Arte, scambi per 45 miliardi

| Il volume d'affari nel 2016 sfonda tutti i record precedenti. Focus su Polllock e l'Action Painting. L'analisi del mercato, eventi, mostre e il Borsino

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di DAVIDE CUCINOTTA
Questa, come scritto la scorsa settimana, nella sezione Borsino,  è la stima Tefaf degli scambi economici nell'arte avvenuti nel 2016. Cifra ottenuta dalla somma dei circa 27 miliardi di dollari realizzati dalle Gallerie d'arte, contro i quasi 17 miliardi di dollari delle case d'asta. Cifre da capogiro per la maggioranza. Alcuni osservatori di questo fenomeno da diverso tempo si interrogano non più sul significato delle opere che osservano nelle mostre o musei, ma gli fa sorgere spontanea una domanda: "come posso anche io collocarmi in qualche modo in questo ricco piatto?"….. la solita tiritera"……"piatto ricco mi ci ficco"… Ma andiamo un po' a vedere come funziona veramente questo mercato, ovviamente in forma sintetica. 

Ci sono alcuni segmenti di mercato, poniamo la vostra attenzione su quelli contraddistinti in "Primary Market" e "Secondary Market".

Il mercato dell'arte primario, è dove l'arte arriva al nuovo mercato per la prima volta, e il mercato secondario, per arte che è stato venduto almeno una volta da quando esiste. Una volta che un opera viene venduta sul mercato primario entra nel mercato secondario, ed i prezzi iniziali per essa sono i prezzi del venduto sul mercato primario, questi prezzi, diciamo che fanno da cuscinetto sul valore del lavoro nel mercato secondario. Domanda e offerta incidono sul mercato secondario più che il mercato primario che fa solo le proposte ed offre opere nuove al mercato in genere. Questo avviene principalmente per l'arte contemporanea, in quanto si tratta di opere che non hanno una storia di mercato. L'analisi produttiva e la valutazione di tale lavoro è più difficile, anche se più speculativo. Galleria, venditori, consulenti e agenti di promozione, nonché in qualità di consumatori collezionisti alfa, sono i punti di forza di lavoro a valorizzare le opere sul mercato primario. 

Detto in parole semplici chi si occupa di mercato primario, deve senza ombra di dubbio essere un professionista del settore, perché non esiste una bacchetta magica che permette di individuare il nuovo artista emergente su cui puntare per fare speculazione.

Gli esperti del settore in primis i galleristi, individuano gli artisti che maggiormente riescono a offrire un prodotto che (come la storia ci insegna) cavalca la scena sociale dei nostri tempi e che allo stesso tempo sia in linea con i canoni di tecnicità ed estetica. Iniziano il lavoro avvalendosi di adeguata comunicazione. Tendono poi ad organizzare una serie di eventi per avvicinare questo nuovo artista ai collezionisti e lo fanno inizialmente promuovendo l'artista nelle loro gallerie e poi creano delle esposizioni in strutture pubbliche che ospitano quanto di nuovo e di tendenza viene scoperto nel settore. Curano l'immagine dell'artista, danno senso logico e compiuto di fronte ai collezionisti delle loro opere, stampano libri su di loro ed in alcuni casi si avvalgono dell'aiuto dei media. Ora è evidente che a fronte di una grande esperienza di base, unita a professionalità, iniziano a collocare le opere presso i collezionisti ad un prezzo interessante, con ottimi utili ma comunque solo indicativo come inizio per il mercato dell'artista che dopo di loro entra nella vera e propria bagarre del mercato globale passando da quello che si chiama il secondo mercato, cioè le opere che sono già state vendute, che hanno già un prezzo di base e che inizieranno ad aumentare (come in qualsiasi tipo di commercio) in base alla quantità di richiesta che ne farà il pubblico a seguire e così via, il mercato dell'artista inizia a decollare.

Ora facciamo una domanda a chi molte volte ha chiesto se era possibile trovare un nuovo artista e farlo diventare grande per ottenere un buon guadagno: "ti senti capace di fare un lavoro di questo tipo?"…… 

A questo punto, glissano, dicendoti che conoscono una persona che lavora con un'altra che ha conosciuto uno che lavora nel settore finanziario piuttosto che immobiliare che conosce una persona che ha per amico il proprietario di un'opera (diciamo a caso) di Picasso e che desidera venderla e lui è certo di questa notizia.

Tornando alle cifre scritte all'inizio, diciamo che in quei 45 miliardi di dollari si collocano anche i mediatori d'arte (per alcuni fa più stile dire dealer o broker, che ha il medesimo significato in lingue diverse), che sono persone a conoscenza di un'opera in vendita da un collezionista privato e provano a proporla ad altri collezionisti. Non esistono stime esatte di queste transazioni ma potremmo dire che possono essere circa il 5% dell'intero volume d'affari citato con un a cifra che si può avvicinare ai 2,5 miliardi di dollari, cifra più che ragguardevole. Purtroppo questi mediatori, con grande difficoltà sono costretti a scremare pseudo conoscenti di proprietari di opere o collezionisti disposti a comperare, cercando di approdare a questo difficile mercato avendo contatto diretto esclusivamente con proprietà o acquirenti, se vogliono riuscire a concludere qualche operazione di compravendita. Solitamente questa scrematura avviene solo dopo anni di viaggi, incontri, telefonate e e-mail con tutti questi che ti dicono di conoscere i proprietari delle opere e che alla fine hanno alle loro spalle una schiera infinita di recondite persone che non saprebbero neppure distinguere un opera d'arte da un cavallo, figurarsi sentirli parlare della qualità artistica o pittorica di un grande artista, di un periodo più interessante della sua produzione piuttosto che un altro. Sentirli parlare di milioni di euro o dollari che siano, come se parlassero di noccioline e con richieste rincarate di un milione per ogni persona che fa parte della filiera. Si anche loro, i mediatori (poverini), dopo molti anni iniziano a distinguere, anche solo parlando una prima volta con i loro interlocutori se sono in grado di far fronte a quanto dicono oppure no. Li sentono parlare di Lettere di Interesse, Prove Fondi, BCL, Bank Guarantee e tanto altro ancora, senza conoscere neppure il significato a volte di termini così elementari. Così inizia la scrematura di cui si parlava ed alla fine dopo mille tentativi, chi faceva il barbiere torna a fare il barbiere, l'agente di commercio torna ai suoi viaggi per trovare i suoi clienti e così via per svariati mestieri o professioni.

Occuparsi di mercato dell'arte è difficile e complesso, ci vuole una preparazione innanzitutto tecnica di valore oltre che una notevole inclinazione naturale all'oggetto. Non basta andare a vedere le mostre ed essere infatuati da qualche artista. Non è sufficiente conoscere un gallerista, mercante o main collector di fama mondiale. Ci vuole un attento studio, notevole conoscenza della materia, anni ed anni di esperienza, ma soprattutto una grande, infinita passione per l'arte. Si questo mercato è uno dei più importanti al mondo, con cifre annuali che sanerebbero i conti pubblici di alcune nazioni, ma non tutti possono trovare una facile collocazione al suo interno, quindi sarebbe più bello trovarsi per andare insieme a visitare un museo o una mostra in galleria, limitandosi ad osservare le opere e ad avere quella pace interiore, quel piacere inspiegabile che l'arte ci può offrire.

ARTISTI

L'ARTE DEL DOPOGUERRA,

Tornando sull'argomento dell'arte del dopoguerra, come già trattato nell'articolo del 25 luglio scorso, continuiamo a far porre l'attenzione su quegli artisti che hanno saputo trasformare l'arte uscendo da un periodo infelice come la guerra. 

La guerra non solo aveva portato morte e distruzione in Europa, ma aveva anche per vie traverse, spostato la capitale artistica da Parigi a New York e in generale dall'Europa all'America.

E infatti in America nasce un Espressionismo Astratto, grazie ad artisti della Action Painting quali Pollock, De kooning, Kline.
a quelli del Color Field come Rothko, Newman, Reinhardt, Still, Gottlieb
e per finire quella che è stata denominata la Scuola del Pacifico con Mark Tobey e Sam Francis.




"la tecnica è solo un mezzo per arrivare a un'idea"               Jackson Pollock

E' sull'artista di spicco della Action Painting Jackson Pollock che poniamo l'attenzione.

Un artista molto inquieto, sregolato, dipendente dall'alcool, grazie alle sue stranezze e al fatto che il mondo dell'arte newyorkese era in cerca di celebrità, l'artista divenne un mito. 

Dopo i lavori giovanili in cui si vedeva già la sua grande energia; prese a rappresentare teste stravolte,agglomerati di natura e brandelli di corpi. Due fattori furono molto importanti nel pensiero di Pollock: l'adesione al pensiero di Gustav Jung (allievo ribelle di Freud) per il quale l'umanità condivide, nel suo inconscio collettivo, degli archetipi comuni a tutti gli uomini; in oltre Pollock era attratto dall'arte degli indiani d'America, in particolare dalle pitture di sabbia colorata( sand paintings).

Adesso sarà necessario aggiungere il significato di alcuni termini inglesi per comprendere meglio, nel caso di Pollock dripping(sgocciolamento), action painting(pittura d'azione), e al lover (tutto campo).

La superficie da dipingere, spesso di grandi dimensioni, veniva disposta a terra e lavorata su tutti e quattro i lati. Il segno proveniva dall'azione di tutto il corpo, la superficie dipinta non presentava né centro né periferia, essa era una distesa piatta di filamenti, suggerendo una possibile continuazione oltre i bordi ( al lover). La tela non era più uno spazio da progettare ma un'area in cui lasciare agire l'inconscio e il pulsare della vita.

La fortuna di Pollock, inizia a New York quando proprio nel 1942 entra in contatto con Peggy Guggenheim. La celebre mecenate.

La codificazione di un linguaggio originale, svincolato dalle suggestioni di ciò che viene prodotto in Europa, vale a Pollock il successo.

Nel 1950 il fotografo Hans Namuth gira un filmato di dieci minuti, intitolato Jackson Pollock, volto a indagare la sua tecnica pittorica e nel 1951 l'artista viene intervistato da William Wright per la stazione radio di Sag Harbor. Un Pollock produttivo e all'apice del successo.

La parabola discendente, però, è alle porte e conduce nuovamente il pittore nel circolo vizioso dell'alcool. Nonostante le sue controverse vicende umane, Pollock resta un caposaldo dell'arte del '900, determinante nell'esplorare nuovi linguaggi finalizzati all'espressione dell'interiorità, poiché, come lui stesso afferma, "la tecnica è solo un mezzo per arrivare a un'idea".

AGENDA ARTE



Arles Francia

OBIETTIVI PUNTATI SULLA FOTOGRAFIAAll'inizio di luglio si svolge infatti il "rito sacro" (o meglio pagano, vista la quantità di pastis e assenzio…) per gli amanti dell'arte fotografica. Un'intera settimana di mostre, eventi, conferenze, dibattiti, proiezioni, letture, presentazioni di libri, raccolte in quella che è conosciuta dai cultori col solo nome di Les Rencontres. Questa manifestazione internazionale si ripete ogni anno e dura tutta l'estate. Il Festival di Arles per la fotografia è di fatto tra i più storici al mondo. Fu fondato nel 1970 dal fotografo Luciene Clergue, dallo scrittore Michel Tournier e dallo storico Jean-Maurice Rouquette. Con una programmazione composta per lo più da materiale inedito, è tra le manifestazioni di fotografia maggiormente frequentate, raccogliendo quasi un milione di visitatori in tre mesi. Le mostre sono spesso co-prodotte con altre istituzioni francesi o internazionali, e vengono esposte non solo in musei e gallerie, ma in diversi luoghi della città. Durante il periodo dei Rencontres ogni spazio della città si trasforma in spazio espositivo, anche quelli meno accessibili al pubblico come cappelle medioevali, complessi industriali, cantine, soffitte, terrazzi, negozi.

Il programma di quest'anno è particolarmente denso. Molte le personali dedicate, tra gli altri, al fotoreporter Joel Meyerowitz, all'autore Michael Wolf, all'interessante percorso dell'italiano Alex Majoli, alle ricerche territoriali di Marie Bovo e a quelle introspettive del giapponese Masahisa Fukase. Originale l'installazione di Roger Ballen: non solo fotografie, ma la ricostruzione di un cupo ambiente, con mobili e vecchi oggetti. Poi le collettive incentrate sull'America Latina, in modo particolare la fotografia vernacolare colombiana. Punta di diamante è l'ampia mostra collettiva dedicata all'Iran. Fotografie storiche che raccontano l'epoca dello scià di Persia, gli eventi della rivoluzione di Khomeini, le tensioni di quella società e della vita contemporanea fino ai disastri ecologici sui confini tra Iran e Iraq nelle bellissime immagini di Solmaz Daryani.

Milano Fondazione Prada

"EU" di SATOSHI FUJIWARA

"EU" è una mostra antologica del fotografo giapponese Satoshi Fujiwara. Il progetto include alcuni dei lavori più significativi dell'artista e "5K Confinement".

Satoshi Fujiwara (Kobe, Giappone, 1984), attraverso una peculiare scelta delle inquadrature, della distanza focale dai soggetti ritratti e della definizione eterogenea delle fotografie crea un'azione pressante e critica sull'osservatore, deviando dai canoni standard del foto-giornalismo e da una dimensione esclusivamente documentaristica, producendo in questo modo un nuovo lessico emergente.

L'allestimento di "EU" è costituito da sequenze di immagini assemblate, volte a eliminare qualsiasi contesto narrativo lineare. Un'operazione che trae origine dalla rielaborazione dell'architettura espositiva disegnata da Herbert Bayer per la mostra "The Road to Victory: a procession of photographs of the nation at war", tenutasi al MoMA di New York nel 1942.

Pistoia, Palazzo Fabroni 

Marino Marini. Passioni visive
Dal 16 settembre 2017 al 7 gennaio 2018
Pistoia, Palazzo Fabroni


Una mostra su Marino Marini. Promossa dalla sua fondazione e dal Guggenheim

Promossa dalle fondazioni Marino Marini e Salomon R. Guggenheim di Venezia, la retrospettiva che inaugurerà a Palazzo Fabroni il prossimo 16 settembre indaga la produzione artistica di uno degli scultori più rappresentativi del Novecento italiano, con un sistema di raffronti e citazioni che attraversa diverse epoche della storia dell'arte

Pistoia celebra uno dei più eclettici artisti del Novecento a cui ha dato i natali, Marino Marini (Pistoia, 1901 – Viareggio, 1980), con una grande retrospettiva che inaugurerà il prossimo 16 settembre a Palazzo Fabroni. Marino Marini. Passioni visive è il titolo della mostra promossa dalla Fondazione Marino Marini e dalla Fondazione Salomon R. 

La mostra ripercorre le diverse fasi della produzione artistica di Marini, in un lasso di tempo che va dagli anni Venti agli anni Sessanta: un excursus che pone in relazione il suo lavoro con quello dei grandi maestri della scultura del Novecento, come Arturo Martini e Giacomo Manzù, e con l'arte scultorea del passato, dall'antichità egizia a quella greco-arcaica ed etrusca, da quella medievale a quella del Rinascimento e dell'Ottocento, tutti riferimenti che Marini citava e reinterpretava consapevolmente nelle sue opere. Il nucleo principale della mostra è costituito dai Cavalieri, sculture che Marini ha iniziato a realizzare a partire dagli anni Trenta, diventate celebri per la loro arcaica impassibilità che sottintende una sottile ironia nei confronti della società contemporanea.

Venaria - Torino

Lady Diana. La Reggia di Venaria celebra la principessa con una mostra   dal 07/07/2017 al 28/01/2018



La mostra celebra la principessa, icona pop mondiale, attraverso un viaggio nella sua storia privata e di Principessa del Galles. Tra foto istituzionali e curiosità legate alla musica di Elton John e i favolosi abiti di Gianni Versace.

Indiscussa icona pop mondiale, sarà raccontata attraverso un viaggio nella sua storia di donna e Principessa del Galles. È un doppio ventennale questo: il percorso prende forma, infatti, nella suggestiva Venaria Reale – Patrimonio dell'Umanità dal 1997 – in particolare nelle Sale dei Paggi, per la prima volta sede di una mostra. La mostra rende omaggio alle diverse anime della principessa, attraverso riferimenti a giornali, video, musiche e testimonianze.

Oltre alle foto che ritraggono Diana nei vari momenti della sua vita, dalla giovinezza al matrimonio con Carlo, Principe del Galles (dal 1981 fino al 1996), fino alla maternità (è madre di William ed Henry) e ad altri aspetti istituzionali, vi sono molte curiosità legate alla moda, alla musica ed agli abiti che la principessa indossò in varie occasioni.









ASTE E MERCATO DELL'ARTE

Nel primo semestre 2017 Sotheby's ha fatturato in Italia 14,2 milioni di euro grazie ad una sola asta che si è tenuta a Milano il 4 maggio 2017. E' il terzo risultato di sempre per la casa d'aste in Italia con un incremento del 18,6% sulla medesima asta dello scorso anno (11.968.525 euro) e del +3,6% su tutto il semestre 2016 (che comprendeva due aste). Il risultato è stato ottenuto con 104 lotti, con una media di 167.000 euro a lotto e percentuali di venduto del 78,8% per lotto e del 95,3% per valore. In top ten, i grandi dell'arte italiana: Fontana, Manoni, Burri, Morandi e Castellani, ma anche dei due Albers degli anni '60. Fontana e Morandi hanno realizzato due record per la serie rispettivamente dei crocefissi (Fontana lot.40 stima €80.000-120.000 aggiudicato a € 331.500) e delle teapot (Morandi-Natura morta, cm 30x30, stima €180.000-250.000 venduto a €511.00).

Il titolo della casa d'asta guidata da due anni dal ceo Tad Smith quotata a Wall Street sembra godere di ottima salute: si susseguono buy back e gli analisti sono positivi sul titolo che è aumentato del 45% nell'anno, superando l'S&O 500. All'inizio di gennaio, le azioni erano negoziate sotto i 40 dollari e ieri 27 luglio hanno chiuso a 56,75 dollari. Gli analisti attribuiscono l'incremento del titolo in parte alla maggiore fiducia nel recupero del mercato dei capolavori: le vendite di Sotheby's per la prima metà dell'anno sono aumentate dell'8% a 2,54 miliardi di dollari.

Wannenes di Genova ha chiuso il primo semestre 2017 con un totale pari a 10.000.968 euro, il -14,8% rispetto allo stesso periodo del 2016 nonostante sia stata tenuta un'asta in più. La percentuale del venduto è stata pari al 65,2% per lotto e 117,7% del valore. Il settore a più alto aggiudicato è stato quello dei Dipinti Antichi e del XIX secolo con un totale di 2.871.279 euro. Il prezzo più alto del semestre è stato di 322.400 € raggiunto due volte: per il dipinto seicentesco "Ritrovamento di Mosè" di Valerio Castello (stima 200-300.000 €) e per una scultura del XIX secolo raffigurante Minerva (stima 10-15.000 €). 
BORSINO

Sotheby's si compra il più importante indice del mercato dell'arte. Servizi sempre più obbiettivi.

Il Mei Moses Art Indices si è guadagnato la posizione di leader del settore con analisi scientifiche delle tendenze legate ai repeat sales, ovvero le vendite dello stesso oggetto d'arte in diversi momenti temporali.  il protagonista è il gigante delle aste Sotheby's, che ha appena annunciato l'acquisizione del Mei Moses Art Indices, che si è guadagnato la posizione di leader del settore con le sue analisi scientifiche delle tendenze legate ai repeat sales, ovvero le vendite dello stesso oggetto d'arte in diversi momenti temporali anche lontani fra di loro, per tenere traccia delle variazioni di valore.

L'indice può contare su un database costantemente aggiornato di 45mila repeat sales, relativi a vendite di oggetti in otto diverse categorie, circa 4mila dei quali passano di mano ogni anno.

Una conferma della "terzietà" dell'Mei Moses? Oltre a Sotheby's, fra i suoi maggiori clienti per le analisi del mercato – e anche fornitori di dati grezzi da approfondire – c'è anche la storica rivale Christie's.

Il database di Artnet include vendite di 1.600 case d'asta di tutto il mondo, inclusi i risultati delle aste online, anche attraverso siti esterni come Auctionata e Heritage Auctions. E poi l'Artprice Global Index, per arte contemporanea e moderna, dove gli abbonati possono generare indici su specifici artisti. Fonte dei dati sono le vendite di 4.500 case d'asta, ma in questo caso non i risultati delle aste online: anche questo indice utilizza la metodologia dei repeat sales.

Le opere d'arte contemporanea più ricercate, oggi possono competere alla pari, con i più costosi lavori di arte impressionista e moderna e con l'arte antica. Le aste di arte contemporanea di Christie's e di Sotheby's avvengono in due serate consecutive.  Ufficialmente la motivazione è favorire i compratori stranieri. In realtà, è fatto per chi non riesce ad aggiudicarsi un lotto nella prima asta, nella seconda sarà maggiormente accanito nel voler ottenere un lotto. Un Mark Rothko, "white center" nel 2007, toccò il record mondiale di prezzo, sia per l'autore, sia come opera d'arte contemporanea venduta all'asta nel dopoguerra (72,8 milioni di dollari).  L'opera era di proprietà di Rockefeller, che lo possedeva dal 1960.  l'importanza dei precedenti proprietari e sopratutto di un nome come  "Rockefeller" aggiungeva un  plus valore. il prezzo si giudico folle in quanto esiste una sorta di regola per stabilire se un prezzo è insensato o meno, ovvero si confronta il prezzo pagato per l'opera con il prezzo di un grande appartamento a New YorkI grandi collezionisti non si fidano del loro giudizio, per questo si affidano alle gallerie di brand (Gagosian, White Cube, Galleria Continua...), alle case d'asta (CHRISTIE'S e SOTHEBY'S), importnati fiere (Art Basel, Frieze, Art Miami, Armory Show,ArteFiera) e comprano artisti di brand (WHAROL, JEFF KOONS, HIRST…..).
MOMAGUGGENHEIMTATE: sono musei di brand. Quando un museo come il Moma espone il lavoro di un artista, il brand del museo trasmette un prestigio che si chiama provenienza. Di conseguenza i prezzi dell'artista esposto nel tal museo, aumenteranno.

Il prezzo che un mercante d'arte chiede per un opera di un'artista emergente si basa sulla reputazione della galleria e sulle dimensioni dell'opera, non sulla qualità.

Quando un artista è brandizzato, il mercato accoglie come legittima qualsiasi cosa l'artista produca.

New York e Londra, città di brand, sono due centri nevralgici per il mercato dell'arte contemporanea di fascia più alta, ed è qui che il branding dell'arte è più evidente. Gli artisti più importanti lavorano in questi centri.Qui si trovano i galleristi più importanti, e dove qualsiasi collezionista importante passa.

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