Abu Dhabi, il Louvre che sfiderà il deserto

| Inaugurazione l'11 novembre con la Dama di Leonardo e opere di David e Van Gogh. La struttura è costata un miliardo di euro

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(nostro servizio)
di Davide Cucinotta
 Aprirà finalmente l'11 novembre. Dieci anni di lavori, 5 più del previsto tra controversie e crisi economica, non ultima quella sulla possibilità di conservare capoloavori in un clima estremo. Costo, 1 miliardo. In occasione dell'inaugurazione arriverà da Parigi la Dama di Leonardo. 

Franchise dell'icona parigina da cui prende il nome (al pari del Louvre Lens, ma si tratta di una prima assoluta fuori dei confini) il nascente museo, per il cui progetto Abu Dhabi ha sborsato quasi 1 miliardo di euro (400 milioni solo per poter usare il marchio, 582 per edificare la struttura), si propone a sua volta come simbolo del principato del Golfo Persico e della sua volontà di diversifcare la propria economia, anche stimolando la propria vocazione turistica. La ancora desolata isola, dopo il Louvre, dovrebbe veder nascere altri due musei, Guggenheim (anche se ad oggi la Fondazione newyorkese nega che sia stato firmato alcun contratto con gli Emirati, per costruire l'edificio, pensato nel 2006 da Frank O. Gehry) e Zayed, assieme a ville residenziali, alberghi e negozi. Un vero e proprio quartiere museale, come a Berlino o a Washington, a Amsterdam o a Vienna, tra mare e sabbia. L'obiettivo è quello di portare ad Abu Dhabi 8,5 milioni di turisti annui entro il 2020. E per differenziarsi dalla vicina Dubai, che è già diventata una delle grandi capitali del turismo mondiale, puntando sul divertimento oltreché sul lusso, e da Doha, che ha puntato sullo sport (leggasi Mondiali di Calcio 2022), ha scelto la strada della cultura.

E' ormai ufficiale. Il Louvre di Abu Dhabi, dopo dieci anni di attesa e cinque anni di ritardi e rallentamenti, dovuti alla crisi e al calo dei prezzi del greggio, e in parte alle pesanti critiche sulle condizioni di lavoro degli addetti, aprirà finalmente i battenti il prossimo 11 novembre. La struttura, disegnata da Jean Nouvel, sorge sull'isola Saadiyat, non lontano dal cuore finanziario della capitale degli Emirati eppure ancora in gran parte deserta. Ha le sembianze di un'enorme cupola (180 metri di diametro), sul tetto della quale posano figure geometriche in stile arabeggiante, composte da 8 strati di acciaio disposti in modo tale da filtrare la potente luce del giorno, in modo da proiettare dentro e fuori fasci luminosi a stella, diversi a seconda dell'ora e della stagione. All'interno delle sue 23 gallerie permanenti (per un'estensione totale di 8.600 metri quadrati), saranno esposte 600 opere d'arte, 300 delle quali saranno concesse in prestito per il primo anno da 13 musei francesi. Tra queste, ci sono il Ritratto di Dama di Leonardo (dal Louvre), il Bonaparte che attraversa le Alpi di Jacques-Louis David (Versailles) e l'Autoritratto di Vincent Van Gogh da Orsay. La maggior parte delle opere, comunque, avrà come oggetto la storia delle grandi civiltà umane e delle religioni. Ci sarà una pagina del Corano Blu di Kairouan, storica edizione del testo sacro islamico che risale ai secoli IX-X, la cui parte più voluminosa è custodita al Bardo di Tunisi, una Bibbia gotica, una Torà e libri buddisti o taoisti. "L'idea è quella di mandare un messaggio di tolleranza",  ha detto il presidente dell'Autorità del turismo e della cultura di Abu Dhabi, Mohamed Khalifa Al-Mubarak annunciando la data. Tra gli altri pezzi della collezione permanente, un set funerario egizio del Decimo secolo a. C., una Madonna di Giovanni Bellini e un dipinto turco del 1878, di Osama Hamdy Bey, che ritrae Un giovane emiro dedito allo studio. Saranno rappresentate epoche che spaziano dalla preistoria alla contemporaneità, opere d'arte di origine medio-orientale e lavori di artisit come Gauguin, Picasso o Cy  Twombly.
I massimi rappresentanti della cultura francese hanno confermato, oltre alla completa assenza di veti in materia di rappresentazioni delle divinità di ogni religione e provenienza, il Louvre Abu Dhabi sarà esente da ogni divieto di rappresentazione del nudo, nella pittura o nella scultura, sacre o meno. "Abbamo carta bianca in tutti i campi - ha assicurato Jean-François Charnier, direttore scientifico dell'Agence France Museum. "Mettendo vicino un lavoro cinese a uno islamico - ha continuato - mostreremo i legami e le similitudini tra le varie culture. L'obiettivo è far vedere che nella storia ci sono più collegamenti e ponti che muraglie". La nascita del Louvre Abu Dhabi aveva immancabilmente creato polemiche anche in Francia, dove molti contestavano la mercificazione, e all'estero, di un marchio tanto nobile. Polemiche poi sopite, tanto che oggi il direttore dell'istituzione parigina parla di "prima volta" e di "progetto eccezionale". Altro tema di controversie, apparentemente superato, quello concernente la trasferta, il trasporto e la conservazione di simili capolavori in un ambiente estremo dal punto di vista climatico. Mubarak ha assicurato che "la protezione è vitale, e noi ci siamo assicurati di poter offrire i sistemi richiesti", citando specificamente il controllodi temperatura e umidità in un ambiente all'esterno del quale la temperaturà supererà i 40 gradi per diversi mesi l'anno.

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