Falsi Modigliani, ovvero la sublime arte di nascondere la verità

| Professori, esperti, critici alle prese di definire l'autenticità o no delle opere. Ma se fosse un equivoco? Aste, borsino ed eventi

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Tre persone indagate a Genova e 21 opere sequestrate nell'ambito dell'inchiesta della procura di Genova sui presunti falsi esposti alla mostra su Modigliani a palazzo Ducale. Il procuratore aggiunto Paolo D'Ovidio e il pm Michele Stagno hanno nominato la Fondazione Palazzo Ducale custode giudiziale delle opere.  Palazzo Ducale ha deciso di chiudere oggi la mostra su Modigliani. "A fronte degli accertamenti investigativi ancora in corso - si legge in una nota -, sceglie autonomamente per rispetto del pubblico e dei visitatori di anticipare di tre giorni la conclusione della mostra che pertanto da oggi non sarà più visitabile". L'ente genovese si dichiara parte lesa.  "Palazzo Ducale rimarca di non avere organizzato direttamente la mostra avendone commissionato la realizzazione e la selezione delle opere, a un partner di prestigio nazionale e internazionale come MondoMostre Skira" si legge in una nota. L'ANALISI
di DAVIDE CUCINOTTA
Tanto si è parlato in questi giorni e tanto abbiamo letto sulle querelle Modigliani degli ultimi giorni della mostra a Palazzo Ducale a Genova. Molti sono stati i dubbi sollevati da più persone e questo di sicuro non va a beneficio di una mostra così importante (oltre 100.000 visitatori) e tantomeno dell'argomento principe, l'arte. Sono ormai molti anni che vedono il grande artista livornese (solo di nascita e non di adozione, tutti capaci ad adottarne la paternità una volta consacrati) e sempre vissuto a Parigi. Si potrebbe fare un'autostrada con i verbali che sono stati compilati nel corso degli ultimi vent'anni  nei tribunali di mezza Europa, in relazione alle polemiche su chi è preposto ufficialmente ad autenticarne le opere e chi non può nemmeno dire la sua, tra opere spudoratamente fasulle ed altre assolutamente certe ma messe in dubbio per interessi economici o ripicche tra critici e studiosi dell'arte. L'unica cosa certa che rimane è che un grande artista come Modigliani, che ha sofferto nello spirito e nell'anima, vissuto in un'epoca dura e ottusa nel voler rimanere ancorata al gusto classico, senza nessuna apertura al nuovo, alla nuova evoluzione che stava avendo l'arte in quel preciso istante con artisti (quale Modigliani ed altri) che hanno dato una svolta storica e perentoria sulla scena artistica, uscendo da ogni schema conosciuto fino ad allora, facendo comprendere che lo spettatore poteva essere al centro della scena che vedeva, poteva quasi interagire e comunque vederla sotto altre sfaccettature che non quella della semplice immagine piatta e a volte scontata. Si artisti del suo calibro che hanno lottato contro la vita per riuscire a far riconoscere il proprio talento e siano stati poi compresi solo a distanza di tempo dalla loro morte, si ritrovano oggi solo al centro di discussioni sterili di natura economica o personale, 


"è di sicuro l'artista più elegante di tutti"……. disse Picasso, proprio parlando di Modigliani. 

Queste beghe di sicuro non fanno bene all'arte ed a chi tanto l'ama. Se lui stesso fosse ancora in vita di certo troverebbe una soluzione mite, a tutti questi super mercanti e grandi professoroni che tentano di spartirsi un po' di gloria o del …vil denaro….. Quand'era in vita a stento riusciva a dar via qualche disegno per sopravvivere, dopo la sua dipartita ed una volta riconosciuta la sua grandezza ecco che chi aveva suoi oggetti ha subito pensato di venderli e tramutarli in pecunia, dimenticando che solo poco prima per loro avevano solo un grande e profondo valore artistico e non economico. Altri, ancor peggio dei primi, che fiutavano solo denaro hanno ben pensato di farne delle riproduzioni per poi venderle ad ignari fruitori dell'arte. Ma il bello è che queste vicende non sono ancora terminate, come notiamo dai recenti avvenimenti. Forse non a tutti è nota l'intera vicenda nel corso del tempo, dal suo riconoscimento come grande artista e l'inizio del mercato delle sue opere, su chi poteva affermare legittimamente e chi non potesse, l'autenticità delle sue opere.

Come di solito accade per molti artisti, le persone che hanno vissuto a contatto con essi, nel più dei casi ovviamente le loro famiglie, ereditano insieme ai loro averi terreni anche il diritto di decidere se le opere che gli vengono presentate per riconoscerne la paternità artistica siano autentiche oppure no. Nel caso di Modigliani questo diritto fu affidato alla figlia Jeanne che si legò sentimentalmente ad un giovane artista dal nome, Christian Parisot, con il quale poi condivise il lavoro di catalogazione e certificazione delle opere di suo padre. Jeanne muore precocemente in un incidente domestico e Parisot che a tutti gli effetti svolgeva insieme a lei il lavoro di Modigliani eredita l'archivio delle opere, con tanto di certificazione notarile fondando in seguito quelli che sono gli Archivi Modigliani Passano gli anni ed i valori dell'opera di Modigliani crescono a dismisura. Molti sono coloro che amerebbero poter mettere le mani su un archivio così interessante. A ragione o torto molti sono coloro che screditarono l'immagine di Parisot per tentare di estrometterlo da un così importante archivio. Questo creò un grande imbarazzo nel mercato dell'artista, non si capiva più nulla, chi diceva che gli scritti degli Archivi Modigliani andavano bene e chi diceva il contrario, sta di fatto però che se ti presentavi da coloro che inficiavano il lavoro di Parisot, per avere un loro scritto di conferma d'autenticità sul disegnino che pensavi essere di Modigliani, posto sotto il braccio in stile baguette, ti rispondevano che non erano autorizzati da nessun tribunale per poter rilasciare certificazioni. Non facciamo nomi di mercanti e di grandi fondazioni solo per educazione, ma possiamo dire con certezza che alcuni di questi hanno avuto delle vicende molto gravi legate alla produzione e messa in commercio di opere false. Non ultima una grande fondazione che solo nel 2009 (ne ha parlato in abbondanza la stampa francese) a cui vennero sequestrate oltre dieci opere su tela di Claude Monet dichiaratamente false. I grandi critici e studiosi d'arte che collaboravano con tale fondazione ed in alcuni casi erano anche alle loro dipendenze dirette, sono gli stessi che hanno fatto guerre all'interno di svariati tribunali a Christian Parisot e che oggi sono considerati dei semi dei, li a dir la loro, nella bagarre di Palazzo Ducale a Genova per le opere di Modigliani contestate. Grandi studiosi dell'arte sono stati citati in questi giorni, come super esperti, sconosciuti totalmente fino a ieri. Critici di serieB, che in alcuni casi avrebbero difficoltà a dare un parere su artisti nemmeno conosciuti a livello regionale per non esagerare con quello nazionale e che oggi sentenziano su un mostro sacro, tale "Amedeo Modigliani". Sono paragonabili ai critici d'arte e studiosi che all'inizio del ‘900 dicevano che Modigliani e Picasso non avevano capito nulla della pittura e che i soggetti che dipingevano erano deformi privi di studi accademici. Sono paragonabili a quelli che non seppero dare nemmeno la più piccola definizione alla nascita del più importante movimento nato in Italia che ha scosso le menti degli artisti di tutto il mondo,

"Il Futurismo". È più semplice dire che una cosa non va bene che dire che va bene, perché se dici che va bene devi assumerti più responsabilità e soprattutto non desti l'attenzione dei media e della massa, potendo finalmente accendere un bel riflettore su un individuo dalla misera vita.

A noi tocca solo essere al di sopra di contese che sviliscono l'arte, noi dobbiamo vivere l'arte tutti i giorni, assaporare quello che ci da in ogni sua manifestazione, che sia musica, pittura, poesia o quante altre ancora.

"noi abbiamo dei diritti diversi dagli altri perché abbiamo dei bisogni diversi che ci mettono al di sopra della loro morale".          Amedeo Modigliani

Godiamo di questo patrimonio lasciato per chi l'ama senza interessi ma col sano desiderio di arricchire in maniera saggia e positiva la propria vita.

ARTISTI

Modìgliani, "bohemien"

Artista maledetto per eccellenza, stroncato da una vita dissoluta e segnata dalla tisi, Clemente Amedeo Modigliani nasce a Livorno il 12 luglio del 1884. È il quarto figlio di una famiglia ebrea sull'orlo di una crisi finanziaria. Eugenia Garsin, la mamma, lo inizia al disegno e a 14 anni Modigliani frequenta l'atelier del pittore Guglielmo Micheli, allievo del "macchiaiolo" Giovanni Fattori. Alla fine del 1900 si ammala di tubercolosi ed è costretto a spostarsi a Sud, tra Napoli e Roma. Ma sarà soltanto alle "scuole di nudo" di Firenze e di Venezia, nel 1902 e nel 1903, che il futuro "Modì", come sarebbe stato chiamato dai francesi, viene folgorato dall'amore per il corpo femminile.

Grazie allo zio Amedeo Garsin, nel 1906 trova i soldi per trasferirsi a Parigi, sede mondiale dell'arte. Affitta uno studio in rue Caulaincourt, a Montmartre, e l'anno seguente conosce il chirurgo Paul Alexandre, il quale diventa suo collezionista. Modigliani si iscrive all'Académie Colarossi, ma è nelle taverne della "Butte" (la collina di Montmartre), che si affrontano quelle discussioni sull'arte in grado di prospettare le nuove avanguardie del '900. Qui conosce Pablo PicassoAndre DerainDiego Rivera. La prima esposizione del pittore livornese risale al marzo del 1908. Sei opere al Salone degli Indipendenti, tra le quali "L'ebrea" e "Busto di donna nuda". A convincerlo ad esporre, fu il medico Paul Alexandre, il quale ebbe anche il merito di fargli scoprire l'arte africana, portandolo a visitare i musei Guimet, Louvre e Trocadero. L'incontro con il primitivismo è determinante e gli apre definitivamente le porte della scultura e della pietra.

A causa di una violenta lite con altri artisti, Amedeo Modigliani lascia Montmartre, trasferendosi nel cosiddetto "alveare" de la "Ruche", a Montparnasse. Qui conosce Chagall, Leger e Soutine, soprattutto, di cui sosterrà sempre l'opera. Nel 1912 espone al X Salone d'Autunno le sue teste di pietra. In quell'occasione fu fondamentale l'incontro che fece con Constantin Brancusi. Mal ridotto a causa della malattia e della miseria, viene riportato a Livorno dove rimane solo pochi mesi e poi torna a Parigi. Nell'arco di un paio d'anni porta a termine lo studio scultoreo e pittorico delle cosiddette "cariatidi", enormi figure di donne femminili che avrebbero inscritto l'opera dell'artista livornese nella storia dell'arte di tutti i tempi. È anche il periodo delle "dame dal collo lungo", altro marchio distintivo dell'artista. 

All'inizio del 1917  il poeta polacco Leopold Zborowski comincia ad occuparsi di lui. Gli propone un contratto: 15 franchi al giorno in cambio dell'esclusiva sulla sua produzione. Il 1017 è l'anno più importante della sua vita, comincia la serie di nudi, esegue i famosi ritratti del poeta polacco e della sua famiglia e, soprattutto, conosce Jeanne Hebuterne, la donna a cui si legò e che si suicidò  alcune ore dopo la sua morte. Nel dicembre dello stesso anno, la Galleria Berthe Weill allestisce la prima mostra personale di Amedeo Modigliani e i nudi esposti vengono ritirati dalla questura, che li giudica offensivi. Durante l'estate del 1919 l'opera del livornese comincia ad essere apprezzata anche all'estero, a Londra, grazie all'interessamento dei critici Earp e Atkin. Ma sono gli anni in cui la tubercolosi si fa sempre più grave e la sera del 24 gennaio del 1920, all'ospedale della Carità, Amedeo Modigliani muore.

AGENDA ARTE

 

  • San Pietroburgo – Ermitage
Personale di Piero Pizzi Cannella

Negli ultimi due mesi all'Ermitage di San Pietroburgo, nelle sale del secondo piano, dell'imponente Palazzo d'Inverno, una collezione di multiformi lampadari illuminano gli ambienti, evocando gli antichi fasti di questa residenza invernale con tutti i suoi zar e zarine, Parliamo di lampadari non letteralmente appesi alle pareti, ma nella pittura, a colpi di pennello intriso di una densa e preziosa materia. Sono le tele che compongono l'omaggio di Piero Pizzi Cannella all'Ermitage, esposte nella sua mostra personale al museo russo fino al prossimo 15 ottobre. In contemporanea con l'esposizione di Anselm Kiefer e di Nefertari e la Valle delle Regine. La personale è divisa in due parti: la prima è costituita da sette opere di grandi dimensioni, di circa tre metri per tre, realizzate tra il 2016 e il 2017, che rappresentano un omaggio personale dell'artista alla città di San Pietroburgo, all'Ermitage e al Palazzo d'Inverno. I lavori appartengono alla serie Salon de musique, un ciclo iniziato circa 15 anni fa, interni con sale vuote a eccezione della presenza di lampadari immaginari. L'ispirazione è alle grandi corti europee del Settecento, come quelle orientali, dai sontuosi palazzi indiani abitati dai maharaja. 

 

  • Venezia – Cà Foscari
Valery Koshlyakov  "We Have Never Stopped Building Utopia" artista russo, "architetto" delle utopie dal segno gestuale e dalla pennellata aggressiva di un lucido visionario in bilico tra il gigantismo nel formato delle sue opere, e anti monumentalismo nei contenuti. L'artista torna a Venezia, dove è stato protagonista nella Biennale del 2003, con una mostra personale, ospitata a Ca' Foscari dal titolo, "Non smettiamo di costruire l'Utopia", a cura di  Danilo Eccher, con la collaborazione del Museum of Russian Impressionism di Mosca e Ca' Foscari University's Centro Studi sulle Arti della Russia (CSAR). In questo palazzo nel cuore di Dorsoduro si inscena la disgregazione delle grandi civiltà occidentali, in cui nel tratto vigoroso post espressionista dell'artista russo si coglie la fragilità, l'ansia di un futuro che fatichiamo a immaginare rigenerato sulle rovine di città, architetture grandiose come le rovine di Pompei, il Colosseo, il Cremlino, il Phanteon o  Place de la Concorde, Notre Dame. Questi e altri maestosi edifici staliniani sgretolati dal tempo e in via di dissoluzione compongono un crossbuildings tra passato e presente, scenari apocalittici sospesi tra ricordo e memoria, in cui il contenitore indica il contenuto.

 

  • Venezia – Giotto
Una mostra diversa dal solito, come non l'abbiamo mai vista.

Alla Scuola Grande della Misericordia a Venezia, è iniziata "Magister Giotto", un'operazione culturale che fa brillare la luce della grande pittura italiana. L'Italia del ‘300 che viene raccontata attraverso i linguaggi multimediali contemporanei e il fascino senza tempo della voce di Luca Zingaretti, su composizioni originali di Paolo Fresu

La mostra, visitabile fino al 5 novembre, non è la classica mostra. Non ci sono opere d'arte ma è un viaggio avanti e indietro nel tempo, con un salto temporale che, dal 1986, risale all'epoca in cui Giotto, a cavallo tra il ‘200 e il ‘300, con Cimabue, Arnolfo di Cambio, Torriti e Cavallini, andava componendo la grande arte italiana. Una mostra che serve a ricomporre l'esperienza artistica di Giotto. Con una serie di video, riproduzioni luminose, ricostruzioni scenotecniche, aneddoti animati, mappature antiche, totem "spartitraffico" con display dove sono miniaturizzate alcune scene, il viaggio, dopo Firenze, Assisi e Padova, nell'ultima sezione, la più emozionante, diventa interplanetario. Grazie al supporto scientifico dell'Università di Padova, in collaborazione con il professore Cesare Barbieri, lo spazio celeste dell'Adorazione dei Magi si trasforma in un'occasione per ripensare con altri occhi l'universo e le stelle. Il racconto esplora la missione spaziale che nel 1986 lanciò la sonda nel punto più vicino alla Cometa di Halley, la stessa vista da Giotto e che venne inserita per la prima volta in pittura. 

 

  • New York – New Museum – Carol Rama
Carol Rama e la Femminilità

Il New Museum di New York, ospita la prima retrospettiva intitolata a Carol Rama in una sede museale newyorkese. Una visione completa sulla produzione di un'artista che non ha mai avuto timore di fare i conti con il proprio essere donna.

I primi lavori di Carol Rama, esposti nella sua retrospettiva al New Museum di New York, anticipano di quaranta e settant'anni gli eventi che caratterizzano la donna oggi, e nascono in un momento storico in cui la figura femminile era più che mai madre e madonna, accessoriata di una sessualità virginale e limitata alla procreazione. La frequentazione del manicomio in cui era internata la madre, che Rama attinge per costruire la sua cosmologia; memorie d'infanzia impugnate come un coltello con cui stracciare, dilaniare, offendere e scandalizzare. Un tratto dionisiaco in cui la protagonista è sempre femmina, una regina nuda e oscena. I riferimenti sessuali non mancano neanche nei lavori in gomma, in cui pezzi di camere d'aria vengono usati come campiture in composizioni astratte e quasi minimali, in cui rimane un che di animalesco, a partire dalle cromie organiche e anemiche. Lavori che l'artista dichiarò ispirati alla fabbrica di biciclette del padre il quale, a causa di bancarotta muore suicida.

ASTE E MERCATO DELL'ARTE

 

 

Sotheby's New York –

Sotheby's New York propone un'asta interamente dedicata all'esplorazione umana oltre i confini planetari, Space Exploration, che si terrà il prossimo 20 luglio, giorno del quarantottesimo anniversario del primo allunaggio dell'Apollo 11. Il catalogo apre con una serie di fotografie lunari, e gli scatti di 5 navicelle spaziali lanciate dalla NASA, tutte immagini realizzate tra il 1950 e la fine degli anni Sessanta. 

Altro documento interessante è il report che Yuri Gagarin scrisse nel 1961, a seguito del suo primo viaggio nello spazio, per essere presentato alla Federation Aéronatique Internationale. Il testo potrebbe raggiungere gli 80mila dollari. Tra gli oggetti in vendita, uno ritenuto tra i più importanti è la cosiddetta borsa lunare: un sacchetto con cui Neil Armstrong raccolse i primi campioni di terreno lunare nel suo primo allunaggio. Dopo che Apollo 11 è tornato sulla Terra, quasi tutte le attrezzature della missione sono state inviate al Smithsonian, tutte tranne questa borsa. Tracce di polvere di luna e piccola roccia sono incorporati in quello che è l'unico artefatto della missione Apollo 11 in mani private.

Questi elementi rendono la borsa molto preziosa, secondo le stime si potrebbe vendere a una cifra che va dai 2 ai 4 milioni di dollari. 

New York- Aste online, Artsy e Phillips presentano : "Summer School"

Un gruppo di opere facili da vedere in una qualsiasi asta newyorchese di arte contemporanea, ma a prezzi più vantaggiosi, Summer School è la vendita online presentata dalla casa d'aste e dalla piattaforma online, che porta sulla piazza nomi come Tom Wesselmann, Jim Dine, Robert Motherwell, Lucien Smith, Nan Goldin, Takashi Murakami, Frank Stella ed altri emergenti. Per Phillips è la prima esperienza con un vendita esclusivamente online. 

2017, un ottimo anno per l'arte contemporanea
Apre aprile con la sezione greca della Documenta, a maggio la Biennale di Venezia, a giugno sono iniziati i tre eventi svizzero-tedeschi, la Documenta a Kassel, Art Basel e lo Skulptur Projekte Münster, tutti eventi che si svolgono in un'Europa che, dalle avanguardie storiche fino a oggi mantengono in piedi quello che è il mercato dell'arte contemporanea. Eventi separati ma uniti da un unico progetto e obiettivo, proporre dal lato culturale al mercato della novità fino al secondo mercato, passando attraverso l'emersion, la consacrazione e il primo mercato. Per fare un esempio, almeno il 20% del totale dei poco meno di 500 artisti (risultato della somma tra i 120 artisti di Viva Arte Viva di Venezia, quelli che rappresentano le 87 nazioni presenti, i 35 che esporranno a Münster e i circa 200 di Atene e Kassel) negli scorsi anni ha presentato significativi lavori a Basilea. Il gruppo comprende autori che portano avanti ricerche più o meno commerciali, tra cui Kader AttiaOlafur EliassonAlicja KwadeGabriel OrozcoFranz WestRachel RoseCosima von BoninGerard ByrnePierre HuygheCarlos AmoralesKarla Black e Sheila Hicks. Certo è che tutti gli artisti coinvolti avranno comunque ripercussioni positive dovute all'ineguagliabile ribalta internazionale. Gli addetti ai lavori cercano i nomi ricorrenti. I primi emersi in questi giorni riguardano Cerith Wyn Evans, in scena sia a Venezia che a Münster; Susan Hiller, con un progetto ad Unlimited e alla Documenta; Philippe Parreno, ad Unlimited e alla Biennale; e la nostra Maria Lai, che verrà ricordata sia dalla Biennale che dalla Documenta. 

 

 

 

BORSINO

 

La storia delle esposizioni, non si limita alle Biennali ma comprende anche le grandi retrospettive, che alla fine danno un indice utile par il mercato. Le case d'asta pubblicano i risultati di vendita, consentendo ai trend di diventare potentissimi strumenti di marketing. Più i record fanno notizia, più i direttori dei musei sono indotti a dedicare tempo e spazio agli artisti in prima pagina. Gli artisti hanno l'intuizione, si rendono conto dei desideri e le frustrazioni di un'epoca. Essi poi si affidano ai galleristi che li propongono ai collezionisti ed tutto il sistema espositivo inizia ad organizzare le mostre. Ed a un certo punto iniziano ad emergere sul mercato i più bravi di questi artisti, quelli che hanno saputo meglio interpretare il momento storico in cui si vive, le opere entrano nel secondo mercato ed emergono gli emuli, le seconde e terze linee che creano in base a quello che percepiscono sia di moda, Fino ad arrivare al primo mercato per coloro che hanno saputo toccare i tasti giusti del pubblico che li segue.

Altri sono diventati La Storia. Per fare un esempio Alberto Giacometti che  è stato scelto quale protagonista della stagione espositiva della Tate Modern (fino al 10 settembre). difficile immaginare che la mostra possa ulteriormente valorizzare le sue opere, dato il record del 2015 de L'Homme au doigt, la scultura del 1947 venduta per più di 141 milioni di dollari. Negli ultimi anni sono state acquistate più di trenta delle sue opere a una cifra superiore ai 10 milioni di dollari, consacrandolo lo scultore più costoso al mondo. Più prevedibile è che l'antologica del MoMA sulle artiste all'epoca dell'Espressionismo Astratto (fino al 13 agosto) abbia un effetto molto positivo sulle quotazioni. Lee Krasner, Helen Frankenthaler, Joan Mitchell, ma anche Lygia Clark, Lygia PapeAgnes MartinMagdalena AbakanowiczSheila Hicks, perfino Louise Bourgeoishanno prezzi non ancora al limite ma tendenti al rialzo. Il Centre Pompidou ha recentemente dedicato a Cy Twombly l'esposizione principale. Sono altissimi gli interessi di galleristi, collezionisti e speculatori che sull'artista nel 2015 è stato raggiunto il record dei 70 milioni di dollari. Infine, che la retrospettiva della scorsa primavera alla Tate Modern abbia gettato una nuova luce su Robert Rauschenberg. L'esposizione ha avuto ovazioni da stadio annunciando un effetto già evidente sulle quotazioni che andranno di sicuro a superare i 18.6 milioni di dollari, suo record del 2015. Adesso ci aspettiamo grandi cose da Marisa Merz e Carol Rama in mostra al MET e al New Museum di New York fino al 9 ottobre prossimo.



 

Arte
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