Arte globale, Bruskin nel segno della Torah

| Un evento nato dall'Associazione Novapangea ed il Centro Studi Sulle Arti Russe Universitą Cą Foscari Venezia

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DI DAVIDE CUCINOTTA
Si è trattato di un evento intenso e straordinario, quello che ieri si è svolto presso la sede del Centro Conservazione Restauro La Venaria Reale, nel Cortile delle Carrozze della Reggia di Venaria di Torino, dove il Business si fonde con la cultura.

Una giornata intensa ricca di contenuti, dalle conferenze ai tavoli di discussione e confronto tra imprenditori italiani, russi, africani e degli Emirati Arabi fino ai Kazaki. Una giornata che ha dato notevole risalto alla possibilità di fusione non solo fra culture diverse e svariate forme o rappresentazioni d'arte, ma anche ad imprese che desiderano cooperare o trasferirsi in questi paesi creando nuove sinergie per sviluppare tecnologie e attività innovative nei più svariati settori industriali piuttosto che agricoli o automotive. I lavori sono iniziati con una conferenza su temi che andavano dall'arte alle opportunità e le prospettive di inserirsi e strutturarsi in un nuovo territorio che può avere delle problematiche ma che è desideroso di ricevere proposte nella ricerca e innovazione nei settori alimentare e agroalimentare, investimenti e commercializzazione, il mondo degli affari ed i modelli già sviluppati di business. Il primo argomento trattato è stato proprio l'arte, "L'arte russa come specchio di uno sviluppo storico, economico e sociale. Sessant'anni di storia", argomento esposto dai relatori: Prof.ssa Silvia Burini, Direttore di CSAR – Ca' Foscari Venezia e Prof. Giuseppe Barbieri, co-direttore di CSAR – Cà Foscari Venezia. È stata scelta l'arte figurativa per spiegare lo sviluppo socio-economico a partire dagli anni '60, hanno fatto un percorso in quella che è stata l'arte prodotta in Russia negli ultimi sessant'anni, parlando di quali siano stati i significati delle proposte e l'impatto che queste hanno avuto sul territorio sull'aspetto economico e sociale di una grande nazione. Qual'è stata la loro produzione e come è stata recepita oggi anche da Paesi come l'Italia. È stata data buona rilevanza dell'utilizzo dei nuovi e sempre più tecnologici Centri di Restauro, senza i quali queste opere andrebbero perdute.

Pomeriggio da scoprire

L'avvio pomeridiano si è spaccato in due fasi diverse, da un lato i tavoli di discussione abbinati ad i vari paesi partecipanti all'evento e dall'altro nella sala delle conferenze un appuntamento irripetibile da non perdere. In occasione dell'evento, NOVAPANGEA e CSAR portano per la prima volta a Torino il famoso artista russo Grisha Bruskin che ha già esposto a New York, Chicago, Caracas, Venezia, Mosca, Emden. Bruskin è l'ospite principale del padiglione Russia alla Biennale Arte di Venezia 2017. È l'artista che rappresenta la Russia alla Biennale d'Arte di Venezia 2017.

Grisha Bruskin, uno dei più importanti artisti russi viventi, apprezzato e riconosciuto a livello internazionale almeno dalla metà degli anni '80, 

Nella sua conferenza Bruskin racconta di essere un artista che scopre nella tematica ebraica un soggetto del tutto nuovo per la realtà sociale e l'arte sovietica. Nel suo Fundamental'nyj leksikon (1986), una specie di grammatica bruskiniana, origine e sintesi di tutta la sua lingua, l'artista compie un'opera di sistematizzazione del sistema segnico sovietico con la stessa accuratezza con cui nella Torah si elencano i peccati dell'umanità. Fundamental'nyj leksikon fu esposto a Mosca nel 1987, in una sala della Kashirka, la sede degli episodi artistici più importanti della fine degli anni ‘80, la mostra "L'artista e la contemporaneità". In quella circostanza Bruskin - con il suo linguaggio nitido e i suoi quadri finemente dipinti – si affermò come l'artista più importante della perestrojka.

Il progetto "Alefbet" è appunto una parte essenziale di questo lungo e complesso macrotesto bruskiniano. Un alfabeto "cucito", materico. Un archivio che si fa testo.

Un misterioso alfabeto costituito da 160 personaggi: angeli, demoni con il volto di animali, figure trafitte da un fulmine, uomini che portano sulle spalle la loro ombra, o scrutano nei segreti del libro. 

L'artista scrive che il giudaismo, per ragioni storiche, non ha creato un corrispettivo artistico equivalente alle sue iniziative spirituali. La sua arte si fonde con il passato remoto, quello archeologico ed infatti è tanta l'enfasi che da su quanto sia importante per lui l'arte antica che serve a dare maggiore concretezza ai suoi lavori nell'arte contemporanea.

A mio modesto parere, come già nella storia recente dell'arte Moderna, trovo che anche lui appartiene ad una cerchia di artisti europei di grande spessore che hanno affondato le loro radici in un terreno profondo…….. l'Arte Antica! Che riescono a dare al pubblico le arti che incantano, stupiscono e mettono un segno ben distinto sull'Arte con la A maiuscola.

A lato, per l'arte li presente, desidero ricordare le opere di Mario Schifano, Salvatore Amelio, Guido Bertolone, Anna Sartori e Paola Marchiaro con il Balletto della scuola A.s.d. Danzarte Cherasco di Cristina Surace.

Con questa conferenza che ci ha regalato intense emozioni e con l'ovazione finale del pubblico per questo apprezzatissimo artista si chiude la giornata in questo luogo fantastico e a volte surreale, la Reggia di Venaria, che ha fatto da cornice a questo evento.

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