Monet e gli americani, mostra all'Orangerie

| Parigi ospita uno degli appuntamenti più importanti dell'anno, dedicata a Monet e all'influenza sugli astrattisti Usa. Aste, il mercato italiano è in ripresa. Gli artisti da seguire. Il 70° della Collezione Guggenheim

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Di Davide Cucinotta

Nel 2018 ricorre il 70° anniversario dell’esposizione della collezione di Peggy Guggenheim alla XXIV Biennale di Venezia, presso il padiglione greco. Per commemorare questo momento dirompente nella storia dell'arte del XX secolo, la Collezione Peggy Guggenheim presenta 1948: la Biennale di Peggy Guggenheim, mostra-omaggio a cura di Gražina Subelytė, Assistant Curator del museo, allestita nelle Project Rooms dal 25 maggio al 25 novembre 2018. 

La mostra mira a ricreare l’ambiente del padiglione attraverso documenti, fotografie, lettere e una maquette che per la prima volta ne ricostruisce gli spazi e l’allestimento originario del '48, seguito dall’eminente architetto veneziano Carlo Scarpa, che collabora con la Biennale dal 1948 al 1972. Non mancheranno alcune delle opere allora in mostra, oggi parte della Collezione Peggy Guggenheim, insieme ad altre in seguito donate, quali Composizione n. 113 (1939) di Friedrich Vordemberge-Gildewart e Composizione (1936) di Jean Hélion, oggi nella collezione del Museo d'arte di Tel Aviv, e che dagli anni '50 non sono mai più state esposte a Venezia. La mostra offrirà dunque l’opportunità di riesaminare questo evento quale spartiacque nella carriera di Peggy e nella storia stessa della Biennale di Venezia. La collezione offrì infatti agli Europei l’occasione di mettersi al passo con gli esiti migliori delle avanguardie più recenti, e conoscere gli artisti newyorkesi che avrebbero dominato la scena artistica degli anni '50.

 

AGENDA ARTE ITALIA

 

Josef Albers in Messico

A cura di Lauren Hinkson
19 maggio –3 settembre 2018

“Il Messico è senz’altro la terra promessa dell’arte astratta”.
Josef Albers 


 

La mostra Josef Albers in Messico intende far luce sul rapporto tra l’arte di Josef Albers (Bottrop, Germania, 1888 - New Haven, Connecticut, 1976) e le forme e il design dei monumenti precolombiani che l’artista ebbe modo di studiare nel corso dei suoi numerosi viaggi in Messico. Sarà presentata una selezione dei primi dipinti raramente esposti, tele iconiche appartenenti alle note serie "Variante/Adobe" (1947-1952) e "Omaggio al quadrato" (1950-1976), insieme a opere su carta e a una ricca selezione di fotografie e foto-collage, molte delle quali presentate per la prima volta al pubblico, realizzate da Albers durante le sue tante visite presso i siti archeologici messicani, cominciate a partire dai primi anni ’30. Con lettere, studi, fotografie inedite e dipinti provenienti dal Museo Solomon R. Guggenheim di New York e dalla Fondazione Anni e Josef Albers, Josef Albers in Messico permette di contestualizzare ulteriormente l'ancor poco nota produzione fotografica di Albers, offrendo così una nuova lettura dei suoi più celebri lavori astratti. La Collezione Peggy Guggenheim è la seconda tappa della mostra dopo il museo Guggenheim di New York, dove è stata esposta dal 3 novembre 2017 al 4 aprile 2018.

 

Josef Albers in Messico è curata da Lauren Hinkson, Associate Curator, Collections, Museo Solomon R. Guggenheim. 

Tutti i giorni alle 15.30 vengono offerte visite guidate gratuite alla mostra, previo acquisto del biglietto d’ingresso al museo. 


Una grande mostra all’Orangerie di Parigi celebra uno dei più importanti artisti francesi e l’influenza che il suo lavoro ebbe sugli astrattisti americani. 

 Claude Monet (Parigi, 1840 – Giverny, 1926) non fu solamente uno dei più importanti artisti impressionisti ma anche uno dei più influenti della storia dell’arte. Proprio al legame tra la pittura dell’artista francese e l’astrattismo americano è dedicata una mostra inedita che si può visitare all’Orangerie a Parigi fino al 20 agosto.

Dopo la grande mostra a Roma al Vittoriano, Monet ritorna a Parigi con un’esposizione che sottolinea quanto gli artisti americani come Mark Rothko, Jackson Pollock e Barnett Newman siano stati influenzati dal lavoro del maestro francese. Una mostra volutamente piccola che accoglie solo opere di importanza capitale per la storia dell’arte. In tutto 30 opere di Monet e di artisti americani che analizzeranno questa particolare relazione. Il progetto espositivo intitolato The Water Lilies: American Abstract Painting and the last Monet è stato curato da Cécile Debray e ha ricevuto prestiti da alcuni dei maggiori musei del mondo come il Whitney Museum of American Art di New York e il Musée d’Orsay, che possiede la collezione di opere impressioniste più preziosa del mondo.

Dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale moltissimi  provenienti dagli Stati Uniti furono affascinati dal lavoro di Monet e la sua casa di Giverny, piccolo paradiso terrestre a pochi chilometri da Parigi, con fiori, specchi d’acqua e ponti in stile giapponese, divenne una meta di pellegrinaggio per studiare dal vivo i suoi lavori. Ma la vera consacrazione negli USA venne quando Alfred Barr nel 1955 – direttore del Museum of Modern Art di New York – diede il via libera per l’acquisizione su larga scala di alcuni dei suoi lavori. Moltissimi altri musei, come il Nelson-Atkins a Cleveland e il Minneapolis Institute of Art, ne seguirono il suo esempio, influenzando di fatto irrimediabilmente la storia dell’arte americana.

 

Parigi // fino al 20 agosto 2018

The Water Lilies. American Abstract Painting and the last Monet
Musée de L’Orangerie
Jardin des Tuileries, Place de la Concorde, 75001 PARIS


 

ASTE E MERCATO DELL’ARTE

 

Il mercato italiano è finalmente in forte ripresa

 

La notizia è buona anche per l’arte italiana del XX secolo che, all’apice, vola decisamente alto. Lo si è visto la prima settimana di marzo, quando sono state aggiudicate tutte le otto opere italiane presenti nel catalogo di Christie’s e le undici di Sotheby’s, per un totale rispettivamente di 21,3 e 19,5 milioni di sterline. Con pochissimi lotti, a Londra, si ottengono risultati migliori delle intere tornate d’asta di Milano, dove le stesse case d’asta, ad aprile, hanno raccolto rispettivamente 14,5 milioni di euro (Christie’s) e 13,6 (Sotheby’s). Anche se i numeri sono meno eclatanti, potrebbero rappresentare tuttavia anch’essi il segno di un arresto del declino, se non di un’inversione di rotta. Rispetto ad anni in costante e fisiologica decrescita, infatti, Christie’s ha migliorato la performance rispetto all’anno precedente. Nonostante le molte opere che vengono destinate a Londra o New York, Milano ricomincia a difendersi, complice forse anche l’ottimo momento della città italiana, come la settimana dell’arte e del mobile hanno testimoniato. In particolare, l’edizione 2018 di miart è stata la migliore di sempre dimostrando una capacità di cooptazione che ha convinto potenti gallerie internazionali (i cui direttori e clienti evidentemente avevano voglia di venire a Milano) e qualificato e ordinato la proposta di quelle italiane. Guardando all’arte moderna in Italia ultimamente, si assiste al nuovo emergere dell’interesse per Umberto Boccioni e Mario Sironi che sono messi nella prospettiva di un confronto, stile shakespeare. I due sono diversissimi e sono considerati, loro malgrado e secondo alcuni ingiustamente, portabandiera di fronti opposti, pur nascendo dalla medesima ricerca.

Mario Sironi, che sul mercato internazionale è debole perché è percepito come un protagonista ma della scena locale, è stato ben rappresentato ad Artefiera e a Miart, dove erano presenti un numero davvero importante di suo dipinti.

Il suo record risale al 2007 da Sotheby’s per Paesaggio con tempio del 1930, aggiudicato per 826.500 euro. Anche se i risultati d’asta non sono fantastici, è possibile si stia risvegliando un nuovo interesse. Per chi è appassionato della linea analitica dell’arte moderna (per citare il titolo di un celebre volume di Filiberto Menna del 1975), Sironi è il trionfo della reazione, ma è pur vero che forse rappresenta lo spirito del tempo, lo stesso che si percepisce nella cronaca politica di molte parti d’Europa.

 

 

 

BORSINO

 

Quali sono gli artisti italiani più ricercati al momento………....... 

 

Carol Rama, Lucio Fontana, Alberto Burri, Giulio Turcato, Medardo Rosso, Adolfo Wildt e il ‘900 italiano di grande qualità.

 

e quelli  su cui investire?

Osvaldo Licini, Savinio, Felice Casorati, de Chirico, Depero, Balla, Manzoni, Melotti, Irma Blank e la scultura italiana in generale.


 

Le indicazioni che forniamo in queste rubriche, sono da considerarsi meri strumenti di informazione, e non intendono in alcun modo costituire consulenza finanziaria, sollecitazione al pubblico risparmio o promuovere alcuna forma di investimento.

 
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