I 50 anni di carriera di Oliviero Toscani l'obiettivo più scomodo della fotografia

| Una mostra a Chiasso ospita un'antologica sulla carriera del grande fotografo milanese. Un uomo incapace di fare sconti: a se stesso, agli altri e all'arte

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Di Davide Cucinotta
Chiamarlo semplicemente fotografo è riduttivo: Oliviero Toscani è difficile da inquadrare in una sola definizione. Politico, opinionista, commentatore, giudice di talent, comunicatore, artista, inventore. Ma qualsiasi cosa faccia, che sia uno scatto per una campagna pubblicitaria o il commento ad un fatto di cronaca, finisce per fare rumore. L'ultima: dare degli idioti a tutti coloro che hanno votato al recente referendum sull'autonomia di Lombardia e Veneto.

Apriti cielo, ma poi chiuditi subito dopo, perché un antipatico di successo come Toscani, del parere degli altri - semplicemente - se ne frega.

Un grande della fotografia mondiale, su questo è vietato discutere, che proprio in questi giorni ha raggiunto il giro di boa, la soglia psicologica dei cinquant'anni di attività, celebrata da "Immaginare", una mostra ospitata al "M.a.x.", museo di Chiasso, in Svizzera, che ruota intorno al tema dell'immaginazione.

Un'antologica curata da Susanna Crisanti e Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del M.a.x., che esplora parte dell'immensa produzione di Toscani partendo da alcuni scatti inediti realizzati nei primi anni Sessanta, nel pieno del periodo di formazione alla "Kunstegwerberschule" di Zurigo e durante numerosi viaggi-studio alla scoperta di un mondo da chiudere nell'obiettivo, dalla Sicilia a Londra, dalla Francia agli Stati Uniti.

Passaggio obbligato, per una mostra dedicata all'arte di Toscani, il periodo delle grandi campagne pubblicitarie, quelle che gli hanno dato la celebrità e a volte alzando il livello delle polemiche, trasformandolo in uno dei massimi esponenti mondiali dello "Shockvertising", incrocio linguistico che lega i cardini della pubblicità alla forza dell'impatto emotivo. Sono gli anni delle campagne di United Colors of Benetton, Fiorucci, Prenatal, Jesus, Valentino e altre ancora, tutte affrontate scegliendo la via più scomoda, quella di chi non si accontenta di scattare, ma vuole raccontare qualcosa.

Ad accogliere i visitatori un centinaio di pannelli del progetto "Razza Umana", per l'occasione prestati da "Stand Up for Human Rights" delle Nazioni Unite.

Artisticamente scomodo

Milanese di nascita, classe 1942, un ormone di stazza abbondante che non ama mandarle a dire: preferisce farlo lui stesso, e senza neanche pensare alle conseguenze. Con la fotografia ci nasce: suo padre Fedele è stato il primo fotoreporter nella lunga storia del Corriere della Sera, e colui che ad uno dei primi compleanni, regala al piccolo Olivero una macchina fotografica della "Ferrania". Il talento è un fiume in piena che sgorga con tutte la potenza di cui è capace fin dagli studi alla "Kunstegwerberschule" di Zurigo, da cui Toscani esce con un diploma, accompagnato da voti così altri da mettere in imbarazzo perfino gli insegnanti.

Inizia a scattare, testimoniando gli anni del rock e delle proteste: a notarlo sono alcune riviste di moda e costume, che da quel momento fanno a gara per avere le sue immagini in copertina.

La sua operazione più riuscita, curata con Luciano Benetton, va in scena fra il 1982 ed il 2000: trasformare il marchio di maglieria trevigiano in un brand planetario. È un lavoro meticoloso e pericoloso, fatto di scatti che fanno epoca e culminati in "Colors", il primo magazine mondiale. Nel 2000, lo stato del Missouri lo accusa di aver ritratto con l'inganno alcuni condannati a morte rinchiusi nelle carceri americani: Benetton sceglie di scusarsi, Toscani tiene duro. È la fine di un rapporto di collaborazione lunghissimo che ha lasciato scatti capaci di segnare intere epoche.

 

OLIVIERO TOSCANI

IMMAGINARE

M.A.X. museo (Via Dante Alighieri 6), Chiasso (Svizzera)

10 ottobre 2017 – 21 gennaio 2018

Orari

martedì–domenica, ore 10.00–12.00 e 14.00–18.00

lunedì chiuso (tranne lunedì 1° gennaio 2018)

Ingresso 

Intero: CHF/Euro 10.- 

Ridotto (AVS, AI, studenti, TCS, TCI, FAI SWISS, FAI, convenzionati): CHF/Euro 7.- 

Scolaresche e gruppi di minimo 15 persone: CHF/Euro 5.- 

Metà prezzo: Chiasso Card

Gratuito: bambini fino a 7 anni.

Informazioni 

tel. +41 91 695 08 88 - info@maxmuseo.ch - www.centroculturalechiasso.ch

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