Leonardo, Raffaello, Giotto, Botticelli rivoluzionari ma fissi a una sola idea

| Dai Fondi Oro al Rinascimento, il lungo viaggio nei secoli verso l'arte moderna. Kandinsky, Klee e Malevic

+ Miei preferiti
di DAVIDE CUCINOTTA

Oggi prendiamo per scontato andare a visitare una mostra d'arte moderna o contemporanea, senza porci troppe domande su come siano pervenuti gli artisti a questo genere di arte, partendo da un passato come l'arte antica. I grandi maestri del ‘300 con i Fondi Oro e soprattutto il periodo Rinascimentale, con i grandi Leonardo, Raffaello, Giotto, Botticelli e un'infinita schiera di altri fino ad arrivare agl'Impressionisti, proprio un attimo prima dell'Arte Moderna

Come la storia ci insegna a questo riguardo, non c'è dubbio che quello che nell'arte chiamiamo Movimento Moderno abbia inizio dalla decisione personale e isolata di un pittore francese di vedere il mondo "obiettivamente". Parliamo di Paul Cézanne. Cézanne desiderava vedere il mondo, o quella piccola parte che riusciva a coglierne, come un oggetto, non mediato da alcun intervento razionale o irrazionale. Gli amici impressionisti avevano visto il mondo "soggettivamente", cioè come si presentava ai loro sensi, sotto luci diverse e da diversi punti di vista, da ciò derivava che da ogni "impressione" nasceva un'opera d'arte unica. Cézanne, al contrario, voleva oltrepassare la superficie brillante e ambigua delle cose e penetrare nella loro realtà eterna.

"Talvolta i rivoluzionari sono uomini che hanno una sola e semplice idea"  Herbert Read

"è proprio la costanza e la determinazione con cui la perseguono che la rende potente".

Prima di Cézanne, l'artista per risolvere sulla tela i problemi legati alla rappresentazione della realtà, si valeva di facoltà extravisive, come l'immaginazione, che gli permetteva di trasformare gli oggetti del mondo visibile con la creazione di uno spazio ideale occupato da forme ideali. Ma lui si rendeva conto che il sistema prospettico non garantisce la rappresentazione esatta di ciò che si presenta alla percezione. Per fare un esempio, per l'arte la realtà è come la luce, una cosa che si può vedere ma non afferrare. Cézanne desiderava riuscire dove gli altri avevano fallito, lui voleva "realizzare", indirizzare nella direzione della realtà, della vera essenza, le sue sensazioni di fronte alla natura. Secondo Cézanne, l'artista doveva restituire l'immagine del visibile senza alcuna alterazione, dovuta elle emozioni, all'intelletto o ad altri attributi accidentali tipo la luce. La chiamava "astrazione" cioè una rappresentazione incompleta del campo visivo, tipo un cono, per così dire, nel quale gli oggetti potessero raggiungere ordine e coesione, che chiamava "la costruzione del vero" e la "realizzazione di un motivo", questo fece di lui il primitivo di un'Arte Nuova.

Questa rivoluzione nell'arte, innescata da Cézanne, nei confronti del pensiero classico dell'arte in occidente, la sua pittura, conteneva un "principio di de-rappresentazione sovvertendo la funzione della pittura, che a partire dal Rinascimento era quella della rappresentazione, finendo con sviluppare uno spostamento del desiderio di dipingere.

Questo lavoro critico iniziato da Cézanne prosegue in maniera allargata con Sonia Delaunay e Paul Klee, poi dai Cubisti, da Malevič e Kandinsky, mostrando come non si trattasse più di produrre un'illusione fantastica di profondità su uno schermo trattato come un vetro, ma di porre invece in rilievo le proprietà plastiche (linee, punti, superfici, tonalità e colori) mostrando i meccanismi delle cose riprodotte.

Nel rappresentare le cose era nato quindi il bisogno della realizzazione dell'irrealtà, manifestandosi in campo pittorico, con la volontà di dipingere un'opera d'arte assoluta, priva di ogni valore referenziale.

Così ha inizio uno dei più importanti movimenti della storia dell'arte. L'oggetto d'arte non è più una semplice rappresentazione di qualcosa esistente in natura, con luci ed ombre o da prospettive diverse, è qualcosa che focalizza l'attenzione dello spettatore portandolo a fare da solo delle conclusioni su come vede l'opera o addirittura riesce a far fuoriuscire la stessa dalla prigione della tela dov'è stata dipinta. Rende partecipe colui che guarda alla stessa opera, dal quale può entrare ed uscire. Come dissero i "Futuristi" pettere lo spettatore al centro dell'opera per farlo interagire con la stessa e viverla nel suo insieme a 360 gradi.

Penso che adesso quando ci capiterà di andare a visitare la prossima mostra d'arte Moderna, facendo riferimento a queste cose dette, riusciremo a vederla in maniera completamente differente da come facevamo prima, facendo più caso ai particolari e sentendoci parte vivente di quello spettacolo a cui assistiamo.



Arte News
Delphi Lux, il cinema con doppio spettacolo
Delphi Lux, il cinema con doppio spettacolo
Ha aperto a Berlino un cinema in cui ogni sala è un’opera d’arte, molte ispirate a maestri del cinema. Colori decisi e installazioni a Led rendono l’attesa del film un piacere
L'arte vola nello spazio con Elon Musk
L
L'artista Trevor Paglen ha creato "Orbital Reflector", sarà come un museo ai margini dell'universo. Progetto del 2015. Il prototipo è già nel Nevada Museum of Art. Lancio con il Falcon9, razzo creato da Musk
Mosca e New York, Venezia nel cuore
Mosca e New York, Venezia nel cuore
Al Metropolitan le celebrazione del 500°anniversario della nascita del Tintoretto, al museo Puskhin di Mosca la rassegna "Da Tiepolo a Canaletto a Guardi". Le date
Firenze, il codice Leicester di Leonardo
Firenze, il codice Leicester di Leonardo
Grande spazio per le celebrazioni leonardiane, affreschi, quadri e viaggio nella chiedere quattrocentesche
Le fantasy coffin di Paa Joe
Le fantasy coffin di Paa Joe
Bare dalle forme più strane, realizzate sulla base delle passioni o del lavoro del defunto. Da cinquant’anni, un artigiano ghanese è considerato il massimo artista dell’ultimo viaggio
Trio di artisti iraniani alle Ogr
Trio di artisti iraniani alle Ogr
Sino al 30 settembre nelle Officine Grandi Riparazioni di Torino gli artisti Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh ed Hesam Rahmanian
Soulages, il più grande dei pittori viventi
Soulages, il più grande dei pittori viventi
L'artista nato in Occitania nel 1919 celebrato in Svizzera ha una storia alle spalle da brividi. Il profeta del Tachisme ha attraversato indenne guerre e continenti. "I quadri guardano noi"
We love New York
We love New York
La Grande Mela vista attraverso l’obiettivo di un fotografo innamorato della sua città
Si, i sette murales di Parigi sono di BANSKY
Si, i sette murales di Parigi sono di BANSKY
Erano comparsi nel giro di poche ore e solo ora, dopo la "confessione" su Instagram è arrivata la conferma, la firma è quella del grande street-artist, Bansky. Tema, l'immigrazione. La storia e l'analisi
Quella strana coppia che fa sognare i fans
Quella strana coppia che fa sognare i fans
Arte e musica con il rapper Kanye West e Takashi Murakami per realizzare le copertine sull'onda dell'estetica superflat dell'artista giapponese