto che a sua volta era una copia dell'oggetto visibile solo al filosofo ovvero l'idea dell'oggetto stesso. In antitesi a Platone, per cui l'arte è copia di una copia, per Aristotele l'arte ricrea le cose secondo una nuova dimensione, "Alcune cose che la natura non sa fare l'arte le fa, altre invece le imita". Per Benedetto Croce, invece, l'opera d'arte è come una sorta di "intuizione lirica" che accade nella mente e deve essere ben distinta dalla traduzione e realizzazione materiale. Kant ritiene che ciò che contraddistingue l'arte è una serie di proprietà percettibili e formali individuate da particolari facoltà mentali umane, quali il gusto e l'estetica, che generano il piacere. Insomma, ogni pensatore da Platone a Kant ha espresso un suo giudizio, ha fornito una sua definizione del termine arte e di opera d'arte, il che sta ad indicare che tale termine, da sempre, ha suscitato passione, interesse ed è indissolubilmente legato all'individuo ed alla sua percezione della realtà. In una sola parola "rompe con il passato e definisce nuove regole comunicative".

L'arte è sempre al centro di tutte le attività culturali che inaugurano il nuovo anno di appuntamenti che inizia per l'appunto nel mese di settembre e come già mostrato negli ultimi articoli, il carnet di appuntamenti dedicati all'arte sono innumerevoli a partire ovviamente dalle mostre per passare per le fiere nazionali ed internazionali fino alle vendite alle aste. Cerchiamo sempre di puntare gli occhi sugli eventi che riteniamo siano da non perdere, pur cercando di riuscire nell'intento di porre all'attenzione di tutti quasi tutto ciò che accade in questo vasto mondo dell'arte.  Nel dare un indirizzo più o meno interessante in base a gusti e opinioni, desideriamo porre la vostra attenzione su un evento che si terrà prossimamente nella città di Firenze, legato ad uno dei nomi più importanti dell'Arte Contemporanea, Marina Abramović. 

Si Marina che con la sua arte è capace di commuovere, spaventare e intimidire allo stesso tempo. Ha cambiato per sempre il modo di concepire la performance art, dando vita, nel corso della sua carriera, ad installazioni e performance artistiche difficili da dimenticare. L'arte della Abramovic è un'arte che scuote il visitatore nel profondo, toccando tasti dolenti della memoria e mettendo a dura prova il corpo. Protagonista sempre lei, l'artista, di Rhythm 0 nel 1974 a Napoli, dove si presenta al pubblico con un tavolo di strumenti di "piacere" e "dolore". Ma è anche il caso della serie Freeing the BodyFreeing The Memory e Freeing The Voice, una serie in cui l'artista punta alla purificazione corporale e spirituale in maniera così radicale, da sfociare in epiloghi drammatici per lei e di fortissimo impatto per il pubblico. Nel 2018 la prima retrospettiva italiana  Marina Abramović a Palazzo Strozzi.La figura che questa volta è stata scelta da Palazzo Strozzi a Firenze per la grande retrospettiva annuale dedicata all'arte contemporanea è Marina Abramović. È stato anche annunciato che ci sarà una sua esecuzione dal vivo di alcune sue celebri performance. A seguire di Ai Weiwei e Bill Viola, gli organizzatori nella persona di Arturo Galansino, dicono: "A emergere con forza sono i nomi di Marina Abramović e di Carsten Höller, con il quale stiamo lavorando per realizzare, quanto prima, un progetto per Palazzo Strozzi: sicuramente non si tratterà di un'installazione "spot", ma di un'operazione inserita in una vera e propria mostra site specific". Già confermata invece, la "straordinaria retrospettiva"sull'artista originaria di Belgrado, al via il 21 settembre 2018, prima in Italia, seconda in Europa, seguendo quella al Moderna Museet di Stoccolma. Resa possibile con il suo diretto contributo, la mostra costituirà l'occasione per riunire a Firenze oltre 100 opere, realizzate nell'arco temporale che dagli anni Settanta arriva fino ai giorni nostri. 

Così come avvenuto nel processo intrapreso con Bill Viola in occasione di Rinascimento Elettronico, ancora aperta fino al 23 luglio prossimo, anche in questo caso gli organizzatori sottolineano il legame dell'artista con l'Italia e, in particolare, con la città di Firenze. "Qui ha prodotto diversi video ed è stata protagonista di varie mostre, ma non aveva mai avuto una monografica completaLa nostra ripercorrerà la sua carriera dagli esordi alle grandi produzioni, mettendo al centro proprio il rapporto col nostro Paese. Ci saranno sicuramente dei re-enactmentma lei stessa verrà a Firenze e con ogni probabilità riserverà al pubblico qualche sorpresa". Ed è proprio in merito a questa grande artista dobbiamo segnalare un evento significativo da lei condotto ad Alba in occasione della vendemmia. Le uve vanno toccate con cura, amate in maniera viscerale e rispettate, perché il lavoro che c'è dietro non si perda. Proprio come fa Marina Abramovic con la sua arte. E Marina Abramovic inaugurerà il 28 settembre un'installazione che si inserisce direttamente tra i filari Ceretto ad Alba. Ad ispirare l'opera fulcro dell'installazione, ci si perde nei ricordi d'infanzia, quelli custoditi gelosamente e che riemergono con pervicacia proustiana. Nel caso dell'Abramovic, è la cucina della nonna. Luogo che infondeva quel senso di protezione in una Belgrado inquetante e dai colori cupi e minacciosi, è un esempio di esterno che dialoga con l'interno, che si fa dimensione intima e personale, in cui tutto rimane sospeso e il clamore del mondo esterno si fa di colpo ovattato. Così per Marina Abramovic la cucina diventa luogo di racconti, memorie e confessioni, dove il caffé diventa piziano e sul fondo della tazza si cerca il futuro. 

Inaugurerà dunque il 28 settembre nella chiesa San Domenico di Alba la video-installazione "Holding the milk" da "The Kitchen, Homage to Saint Therese". Sarà possibile visitare l'opera tutti i giorni fino al 12 novembre. Ma l'artista sarà protagonista anche il pomeriggio del 29 settembre al Teatro Sociale della cittadina langarola, dove parlerà della sua visione dell'arte, del suo lavoro, in un dialogo aperto con il pubblico accessibile gratuitamente, fino ad esaurimento posti.

Holding The Milk, Marina Abramovic il 28-29 Settembre, incontro con l'artista. Fino al 12 novembre, ad Alba (CN) Info www.ceretto.com/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 
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