Pistoia, retrospettiva dedicata a Marini Fontana al Salmatoris di Cherasco

| E a Ferrara s'inaugura il museo nazionale dell'Ebraismo, il borsino, la guida alle aste e alle mostre in Italia e in Europa

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a cura di DAVIDE CUCINOTTA
Venezia in concomitanza con la Biennale


Vogliamo segnalare anche una mostra in corso al Centro Culturale Candiani di Mestre (sotto la  Fondazione Musei Civici di Venezia) che terminerà invece il 5 novembre: "Attorno alla Pop Art nella Sonnabend Collection", a cura di Antonio Homem sotto la direzione scientifica di Gabriella Belli. Tramite un nucleo di oltre quaranta opere provenienti dalla collezione di Ileana Sonnabend, dal 2012 in deposito a lungo termine presso la Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro, la mostra ripercorre quegli anni Sessanta statunitensi che videro sorgere e trionfare la corrente artistica che fu poi schematicamente denominata Pop Art. Sono presenti opere di tutti i protagonisti di quel periodo — Warhol, Lichtenstein, Johns, Rauschenberg, Oldenburg, Dine, Wesselmann…, come pure di artisti europei loro contemporanei e autori della generazione successiva la cui poetica è riconducibile o presenta punti di contatto con la Pop Art, da Arman a Pistoletto, da Schifano a Christo, da Steinbach a Koons.

Autunno ricco di grandi mostre, vi segnaliamo 5 da andare a vedere

Pistoia – Palazzo Fabroni Marino Marini. Passioni visive

Si tratta della maggiore retrospettiva sino ad oggi realizzata sullo sculture toscano che aprirà i battenti il 16 settembre prossimo nella sale di Palazzo Fabroni a Pistoia. Arricchita da confronti ad altissimo livello con coloro che lo hanno ispirato, dagli Etruschi a Donatello, e raffronti con i maggiori scultori del Novecento mondiale con cui egli dialogò o che da lui trassero stimoli. In parallelo, il Marini pittore sarà esposto in Palazzo del Tau, sede del Museo Fondazione Marini, a raffronto, molto preciso, con Mirò. 

Titolo di questa SECONDA MOSTRAMirò e Marino. I colori del Mediterraneo. Una mostra organizzata dalla Fondazione Marino Marini di Pistoia e dalla Fondazione Solomon R. Guggenheim di Venezia (che la ospiterà nel 2018), che attraverso le 10 sezioni che la compongono ripercorrere tutte le fasi della creazione artistica del Maestro, dagli anni Venti agli anni Sessanta. "Oggetto di indagine, ha spiegato il Direttore della Fondazione Maria Teresa Tosi, sarà soprattutto l'officina di invenzioni plastiche di Marino Marini che verranno poste in relazione diretta, immediatamente percepibile, con i grandi modelli della scultura del ‘900 cui egli ebbe accesso e inoltre, con alcuni, scelti esempi di scultura dei secoli passati, dall'antichità egizia a quella greco-arcaica ed etrusca, dalla scultura medievale a quella del Rinascimento e dell'Ottocento, che furono consapevolmente recuperati da lui e dai maggiori scultori della sua generazione".

Cherasco,  Piemonte, il 14 ottobre inaugura 

Lucio Fontana e l'annullamento della pittura. Dal Gruppo Zero all'arte analitica.

Una mostra, curata da Cinzia Tesio con la collaborazione di Riccardo Gattolin e ospitata negli spazi di Palazzo Salmatoris, parte dalla figura chiave di Lucio Fontana, di cui saranno esposte 20 opere, per documentare attraverso il lavoro di altri 40 artisti, la straordinaria avventura artistica del Gruppo Zero, movimento nato in Germania alla fine degli anni Cinquanta del Novecento e poi diffusosi in tutto il mondo nel segno di una rottura definitiva con i dogmi della pittura, alla ricerca di una nuova libertà creativa. Le opere esposte, provenienti da collezioni private e da gallerie internazionali, consentiranno di rivivere il clima di ricerca artistica che pervase quegli anni e di coglierne in modo naturale gli assunti teorici. Chiuderà il percorso di questa grande mostra una sezione dedicata agli esiti più recenti della "Pittura non pittura", quasi fino al contemporaneo. Circa 100 le opere in mostra a firma, tra gli altri, di Lucio Fontana, Piero Manzoni, Agostino Bonalumi, Guenther Uecker, Otto Piene, Heinz Mack, Adolf Luther, Paolo Scheggi, Dadamaino e Enrico Castellani.

Milano – Hangar Bicocca

Dal prossimo 20 settembre, sarà visitabile la mostra "Ambienti/Environments" che offrirà al pubblico la rara opportunità di osservare e fruire per la prima volta le opere meno conosciute di Fontana, di riscoprirne l'importanza storica e allo stesso tempo di coglierne la contemporaneità e la forza innovativa attraverso un allestimento inedito. Nello spazio delle Navate della Fondazione milanese, infatti, saranno allestiti per la prima volta nove Ambienti spaziali e due interventi ambientali, realizzati da Lucio Fontana tra il 1949 e il 1968 per gallerie e musei italiani e internazionali. Un corpo di opere che mettono in rilievo la forza innovativa e precorritrice di un grande maestro del Novecento. Gli Ambienti spaziali, stanze e corridoi concepiti e progettati dall'artista a partire dalla fine degli anni '40 e quasi sempre distrutti al termine dell'esposizione, sono le opere più sperimentali e meno note di Fontana, proprio per la loro natura effimera. Alcuni degli ambienti esposti sono stati ricostruiti per la prima volta dalla scomparsa dell'artista grazie allo studio e alle ricerche della storica dell'arte Marina Pugliese e della restauratrice Barbara Ferriani e al contributo della Fondazione Lucio Fontana.

Bologna – Palazzo Albergati, dal 17 ottobre 2017

Verrà presentata al pubblico una straordinaria mostra Duchamp, Magritte, Dalì. I Rivoluzionari del ‘900 dedicata agli artisti che hanno cambiato per sempre l'arte nel Novecento: Duchamp, Magritte, Dalì, Ernst, Tanguy, Man Ray, Picabia, Pollock e molti altri, tutti insieme per raccontare un periodo di creatività straordinaria e geniale. Le opere esposte, provenienti dall'Israel Museum di Gerusalemme, saranno oltre duecento; tra queste icone quali Le Chateau de Pyrenees (The Castle of the Pyrenees) del 1959 di Magritte, la famosa Gioconda L.H.O.O.Q. (1919/1964) di Duchamp e Surrealist Essay (1934) di Salvador Dalí.

Forlì, Fotografia

Sarà la prima grande retrospettiva italiana dedicata al fotografo Elliott Erwitt:  PersonaeAllestita nella prestigiosa cornice dei Musei di San Domenico a Forlì dal 23 settembre 2017 al 7 gennaio 2018, mette insieme  circa 170 scatti, che Elliott Erwitt ha selezionato personalmente , traendoli dal suo vastissimo archivio. Da quelli in bianco e nero, che ormai sono diventati delle icone della fotografia, esposti con grande successo a livello internazionale, alla sua produzione a colori quasi del tutto inedita. Il percorso espositivo mette in evidenza l'eleganza compositiva, la profonda umanità, l'ironia e talvolta la comicità, tutte caratteristiche che rendono Erwitt un autore amatissimo e inimitabile, non a caso considerato il fotografo della commedia umana.

Ferrara  A dicembre inaugura il Museo nazionale dell'Ebraismo

Il ministro Franceschini presenta la struttura, in occasione della Giornata europea della Cultura ebraica. Pronti gli spazi dell'ex carcere, tra 2018 e 2010 altri 5 edifici, tanti quanti i libri della Torà. Via è previsto per il 13 dicembre prossimo. A Ferrara, con la mostra "Ebrei, una storia italiana, i primi mille anni", verrà aperta una prima parte del Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah. La prima sezione ad aprire sarà quella ottenuta dai restauri dell'ex carcere cittadino, tre piani per un totale di 1269 metri quadri. Là avranno sede anche la biblioteca e il centro di documentazione. Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini, ricordando che l'idea originale fu di Vittorio Sgarbi e Alain Elkann e di essere "legato personalmente al percorso che ha portato alla realizzazione del Museo sin dalla presentazione della legge istitutiva del 2003, che fu approvata con voto unanime. Oggi possiamo presentare un quadro completo di questa istituzione sia dal punto di vista economico che da quello della governance". Quindi ha aggiunto che si tratta di "un"operazione di grande importanza alla cui promozione siamo ora chiamati a lavorare e che non a caso abbiamo voluto legare alla giornata europea della cultura ebraica che si celebra domenica prossima. A questo proposito insieme al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca già da quest'anno lavoreremo per indirizzarvi il turismo scolastico". Tra il 2018 e il 2020 dovrebbe terminare la costruzione di altri cinque nuovi edifici (richiamo ai 5 libri della Torà), secondo il progetto vincitore di un concorso seguito alla legge istitutiva, che risale addirittura al 17 aprile 2003. Il tutto aggiungerà altri 2.733 metri quadri a una struttura che si prefigge di narrare i 2200 anni di vitale e initerrotta presenza degli ebrei in Italia,  per valorizzarne le tradizioni e i fondamentali contributi alla storia e la cultura del paese, come ha sottolineato, durante la presentazione del museo, il presidente del Meis Dario Disegni (direttrice è Simonetta Della Seta), per il quale il museo si pone l'obiettivo di essere un polo culturale sull'ebraismo, di far conoscere la vita, il pensiero e la cultura ebraica italiana, di essere un luogo aperto e inclusivo, un laboratorio di idee e riflessioni. La mostra che lo apre a dicembre non è temporanea, ma prefigura la prima parte di ciò che esporrà il museo, di cui è stato presentato anche il logo, in concomitanza con la presentazione a Roma delle inziative italiane per la Giornata europea della cultura ebraica, che domenica 10 settembre coinvolge 35 paesi.
Franceschini ha aggiunto che l'attività del Meis si incrocerà sempre più con le altre realtà e istituzioni ebraiche di tutta Italia, comprese quelle in fieri come il Museo di Roma. Il contributo del Mibact alla realizzazione del museo di Ferrara copre in toto restauri e costruzione nuovi edifici per un costo totale di circa 49 milioni di euro stanziati in diversi lotti.

ASTE E MERCATO DELL'ARTE

CHRISTIE'S e sotheby's alzano I diritti d'asta, ma la SOTHEBY'S LO ELIMINA DALLE ASTE ONLINE.

Gli acquisti delle prossime aste autunnali delle due maggiori case d'asta, saranno più cari in funzione di un aumento del costo dei diritti, annunciato dalle stesse. Nei prossimi giorni infatti, entreranno in vigore delle importanti modifiche nell'applicazione del buyer's premium sui lotti aggiudicati nelle proprie vendite. In particolare, saranno modificate le fasce di prezzo di applicazione dei diritti d'asta.  Ma se le aste "live" saranno un po' più costose per i collezionisti, quelle solo online diventeranno ancora più vantaggiose da Sotheby's, che ha deciso di eliminare i diritti d'asta per questa tipologia di vendite. 

Christie's inizia già l'11 settembre. 

La modifica allargherà gli scaglioni del prezzo di aggiudicazione a cui vengono applicate le aliquote. Per quanto riguarda l'Italia, dove la percentuale include anche l'Iva, le fasce di applicazione cambiano come segue: 30.50% fino 150.000 euro di prezzo di martello (in precedenza era fino a 50.000 euro); 24.4% sulla parte di hammer price che va da 150,001 – 2,000,000 di euro (prima partiva da 50,001 e arrivava a 1,600,000 euro) e 15.25% da €2,000,001 in su, quando fino ad oggi si applicava alla parte di prezzo di martello pari o superiore a 1,600,001. Il precedente aggiornamento del Buyer's Premium risaliva al 19 settembre 2016.

Questa sarà la situazione

Sotheby's invece nessun Buyer's premium per le aste online-only.

 

A differenza di quelle della sua arci-rivale Christie's, le nuove fasce del Buyer's Premium di Sotheby's rimarranno invariate, invece, fino al 1° novembre 2017. A partire da quella data, i collezionisti dovranno pagare un'aliquota del 25% per la parte di hammer price che arriva fino a 300.000 $; del 20% per la parte di prezzo compresa tra 300.000 e 3 milioni e 12.9% per quella da 3.000.000 in su. Quello che sarà attivo dal prossimo novembre è il terzo aggiornamento in tre anni del Buyer's Premium da parte di Sotheby's

In attesa di una tabella che riassuma come cambiano le cose, mercato per mercato, la casa d'aste ha pero annunciato pubblicamente che dal 16 settembre prossimo i collezionisti di arte contemporanea non pagheranno mai più alcun diritto d'asta sui lotti acquistati nelle  sue online-only auction.

BORSINO

IL DISEGNO RISCOPRE UNA NUOVA GIOVINEZZA

Un tempo era desiderato ed ammirato solo da grandi conoscitori dell'arte. Oggi il disegno sta vivendo un momento di grande slancio sul mercato globale dell'arte. Dalle fiere di settore alle grandi aste internazionali, infatti, i fatturati sono in costante ascesa e i prezzi aumentano, pur rimando un segmento molto interessante per chi sta valutando di iniziare a collezionare. Un fenomeno, questo, iniziato in modo marcato con il nuovo millennio e che adesso sta lambendo anche le coste italiane con Artissima che, dopo ArtVerona e SetUp, dedicherà a questo medium uno spazio specifico e le aste che fanno registrare risultati sempre più interessanti.

A partire dalle fiere fino alle aste, il mercato è esploso negli ultimi 10 anni. Iniziando dallo storico Salon du Dessin parigino, nato nel 1991 e a cui nel tempo si sono affiancate Drawing Now (2006) e DDessin (2012) facendo di Parigi la "capitale" europea del disegno, alla olandese Amsterdam Drawing, fondata nel 2011, fino ad arrivare alle newyorchesi Master Drawing (2010) e Art on Paper (2015). Guardando il palinsesto delle fiere internazionali d'arte è possibile cogliere le dimensioni del fenomeno "disegno".  Per lungo tempo sottovalutato dal grande collezionismo, infatti, questo medium con gli anni Duemila è diventato uno dei protagonisti assoluti del mercato dell'arte, riuscendo a soddisfare le esigenze sia del collezionista di fascia alta – in cerca di opere a firma di grandi artisti i cui dipinti sono ormai rarissimi sul mercato – sia del neofita, che guarda con maggior interesse alle creazioni contemporanee, spesso offerte a prezzi appetibili anche per le tasche meno profonde, oltre al fatto che non richiedono particolari doti da connoisseur, a differenza di quelli dei cosiddetti Old Masters.

Oggi i disegni sono ben presenti nelle principali collezioni di tutto il mondo e nelle aste internazionali questo storico oggetto, come già accaduto anche con la fotografia, inizia a raggiungere risultati di tutto rispetto. Sono ancora pochissime, peraltro, le case d'asta ad avere un dipartimento dedicato. Un legame, quello con la "maggiore" delle arti, dimostrato anche dal fatto che il disegno oggi più caro al mondo è una delle versioni del celebre Urlo di Edvard Munch che nel 2012 ha raggiunto, da Sotheby's New York, la bellezza di 107 milioni di dollari. Mentre al secondo posto in questa particolare classifica troviamo il cinese Qi Baishi il cui disegno Eagle Standing on Pine Three ha realizzato  più di 65 milioni di dollari da China Guardian nel 2011. Un mercato che, stando ai dati divulgati da ArtPricenel 2015 è arrivato a valere in termini di fatturato in asta, la bellezza di 3 miliardi di dollari quando, nel 2005 le vendite ammontavano appena a 500 milioni. E questo a fronte di un numero di transazioni che, in 10 anni, si è appena duplicato. "Riuscendo ad attirare l'interesse di nuovi e vecchi collezionisti, commentano gli analisti di ArtPrice, in un report uscito l'11 luglio scorso – questo specifico segmento del mercato ha iniziato ad essere sempre più dinamico nel campo delle aste. In termini di mercato, oggi vale per circa un quarto del fatturato realizzato dalle aste d'arte, una fetta che è duplicata in 10 anni". "La domanda da parte degli amatori è cresciuta così tanto, che questo medium ha fatto registrare un costante aumento dei prezzi nell'ultimo decennio, con i disegni degli Old Masters cresciuti mediamente del +60% e i disegni contemporanei del +25%".

Entriamo di più nel dettaglio: dal 2005 al 2015 il prezzo medio di un disegno aggiudicato in asta è passato da 7.000 $ a 22.000 $. Una crescita, quella dei prezzi e dei fatturati in asta per il disegno, dominata dal mercato cinese che oggi pesa per 58% sul fatturato globale di questo settore, seguita dagli Stati Uniti (13%), dal Regno Unito (7%) e dalla Francia (3%). Se i collezionisti europei e statunitensi sono, infatti,  molto attivi principalmente nelle fiere di settore e in galleria, dove ad eccezione dei giapponesi, i collezionisti asiatici sono minoritari; la crescita in asta di questo segmento di mercato è comprensibile solo riconoscendo il ruolo chiave della Cina e, guarda caso, inizia proprio con l'ingresso del colosso asiatico sul mercato dell'arte attorno al 2010 e dove in 5 anni il settore dei disegni è passato a rappresentare il 40% del fatturato, quando inizialmente era il 12%. [fonte: ArtPrice].

Un enorme successo che va dagli Old Master al Contemporaneo

Munch, Raffaello, Degas, Cézanne il successo del disegno non conosce limiti storici e anzi, a differenza dell'incisione, il collezionismo interessato al disegno è molto più trasversale ed è la qualità a fare veramente la differenza. E i lavori di qualitativamente elevati, infatti, trovano sempre un acquirente, anche quando i prezzi sono molto, molto alti. Si pensi alla bellissima Testa di Giovane Apostolo di Raffaello che, presentata con una stima di 16-24 milioni di dollari, è stata battuta nel 2012, dopo una lotta di 17 minuti, per la bellezza di 47.8 milioni di dollari nell'asta di Old Master di Sotheby's NY. Oppure, per arrivare ad aggiudicazioni a noi più vicine, ai 3.4 milioni di dollari realizzati dalla straordinaria Incoronazione del Doge sulla Scala dei Giganti del Canaletto (da noi citato nello scorso articolo). Opera di grandi dimensioni realizzata a penna, inchiostro marrone e gesso bianco appartenuta a Sir Richard Colt Hoare e in uno stato di conservazione praticamente perfetto. Come già anticipato, non sono solo i disegni degli Old Masters a trascinare il mercato internazionale del disegno. E se nell'asta Old Master & British Drawings & Watercolours di Christie's Londra del 5 luglio scorso sono stati registrati 8 nuovi record per  Timoteo Viti, Jusepe de Ribera, Carlo Maratti, Luigi Sabatelli, Adriaen van der Werff, Hendrik Gerrit ten Cate, George Romney e Samuel Frederick Brocas; durante la Post-War and Contemporary Art Evening Auction londinese del marzo scorso, la casa d'aste di King Street ha venduto l'opera su carta Deux Arabes gesticulant  di Jean Dubuffet per più di 1.3 milioni di dollari. Mentre da Sotheby's, in occasione della Evening Sales di Impressionist & Modern Art and Actual Size di Londra a giugno, Femme et oiseaux di Joan Mirò ha raggiunto i 31 milioni di dollari stabilendo il nuovo record per un lavoro su carta a firma di un artista occidentale. Per non parlare di Silex Scintillans, lavoro su carta di Cy Twombly battuto da Sotheby's New York a maggio per più di 8.3 milioni di dollari; dei 1.2 milioni spesi da un collezionista, nella stessa asta, per Untitled (Tobacco) di Jean-Michel Basquiat o del milione di dollari raggiunto da Visagedi Henri Matisse nella prima asta di opere su carta che la casa d'aste ha tenuto a Parigi in occasione del Salon du Dessin. Questi sono degli esempi sulle più recenti aggiudicazioni nelle principali aste internazionali che confermano un trend da seguire con estrema attenzione.

Nella fattispecie il collezionista di carte e disegni è generalmente una persona dai gusti raffinati che sceglie di confrontarsi con lavori molto ricercati, nel desiderio di avvicinarsi all'idea dell'artista. Specialmente quando si tratta di lavori realizzati da artisti che si esprimono, principalmente, con altri medium, i disegni sono infatti opere che permettono di cogliere il divenire di un lavoro che poi si concretizzerà, in maniera finita, su un alto supporto. Collezionare disegni significa andare alla ricerca della base del lavoro di un artista e del gioiello che è racchiuso in essa. E' quello che sta succedendo, ad esempio, con Boetti la cui opera su carta sta iniziando ad essere maggiormente conosciuta ed apprezzata e da cui emerge la parte più concettuale del suo lavoro.

A livello generale, comunque,  queste caratteristiche dei lavori su carta, fanno sì che i collezionisti di questo medium siano meno speculatori di tanti compratori d'arte contemporanea che fanno i loro acquisti anche nell'ottica di una rivalutazione di breve-medio periodo. Anche se negli ultimi anni stiamo registrando una maggior attenzione per questa tipologia di opere, infatti, le loro stime delle carte sono ancora piuttosto contenute e questo fa sì che attirino l'attenzione di un collezionismo più genuino. 

In Italia un collezionismo di disegni e opere su carta esiste da sempre.

Il forte del trend internazionale e della rinnovata popolarità che questo mezzo espressivo sta conoscendo in particolare tra i nuovi collezionisti, anche il mercato italiano, seppur un po' a distanza, non si è fatto attendere e prima con fiere di ricerca come la SetUp di Bologna, da sempre molto attenta alla produzione contemporanea su carta, e poi la ArtVerona guidata da Andrea Bruciati, non ha risparmiato il suo interesse per il disegno e lavori su carta. Un'interesse che quest'anno approda, finalmente, anche in una delle fiere italiane maggiori: Artissima, che ospiterà infatti la prima edizione di Disegni. Un progetto sperimentale all'interno di un contesto fieristico dedicato alle arti contemporanee, che intende valorizzare una pratica artistica in grado di catturare, l'immediatezza processuale e di pensiero del gesto creativo, vivendo in uno spazio sospeso tra idea e opera finita. 

Movimenti interessanti si stanno registrando anche nelle aste nostrane. Nell'asta del Ponte del 12 giugno scorso, ad esempio, un rarissimo acquerello del 1918 a firma di Vasilij Kandinsky che è stato battuto a 86.000 euro, mentre un delicatissimo lavoro di Joan Mirò del 1963 è stato aggiudicato per 42.000. Per non parlare del bozzetto di Christo  – Store Front Project del 1964 – volato a 195.000 euro o di Personnage dans un paysage, china su carta del 1960 a firma di Jean Dubuffet battuta a 64.000 euro.

Consigli pratici?

Il già citato Salon du Dessin, di Parigi, sarebbe un'ottima meta e occasione per chi desidera iniziare ad approcciarsi all'acquisto di opere d'arte da neofita, sia del collezionismo inteso nel suo pieno significato, volto a godere dell'arte che acquistiamo e portiamo nelle nostre case, che di chi invece ha solo delle pure e semplici velleità di tipo economico. In manifestazioni di questo genere si trovano opere di ottimo livello dei più svariati e importanti artisti sulla scena mondiale da sempre, qualità artistica e grandi nomi per chi cerca il nome vincente, (si fa per dire). Basti pensare che negli USA, a New York e Miami, per la precisione, ci sono delle fiere analoghe tra la fine dell'anno e gli inizi di quello nuovo, che vengono letteralmente prese d'assalto da giovani rampanti del mondo capitalistico americano e non solo, anche dai giovani figli di importanti collezionisti, i quali iniziano ad entrare nel mondo del mercato dell'arte da un lato molto interessante. Acquisiscono opere di grande qualità artistica con esposizione di cifre tutto sommato modeste. Si affacciano a questo mondo con attenzione e umiltà, ed alla fine questo modo di agire ripaga solitamente coloro che lo fanno.

Una particolare attenzione invece, sotto il profilo investimento, la si dovrebbe dare proprio al prima citato Gruppo CoBrA, Karel Appel, Asger Jorn e Pierre Alechinsky. Oggi ai minimi storici come prezzi ma con una storia ben forte alle loro spalle che li farà ritornare di sicuro presto tra i primi della classe.

 

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Le indicazioni che forniamo in queste rubriche, sono da considerarsi meri strumenti di informazione, e non intendono in alcun modo costituire consulenza finanziaria, sollecitazione al pubblico risparmio o promuovere alcuna forma di investimento.


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