Canaletto, un disegno da 3 milioni di euro 1700 visite al giorno per la mostra di Hirst

| Agenda Arte. Intanto da Sotheby's niente commissioni di vendita per chi compra.

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A cura di DAVIDE CUCINOTTA
AGENDA ARTE


Venezia - Collezione Peggy Guggenheim 

Dal 26 agosto al 7 gennaio

Picasso in spiaggia, Il rapporto tra l'artista spagnolo e il Mediterraneo.

Un'esposizione, curata da Luca Massimo Barbero. È un periodo che vede l'artista attratto da due polarità contrapposte: l'evasione, con opere dedicate a suggestioni marine, e l'impegno etico per la denuncia degli orrori della guerra civile spagnola, concretizzatosi nell'esecuzione di «Guernica» (1937).

 La mostra intende ripercorrere, con opere mirate, il processo creativo che portò Picasso a trasognare organismi antropomorfi che poggiano silenti, lirici, ma anche inquietanti, su spiagge, e a costruire un lessico adatto a esprimere il dolore della guerra.

Milano - Alfa e omega: Agnetti e Vitali

Palazzo Reale: dal 4 luglio al 24 settembre

Pur appartenendo ala stessa generazione, non potrebbero essere più diversi i protagonisti delle due consuete mostre estive di arte italiana contemporanea proposte da Palazzo Reale a Milano. Un rigoroso concettuale come Vincenzo Agnetti (1926-81) e un sanguigno pittore-pittore come Giancarlo Vitali (1929). Curata da Marco Meneguzzo con l'Archivio Agnetti, la mostra «Agnetti. A cent'anni da adesso» è una ricognizione «critica e "sentimentale"» del suo universo concettuale e visivo, spiega il curatore, compiuta grazie a un centinaio di opere realizzate tra il 1967 e il 1981, tutte caratterizzate da un uso «esteso» della parola, non relegata al solo ambito semiologico ma tesa a realizzare immagini e narrazioni, in un concettualismo di segno «metafisico e letterario». Scorrono in mostra tutti i suoi lavori più famosi (da «Quando mi vidi non c'ero» agli «Assiomi», da «Libro dimenticato a memoria» a «Macchina drogata», «Amleto politico», «Autotelefonata» e altri), ma non mancano opere meno note o quasi mai viste, altrettanto significative. Intanto Osart Gallery ha prorogato fino al 21 luglio «Vincenzo Agnetti. Oltre il linguaggio» (cfr n. 374, apr. '17, p. 64), che completa idealmente il percorso.  "Giancarlo Vitali. Time Out", curata dal figlio (e artista) Velasco Vitali: è la prima grande antologica del pittore di Bellano che ebbe la sua prima mostra pubblica a 56 anni, presentata da Giovanni Testori. Con i suoi dipinti ha affascinato, Carlo Bertelli e Mario Botta, Tonino Guerra, Franco Loi, Antonio Tabucchi, Vittorio Sgarbi, Marco Vallora e l'omonimo (ma non parente) scrittore Andrea Vitali, autore di un testo in catalogo (Skira). 
Venezia – "Treasures from the Wreck of the Unbelievable" di Damien Hirst

 

I dati delle visite di questa mostra sono impressionanti.

Si parte da 130.000 visitatori registrati verso la fine di luglio (la mostra si chiuderà il 3 dicembre), con una media di 1.700 persone al giorno per lo più venute dall'estero. 

Circa 15milioni le visualizzazioni in totale mentre il solo video timelapse che illustra il montaggio, nel cortile di Palazzo Grassi, dell'imponente demone (in resina, armatura metallica e rivestimento in bronzo) è stato visionato quasi un milione di volte.
È questa difatti una delle opere più fotografate dal pubblico, insieme a "The Warrior and the Bear», «Hydra and Kali" (a Palazzo ne sono esposte le copie più piccole mentre alla Dogana le versioni monumentali), la testa di medusa in malachite cui si aggiungono, forse per l'attrattiva ludica, anche "Mickey" e "Goofy".

Perugia – Galleria Nazionale

I polittici astratti di Hans Hartung.

Una grande mostra alla Galleria Nazionale dell'Umbria presenta 40 lavori su carta e 16 dipinti di grandi dimensioni, sei dei quali mai esposti prima e a Perugia mostrati per la prima volta tutti assieme come serie.

La collezione della Galleria Nazionale dell'Umbria è ricchissima di tavole dal XIII al XVI secolo di autori come Duccio, Gentile da Fabriano, Beato Angelico, Piero della Francesca, Perugino, molte delle quali composte in origine nella forma del polittico. Proprio questa analogia con l'articolazione in scomparti è stata lo spunto per la riscoperta di 16 dipinti di grandi dimensioni di Hans Hartung, una delle figure di spicco dell'astrattismo europeo del Novecento, in mostra il prossimo autunno nel museo umbro. Al pari di quelli antichi i suoi ‘polittici' realizzati tra 1961 e 1988 (sei dei quali mai esposti prima) e a Perugia mostrati per la prima volta tutti assieme come serie, si articolano in elementi distinti, fissati in sequenza, sebbene senza alcuna gerarchia fra le immagini ma solo in scansione ordinata nello spazio. La serie dei polyptiques, spesso così identificati dallo stesso Hartung sul retro delle opere, nonostante non si tratti di titoli veri e propri, nasce agli inizi degli anni Sessanta, quando l'artista prende a dipingere direttamente sulla tela senza prima concepire l'opera su carta, sperimenta nuove tecniche, dilata i formati, giungendo nell'ultimo periodo, costretto sulla sedia a rotelle, a realizzare i propri dipinti con l'aerografo. 

Otterlo – Paesi Bassi Olanda

Jean Arp "Fra scultura e poesia"

A mezzo secolo dall'ultima retrospettiva, il Kröller-Müller Museum di Otterlo rende omaggio a uno dei suoi più autorevoli "figli adottivi". Una mostra nell'ambito delle celebrazioni per i cent'anni di De Stijl, movimento nato nel clima relativamente tranquillo dell'Olanda risparmiata dalla Grande Guerra.

L'arte come macchina teatrale d'interazione con la realtà, forme e colori che sono l'eco di pensieri e parole, urlati o sussurrati in un'Europa che stava rapidamente cambiando volto, sconvolta dalla guerra e disequilibrata dalla modernità. Pur affacciato sull'abisso, l'individuo doveva ritrovare il suo posto nell'universo, riconciliarsi con un'esistenza che si preannunciava sempre più dura.

Nel suo allestimento dinamico, la mostra richiama l'andamento delle opere di Arp, la cui linea sinuosa (altro tratto peculiare oltre alla fisicità) dona loro un ritmo assai vicino alla poesia. Relazione che meglio si comprende osservando le raccolte poetiche di Tristan Tzaraillustrate da Arp, che dà forma alle parole e alle emozioni con un tratto arcaico, nell'ottica del Dadaismo, che frequentò a inizio carriera. Un artista poliedrico, fondamentale nello sviluppo dell'arte contemporanea, cui la mostra olandese rende meritato omaggio ricostruendone in maniera approfondita il percorso creativo.

ASTE E MERCATO DELL'ARTE

Colpo da maestro di Christie's. 

 

La collezione Rockefeller (700 milioni di dollari) 

Oltre 2mila lotti, tra arte impressionista e moderna, ceramiche, argenti, arte orientale e arti decorative verranno dispersi nella primavera del 2018.

New York. Sulla carta è la maggior collezione d'arte mai presentata in asta. Oggi Christie's ha annunciato la dispersione della raccolta di Peggy e David Rockefeller, che si articolerà in diverse sessioni nel corso della primavera del 2018, al Rockefeller Center, dal 1997 sede newyorkese in affitto della casa d'aste («liaison» commerciale che può spiegare anche la scelta di Christie's per la dispersione).

Canaletto: Il disegno più caro, battuto a 3 milioni

Prezzo record battuto da Sotheby's a Londra per "L'incoronazione del Doge sulla Scala dei Giganti".

Nell'asta di «Opere su carta britanniche e di antichi maestri» di Sotheby's a Londra, un disegno del Canaletto, «L'incoronazione del Doge sulla Scala dei Giganti» in uno stato di conservazione, secondo la scheda in catalogo, «superbo». Il foglio è passato di mano a 2.633.750 sterline, cioè 3 milioni di euro, contro una stima di 2,8-4 milioni di euro.

Il prezzo attuale è il nuovo record all'asta per un disegno del maestro veneziano. Il precedente primato risale al 2012, quando un altro disegno, una «Veduta di Campo San Giacomo di Rialto», era stato aggiudicato a 2,4 milioni di euro (contro stime, all'epoca, di 370-620mila).
«L'incoronazione del Doge sulla Scala dei Giganti», misura 389x554 mm ed è realizzato a penna, inchiostro e inchiostro acquarellato grigio con rialzi di biacca su pietra nera. A consegnarlo a Sotheby's è stato un collezionista privato, che l'aveva acquistato nel 2005 dalla famiglia Hoare, proprietaria del foglio da 120 anni. Come riporta la scheda in catalogo, il disegno appartiene a una serie di 12 raffigurazioni delle «feste ducali». Di queste si conosce la collocazione attuale solo di 10: quattro sono conservate al British Museum, due nella National Gallery of Art di Washington e le altre quattro in collezioni diverse.

Sotheby's abbatte i costi delle aste online. Niente commissioni di vendita per chi compra.

Sotheby's ha annunciato che a partire dal 16 settembre 2017 non si pagheranno più le commissioni per chi acquista opere d'arte nelle aste online. Una strategia messa in atto per ampliare il bacino di utenza e acquisire potenziali clienti. Il web rappresenta una risorsa grandiosa con un bacino di utenza potenzialmente illimitato. Lo hanno ben compreso le case d'asta che negli ultimi anni provano a guadagnare fette di mercato attraverso le aste online. Una realtà niente affatto marginale, ma in crescita costante.

In principio fu Phillips, tra le prime case d'asta a debuttare nelle aste online grazie all'accordo con Tumblr che ha dato vita alla piattaforma Paddle8 poi fusa con Auctionata per creare la più grande piattaforma globale di vendite d'arte online. Fiutando le enormi possibilità del mercato le altre case d'asta si sono via via adeguate. Sotheby's si è lanciata nel mercato solo nel 2016 anche se in precedenza aveva chiuso un accordo con eBay per poter vendere i suoi lotti attraverso il famoso sito di e-commerce. Oggi le aste online sono una realtà consolidata anche se le norme che regolano il mercato via web sono ancora in via di definizione. Una prima forma di regolamentazione è arrivata dalla Gran Bretagna, paese leader nelle vendite all'asta tramite il Consumer Contracts Regulations che estende ai compratori online il diritto di recesso e la possibilità di restituire i beni acquistati entro 14 giorni.

Per ampliare il suo bacino di utenti ai danni della concorrenza, Sotheby's ha annunciato che a partire dal 16 settembre 2017 non farà più pagare le commissioni di vendita al compratore sui lotti acquistati nelle aste online. I venditori continueranno invece a pagarle regolarmente.

COLLEZIONE DEL FOTOGRAFO MARIO TESTINO

All'asta da Sotheby's a Londra la collezione d'arte del fotografo Mario Testino

Oltre 400 opere d'arte contemporanea provenienti dalla collezione personale di Mario Testino, tra i fotografi di moda più famosi del mondo, amatissimo dalla famiglia reale inglese di cui è stato spesso il ritrattista ufficiale e dalle star di tutto il pianeta, andranno all'asta a Londra da Sotheby's a settembre. La vendita servirà a finanziare il Museo Mate che Testino ha fondato a Lima, in Perù, nel 2012.

La fama di Testino come fotografo è indiscussa, decisamente meno conosciuta è la sua storia di collezionista d'arte contemporanea. Eppure non si tratta di una collezione di poco conto né per quantità né per qualità considerando che vanta opere di Nan Goldin, Martin Parr, Sterling Ruby, Wolfgang Tillmans, Richard Prince, Georg Baselitz, Cecil Brown, Paul Mc Carthy e Urs Fisher. A settembre parte di questa collezione andrà all'asta da Sotheby's a Londra per finanziare le attività del museo Mate, istituzione no-profit, fondata nel 2012 da Mario Testino a Lima, sua città natale. L'asta è prevista per il 13 e il 14 settembre e sarà preceduta da una mostra delle opere in vendita che si svolgerà dall'8 al 13 settembre. L'obiettivo è raccogliere almeno 8 milioni di sterline.

Cosmoscow, la fiera internazionale di arte contemporanea russa

L'edizione 2017 di Cosmoscow si svolgerà nell'antico edificio del mercato coperto di Mosca il prossimo settembre con un numero record di 54 gallerie e una partnership con la casa d'aste Phillips a sostegno della giovane arte russa. È l'unica fiera di arte contemporanea in Russia, supportata per il terzo anno consecutivo da Credit Suisse, festeggia il suo quinto anniversario con un record assoluto di espositori: 54 gallerie da Europa (dall'Italia solo la Boccanera Gallery di Trento) e Stati Uniti d'America che esporranno opere di oltre 150 artisti. L'edizione 2016 ne ospitava solo 38 gallerie.

In partnership con la casa d'asta Phillips. La grande novità è la partnership di due anni stipulata con la casa d'asta Phillips per realizzare all'interno della fiera, in programma dall'8 al 10 settembre all'interno dell'antico mercato coperto di Mosca, Gostiny Dvor, un'asta di beneficenza per supportare la Cosmoscow Foundation for Contemporary Art, nata appena quest'anno a sostegno della giovane arte russa. Tutti i proventi dell'asta, che mette a disposizione 17 opere di artisti contemporanei russi e internazionali – tra cui Evgeny Antufiev e Marc Quinn – legati al tema comune dei 100 anni della Rivoluzione del 1917, andranno, infatti, alla Fondazione Cosmoscow per l'Arte Contemporanea, che riunisce le iniziative non commerciali, intraprese negli ultimi anni da questa fiera lanciata nel 2010 dalla collezionista e filantropo russa Margarita Pushkina.

BORSINO

 

L'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano coinvolgendo oltre mezzo milione di aziende italiane appartenenti ai più svariati settori produttivi per cercare di capire e dimostrare che il rapporto tra arte e azienda è un rapporto non solo possibile ma anche vantaggioso.

Una corporate art collection può influenzare l'andamento economico di una impresa giocando un ruolo attivo. Le aziende che possiedono una corporate art collection hanno in media indicatori economico-finanziari positivi nel tempo.

Nell'ambito dei rispettivi settori produttivi di appartenenza le imprese che hanno collezioni corporate registrano performance migliori.  

L'arte emerge come strumento per rafforzare il senso di appartenenza aziendale in una prospettiva sempre più globale e multiculturale. L'arte appare come quel linguaggio comune, comprensibile da tutti, capace di accorciare le distanze fisiche e distruggere le differenze culturali. Sicuramente un valore aggiunto per una grande azienda che opera su mercati e territori internazionali. Fondazione FILA, ad esempio, ha chiesto a giovani artisti cinesi di reinterpretare il logo storico dell'azienda e organizza annualmente visite al proprio Museo per i colleghi stranieri (con budget previsto a bilancio); mentre Campari prevede visite guidate tailor made in Galleria a dipendenti e ospiti di vari paesi per dare loro la possibilità di immergersi nella storia del brand e, con il programma Campari on tour, esporta i propri lavori e valori nelle diverse Business Unit mondiali. Dall'analisi dei bilanci d'esercizio sembra che si possa affermare che, generalmente, le aziende che possiedono una collezione d'arte godano di ‘buona salute', registrando performance economico-finanziarie migliori rispetto a chi non la possiede. Risulta tuttavia ancora piuttosto difficile riuscire a quantificare tale relazione tra solidità economica di una impresa e possesso di una corporate art collection. La ricerca di Università Cattolica rappresenta quindi un primo passo verso una maggiore consapevolezza del fenomeno corporate art collection in Italia e dei numerosi vantaggi che un'esperienza artistica può portare in ambito organizzativo. La speranza è che sempre più imprese si affidino all'Arte secondo una logica concreta e strutturata perché solo così può diventare uno strumento strategico e operativo, una possibilità concreta per costruire nuovi modelli di apprendimento e un motore per la crescita economica.

Le price list guidano più della storia i gusti di un collezionismo sempre più attento all'investimento e alla moda del momento.

Ma secondo noi è giunta l'ora di tornare ad un mondo dell'arte condito con un po' più di idealismo e da meno pragmatismo all'americana, sempre molto business oriented. Questo non vuol dire demonizzare il mercato, ma far capire che un mercato troppo spregiudicato, alla lunga, fa male al mercato e all'arte. Come fa male all'arte il gridare sempre al capolavoro solo perché dietro quel determinato artista c'è il gallerista di brand. L'arte deve tornare ad essere qualcosa che, in primo luogo, vogliamo avere vicino a noi perché ci induce a rallentare, a riflettere, a sognare, ma soprattutto a fuggire la superficialità del presente. E non più un feticcio di cui vantarsi durante le cene con gli amici. Un obiettivo che ci coinvolge tutti, in primo luogo i collezionisti, ma anche chi scrive di arte e pubblica arte. Critici, curatori e giornalisti devono riscoprire il loro ruolo di mediatori culturali tra un'arte che non è mai stata per tutti e un pubblico che è diventato di massa. Non c'è più spazio per le frasi criptiche e le citazioni astruse che complicano tutto. Insomma va vinta la pigrizia che ci attanaglia, il dibattito artistico deve tornare nelle "terze pagine" dei quotidiani, nelle librerie e nel web, così da coinvolgere il pubblico ed educare, attraverso l'approfondimento, il suo spirito critico. Solo così può svilupparsi un rapporto realmente consapevole con l'arte e, quindi, un collezionismo degno di questo nome.

Aste Old Master 

Record per Francesco Guardi, 26,2 milioni di sterline da Christie's

Il monumentale olio di  Francesco Guardi "Venice: The Rialto Bridge with the Palazzo dei Camerlenghi" ha sfiorato il record d'asta con una battuta a £26,205,000 ($33,883,065)  durante la  Evening Sale di Old Masters  di ieri, 6 luglio, da Christie's a Londra. La grande tela di 112 x 200 cm era presentata con stima a richiesta, ma si aggirava sui 25 milioni di sterline. Dipinta a metà del 1760, è stata venduta da Christie's (privatamente) nel 1891 per £3.850 insieme al suo pendant alla famiglia Guinness. Le due vedute sono rimaste insieme in questa collezione fino al 2011, quando furono separate dalla vendita de "Il Ponte di Rialto dalle Fondamenta del Carbonda" da Sotheby's per 26,7 milioni di sterline (attuale record d'asta). L'asta ha totalizzato £43,848,250 ($56,695,788). Il secondo e il terzo prezzo più alto sono stati raggiunti da  The Minuet di Giandomenico Tiepolo (Venezia 1727-1804), venduto per £3,077,000 e "An Old Bearded Man", attribuito a Rembrandt Harmensz. van Rijn, battuto a  £2,105,000 .

Alcuni artisti hanno superato i precedenti record mondiali: David Rijckaert II con l'olio "A stoneware ewer, a Berkemeyer and a conical glass in a bekerschroef, with confectionary in a silver platter, on a ledge" venduto per £557,000 ($720,201) da una stima iniziale di 70 mila e Il Maestro dell'Adorazione di Antwerp  (1505-1530) che con £965,000 ($1,247,745) ha duplicato quello precedente.  Anche la collezione di cassoni del Rinascimento toscano hanno infranto il record per Liberale da Verona (Verona c. 1445–1526/9) e Pellegrino di Mariano Rossini (attivo 1449–1492) mentre La Sacra Famiglia di Alessandro Rosi (Firenze c. 1627- c. 1707) ha archiviato  £233,000 ($301,269).

A Londra da Sotheby's un Turner a 18,5 milioni di sterline

"Ehrenbreitstein" (1835) di Joseph Mallord William Turner (1775–1851) è stato aggiudicato per 18,533,750 (da una stima di 17-25 milioni). No si è discostato molto dalla stima più bassa ma è stato comunque il top price del catalogo dell'asta di Old Master di Sotheby's a Londra di ieri sera,  5 luglio 2017, che ha totalizzato 52,514,750 £ (nel 2016: 16,463,500 GBP). Il dipinto di Turner apparso per l'ultima volta in asta prima di ieri nel 1965 quando era stato venduto con un prezzo record per quell'anno di 88.000 £.

Durante la serata sono stati infranti nuovi record d'asta per  Jan Van Scorel, Jan Sanders van Hemessen, Hans Van Wechlen, Johann Richter, Jacopo de'Barbari, Bartolomé Esteban Murillo, Wilhelm Brücke e Peter Claesz. Inoltre si ricorda anche quello realizzato solo poche ore prima per un disegno di Canaletto aggiudicato a 2,633,750 GBP.

Tra le altre aggiudicazioni di rilievo citiamo l'Ecce homo dello spagnolo Murillo(2,746,250 GBP), la veduta di Piazza San Marco e e Flora degli italiani Bernardo Bellotto(2,521,250 GBP) e Tiepolo ( 2,408,750 GBP).

ANTOLOGICA AL MOMA

Terminiamo constatando che è più che prevedibile che l'antologica del MoMA sulle artiste all'epoca dell'Espressionismo Astratto (fino al 13 agosto) avrà un effetto molto positivo sulle quotazioni. Lee Krasner, Helen Frankenthaler, Joan Mitchell, ma anche Lygia Clark, Lygia PapeAgnes MartinMagdalena AbakanowiczSheila Hicks, perfino Louise Bourgeoishanno prezzi non ancora saturi, comunque non paragonabili ai colleghi, e dunque con margini di rivalutazione più ampi. Joan Mitchell, ad esempio, ha sfiorato i 12 milioni di dollari nel 2014 ed è molto ricercata, come è noto a chi visita di frequente le fiere internazionali. Il record di Lee Krasner, la compagna di Pollock, è poco più di 3.1 milioni di dollari, mentre le migliori performance di Helen Frankenthaler sono state registrate tra il 2015 e il 2016 (2.8 milioni di dollari nel 2015): il suo mercato è in crescita.

Tutte queste informazioni che inseriamo in questa rubrica devono solo servire come indici indicativi, per farci comprendere dove tira il vento del mercato internazionale al momento, ma è chiaro che le scelte riguardo agli artisti su cui intendiamo puntare devono essere ben ponderate. Compriamo arte per amore dell'arte e non degli affari. Il mercato d'altronde è fatto di domanda e offerta, e i collezionisti (i clienti) hanno un loro potere nel determinare quest'ultima. Lasciamo allora un po' da parte la "genialità" dei galleristi e di un mercato che in questi anni ha saputo plasmare un po' troppe menti e programmi espositivi. Torniamo a studiare l'arte, a conoscerla veramente così da avere le armi giuste per capire cosa merita e cosa, invece, è solo frutto di manipolazioni di mercato.

Le indicazioni che forniamo in queste rubriche, sono da considerarsi meri strumenti di informazione, e non intendono in alcun modo costituire consulenza finanziaria, sollecitazione al pubblico risparmio o promuovere alcuna forma di investimento.

 

 

 

 



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