Pop Art, rollando tra Schifano e Cy Twombly

| Via dagli schemi e dal pensiero corrente, pittori e nuove immagini. Le aste e il borsino degli autori più quotati

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DAVIDE CUCINOTTA
L'arte, come abbiamo detto in articoli precedenti e che useremo spesso ancora come argomento, sin dalle prime rappresentazioni primitive sino ai nostri giorni ha sempre avuto grandi evoluzioni, legate all'ambiente e le epoche in cui vivevano gli artisti, alle condizioni socio/economiche alle culture e psicologie dei soggetti. Dall'arte Primitiva a quella Africana e la Precolombiana arrivando alle epoche dei grandi capolavori per la Chiesa (maggior committente dell'era antica) dal ‘300 in poi con i capolavori di Duccio da Boninsegna, Gaudenzio Ferrari, da Beato Angelico a Masaccio per poi finire nel pieno Rinascimento ed arrivare molto più avanti agli Impressionisti, quali grandi precursori dell'arte Moderna, abbiamo visto continue evoluzioni, nel più dei casi creati da correnti di artisti con pensieri simili e lavori congiunti a proporre un Nuovo Genere.

Ogni pittore appartiene al suo tempo. È figlio della sua epoca, influenzato dai suoi contemporanei. Anche quando vuole rompere col passato e criticare tutto e tutti, sotto un certo punto di vista rimane un esponente del suo periodo storico. Questo non vuol dire, però, che non si possa essere originali. O che, pur all'interno di una corrente, non si possa cercare un proprio modo di interpretare l'arte proponendo uno stile personale. 

Usiamo gli Impressionisti, per dare una luce su questo argomento. La luce, era il tema al centro dell'attenzione in quegli anni. Avevano fondato tutta la loro poetica su questo particolare elemento, studiato però soprattutto all'aperto, nel modo in cui si rifletteva sulle acque, sugli alberi e sulla natura nel suo insieme. Alcuni di loro però, come maggior esempio di ciò che stiamo per dirvi, furono, Degas ed in parte anche Renoir, pur aderendo per certi versi al movimento, con i loro lavori ribaltavano tutto. La luce non era quella naturale, ma quella artificiale. Non si rappresentava la natura, ma l'interno di una stanza. Non c'era un trionfo di colori e luci, ma uno sguardo soffuso, crepuscolare. Soprattutto, a Degas interessava ancora una volta la psicologia dei suoi personaggi. 

La cosa che più sorprende guardando ad esempio "le ballerine" è non tanto la scena in se ma piuttosto la freschezza delle opere. Nonostante la lunga lavorazione dei suoi lavori, dimostrata da un'innumerevole serie di bozzetti, Degas riusciva comunque a rendere il quadro qualcosa di spontaneo, immediato. Come se l'avesse davvero realizzato di getto, davanti alla scena, e non in tempi così lunghi com'era di suo uso fare.

Anche l'arte Moderna ci ha proposto molti esempi simili. Vi sono state varie correnti nel corso del'900 che hanno proposto nuove prospettive d'arte, ma quasi sempre tra i gruppi che si univano per proporle c'erano alcuni di loro che decidevano di imporre il loro stile diverso pur non allontanandosi dal tema principale che offrivano ai fruitori delle loro arti. Qui sta l'estro, è qui che si distingue il grande artista. Citando solo a caso, uno dei movimenti tra i più importanti e rappresentativi dello scorso secolo, parliamo della Pop Art. Primo grande movimento di punta dell'America, che per via della sua giovane età come nazione, non ha avuto le stesse opportunità di offrire quanto avveniva nel Vecchio Continente sulla scena dell'arte.  

Jasper Johns e Robert Rauschenberg sono considerati i capiscuola, passando a Roy Lichtenstein, George Segal,  Claes Oldenburg a Andy Warhol e James Rosenquist ed altri ancora. Ebbero in comune un tema principale, Pop Art, termine che deriva dalla parola inglese "popular art", ovvero arte popolare (con un'accezione del termine diversa dall'uso comune). Si interessa della forma e della rappresentazione della realtà. Pur facendo quindi parte di una sola corrente di pensiero, alcuni di loro sono emersi riflettendo di luce propria sul magico mondo dell'arte, ad esempio Warhol, anche regista cinematografico, che trasformò l'opera d'arte da oggetto unico in un prodotto in serie. Molti misero a segno colpi di genio che trasformarono la parziale staticità di un solo argomento in altri modi di vederlo ed interpretarlo.

" Nessun grande artista vede mai le cose come sono veramente. Se lo facesse, smetterebbe di essere un artista ".

                                                                                        Oscar Wilde
ARTISTI

 

Ogni nuovo movimento o corrente di pensiero nell'arte nasce ovviamente da un o più artisti dalla fervida mente ricca di nuove idee e pensieri d'arte. Anche la Pop Art è nata inizialmente con dialoghi pensieri e proposte verbali, poi sottoposte al pubblico dagli artisti con gli strumenti necessari per interpretare a tre dimensioni in atto pratico tali idee, usando carta, tele, gessi e bronzi fino ai più svariati materiali nuovi o di recupero. Molti compreso noi, ad esempio, siamo dell'idea che c'è stato un artista italiano che può annoverarsi sicuramente tra i precursori di quel movimento che divenne la Pop Art. Parliamo di Mario Schifano che proprio tra la fine degli anni '50 e l'inizio dei ‘60 iniziò a dar vita al pensiero di "arte popolare" sottoponendo al pubblico le sue carte da pacco applicate su tela, con le raffigurazioni della "Esso" e della "Coca Cola" erano alcune tra le immagini più popolari ed in voga del momento. è stato un artistapittore e regista italiano. Insieme a Franco Angeli e Tano Festa rappresentò un punto fondamentale della Pop Art italiana ed europea.

Un Magazine titolava, "Mario Schifano, la storia dell'Andy Warhol di Roma". Persona eclettica e controversa, amato da Gianni Agnelli e fan di Potere Operaio. È la Roma degli anni '50, nella Capitale arrivarono i grandi americani Rauschenberg e Cy Twombly. Schifano è «divorato» dalla passione per il colore e pensa alla pittura in termini inediti di sperimentazione, ma la sua voracità tocca anche la musica rock, la bicicletta, una Rolleiflex del 1958 da cui nascono le inquadrature monocrome che aprono la strada all'utilizzo della fotografia accanto alla pittura, era inseguito dall'alta borghesia italiana, a cominciare da Gianni Agnelli per cui realizzò il gigantesco lavoro Stanza dei cinesi. Nel suo primo viaggio a New York nel 1962 entrò in contatto con Andy Warhol e Gerard Malanga frequentando la Factory e le serate del New American Cinema Group. Alla Biennale di San Paolo del Brasile e realizza il suo ciclo di lavori dal titolo Io sono infantile, risvegliando l'interesse fra gli altri dei più famosi critici italiani dell'epoca Maurizio CalvesiMaurizio Fagiolo dell'Arco e Goffredo Parise.

L'influenza di Jasper Johns si manifestava nell'impiego di numeri o lettere isolate dell'alfabeto, ma nel modo di dipingere di Schifano possono essere rintracciate analogie con il lavoro di Robert Rauschenberg. Nelle serie dedicate ai marchi pubblicitari (Coca-Cola ed Esso)in cui si ha quel chiaro esempio di popular art, ovvero la veicolazione di immagini di uso comune e facilmente riconoscibili citate in molteplici modi o particolari delle stesse, alle biciclette, ai fiori e alla natura in genere. L'ultimo periodo di produzione di Schifano è particolarmente segnato dai media e dalla multimedialità, interrotto soltanto da alcuni cicli più prettamente "pittorici".

Un grande artista a tutto tondo, da pittura a musica e cinema. Un artista appunto che pur avendo gli stessi ideali e principi di un'importante corrente di pesiero artistico, ha saputo distinguersi al punto da poter essere tra i più importanti artisti internazionali del ‘900, ma anche contemporaneo e di grande attualità. 

 AGENDA ARTE

 

  • LECCE 
Da sabato 1 luglio a lunedì 23 ottobre le sale del Castello Carlo V di Lecce ospiteranno la mostra Mario Schifano e la pop art in Italia. Promosso da Theutra e Oasimed, in collaborazione con Galleria Accademia di Torino, con il patrocinio del Comune di Lecce e il sostegno di Axa Cultura, il progetto espositivo - a cura di Luca Barsi e Lorenzo Madaro - è dedicato a quattro maestri di primo piano della storia dell'arte italiana e internazionale del secondo Novecento: Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa e Giosetta Fioroni.

 

  • BASILEA 
David Claerbout a Basilea.

Schaulager, Münchenstein – fino al 22 ottobre 2017. L'artista belga mette in scena un'immaginaria trasformazione in rovine di uno dei simboli del Terzo Reich. Usando come supporto la tecnologia digitale. È una grande installazione video quella proposta da David Claerbout (Kortrijk, 1969) allo Schaulager di Basilea. Il soggetto unico del lavoro, dal titolo Olympia, è lo stadio olimpico di Berlino, costruito dal Terzo Reich per le Olimpiadi del 1936. L'artista belga ha ricostruito lo stadio attraverso il digitale. Ha calcolato, quindi, un invecchiamento di circa mille anni a partire da marzo 2016.
Il lavoro di Claerbout è una riflessione sul tempo, ma anche la testimonianza della decadenza delle cosiddette ideologie nei confronti dell'invecchiamento biologico e naturale, il tutto in rapporto alla relativa brevità della vita umana.

 

  • MoMA – NEW YORK
Come l'ambiente influenza gli artisti. Tre casi di studio in un video del MoMA. Lopera degli artisti viene spesso influenzata dal luogo in cui si nasce. Utilizzando tre casi di studio, un video creato dal MoMa Di New York, ci spiega come: la pittura di van Gogh e Mondrian e l'installazione di Matta-Clark

 

  • BOLOGNA
Joan Miró. Dagli atelier di Maiorca a Bologna. Palazzo Albergati, Bologna – fino al 17 settembre 2017. Selvaggio e poetico, sperimentatore e anticonformista, premio per la grafica alla Biennale di Venezia del 1954 e snobbato in patria fino alla caduta del regime franchista, Miró non smette di incantare i visitatori delle mostre che gli vengono dedicate. La Fundació Pilar, con una collezione di circa 5mila opere di Joan Miró. Oggi 130 di quelle opere – tra cui un centinaio di oli – conservate sulla principale delle isole Baleari sono esposte a Bologna in una mostra che offre uno spaccato dei soli ultimi trent'anni di produzione dell'artista catalano, che fin dal 1927 si era proposto di "assassinare la pittura", dando così inizio a un'avanguardia vicina ai Surrealisti e che poi risentì fortemente sia dell'espressionismo astratto americano sia dell'arte orientale, in particolare delle tecniche calligrafiche. Nelle sale di Palazzo Albergati, le pitture di grandi dimensioni che Miró dipingeva stendendo il supporto a terra e usando spesso le mani o le gocciolature al posto dei pennelli, in un processo creativo che si avvicina all'energia e alla gestualità di Pollock e degli "irascibili"; ma nell'esposizione si possono scoprire anche alcuni esemplari di scultura in ceramica dalla "dirompente aggressività" (l'"avventura del fuoco" affascinava fortemente l'artista che per alcuni anni, dal 1955 al 1959, si dedicò prevalentemente alla realizzazione di ceramiche) e di libri d'arte dove il disegno si sposa con la parola, in particolare la poesia.

ASTE E MERCATO DELL'ARTE

 

 

 

La stagione delle aste più importanti è terminato e questa settimana affrontiamo un tema di grande attualità.

 

Nel mercato dell'arte sfonda il digitale

La Fiera TEFAF ( The European Fine Art Foundation) è digital.

Lancia un report sul mercato online e una piattaforma in partnership con il sito Invaluable.

Un iniziativa, presentata a Londra, che spiega come si sta evolvendo il mercato dell'arte online. Presentando lo stato attuale: un terzo dei dealer è ancora offline e non esiste ancora un leader nel settore. Nel frattempo parte il progetto TEFAF TEN in collaborazione con il sito Invaluable.

Con l'Art Market Report Online Focus, presentato a Londra, che analizza la portata dell'adozione, da parte del mondo dell'arte, delle nuove tecnologie digitali. I report firmati TEFAF sono da sempre degli importanti osservatori per il mercato dell'arte, consultati da specialisti di tutto il mondo.

Si tratta di una analisi annuale realizzata fin dal 2002, che risponde, per quanto possibile, alle domande che tutti gli operatori del settore si pongono sullo stato di salute del mercato. Questo è quanto hanno detto i promotori di questo importante progetto destinato a stravolgere tutte le vecchie regole di mercato: "Case d'asta internazionali ben consolidate sono in prima linea nel campo dell'e-commerce e dell'engagement online, grazie al prestigio dei loro nomi che si rivela un grande vantaggio anche sul web. Le case d'asta utilizzano l'e-commerce sia sviluppando proprie piattaforme che utilizzando quelle di terzi, per rivolgersi a nuovi acquirenti e collezionisti".

Le vendite online sono ancora modeste e interessano le fasce di prezzo più basse. Il fenomeno è in grande crescita e potrebbe rivelarsi sempre più appetibile, anche con l'aumento del collezionismo delle nuove generazioni, più abituate delle precedenti a considerare il mercato online. Questo comunque, grazie all'e-commerce, permette ai galleristi di ampliare il proprio pubblico.

TEFAF TEN, in collaborazione con Invaluable. Aspettando Tefaf New York (28 ottobre – 1 novembre) crea una pagina dedicata sul sito che fa 3 milioni di visitatori al mese: periodicamente 10 espositori della fiera presenteranno dalle 8 alle 12 opere per ampliare la propria community, disponibili alla vendita immediata. I primi ad essere coinvolti saranno naturalmente i 93 protagonisti della seconda edizione di TEFAF New York, che si svolgerà il prossimo autunno negli spazi di Park Avenue Armory. 10 i nuovi espositori provenienti da Spagna, Germania, Francia, Hong Kong, Regno Unito, Stati Uniti, Austria, per un evento sempre più forte ed internazionale.

Basilea- Art Basel 2017 

Anche nell'appena terminata edizione di Art Basel, l'utilizzo del digitale si è rivelato uno strumento efficace nelle transazioni di opere d'arte pur essendo ai primi utilizzi. È infatti stato stimato che l'utilizzo del digitale per le transazioni avvenute in questa scorsa edizione di Art Basel si siano attestate a circa un 30% del totale venduto. Una percentuale molto alta tenuto conto di un suo primo utilizzo.

A parte questa notizia diciamo che il trend di stand di qualità per quanto riguarda il lato Main Fair (la parte principale della fiera) ha lasciato un po' a desiderare, non è stato così entusiasmante al contrario del settore Off , chiamata Unlimited. È sembrato come se alcuni mercanti abbiano deciso di investire tutto sulla sezione con le opere a più larga scala, Unlimited appunto, considerando come secondario l'allestimento dello stand, nella Main Fair. Non sono però mancati ovviamente gli stand interessanti,  curiosi e divertenti, seppur tra qualche difficoltà, in quella che è stata la fiera d'arte contemporanea più importante del pianeta.

BORSINO

 

 

A distanza di oltre un secolo, le aste di Parigi hanno premiato il talento di due donne pioniere nell'arte fotografica.

Anna Atkins e Amélie Guillot-Saguez e furono le prima donne fotografe ad aver lavorato con le carte preparate a mano. La piazza di Parigi, per le aste di fotografia a novembre, richiama collezionisti da tutto il mondo, già presenti in città per Paris Photo. Ne approfittano quindi le case d'aste, Christie's e Sotheby's, organizzando anche più tornate in quel periodo. Percentuale di venduto piuttosto bassa, fra il 33 e il 59%. 

Aste quindi un po giù di tono, se non fosse per due sorprendenti risultati. Non sono le gambe di Newton o labbra colorate di Penn a conquistare la scena, ma si tratta di due album rilegati in pelle. Non album con all'interno foto un po' sfocate e ingiallite, ma pure realizzati da due donne! Sono stati  due lotti che da soli hanno realizzato 473.500 euro. Anna Atkins (219.000 € da Sotheby's) e la più sconosciuta Amélie Guillot-Saguez (254.500 € da Christie's).

La fortuna commerciale della semisconosciuta Guillot-Saguez segue di un anno la straordinaria mostra organizzata dal Museo d'Orsay, Chi ha paura delle donne fotografe? 1839-1945, seguita dalla seconda parte della mostra, dedicata al periodo 1918-1945. Teniamo gli occhi aperti: qualche autrice, che oggi è possibile acquistare a pochi soldi, potremmo rivederla il prossimo autunno riprodotta a piena pagina su un catalogo d'asta.

A distanza di una settimana dall'asta Impressionist e Modern Art di Sotheby's a Londra, il 27 Giugno si è tenuta quella organizzata dal competitor Christie's. E come nella precedente, anche in questa occasione si registrano ben tre vendite sopra i 20 milioni di sterline. Nel dettaglio, si tratta di Max BeckmannHölle der Vögel (Birds' Hell), battuto a £36 milioni che è anche il record per l'artista, Pablo Picasso, Femme écrivant (Marie-Thérèse), venduto a £34,9 milioni e Vincent van GoghLe moissonneur (d'après Millet), a £24,2 milioni Oltre al record per Beckmann l'asta ha riportato anche quelli per Georges Vantongerloo, con il suo "Composition dans le carré avec couleurs jaune-vert-bleu-indigo-orangé", a £1 milione e per Hannah Höch per l'opera "Frau und Saturn", vendita per la stessa cifra. Da segnalare anche un Monet, "Saule pleureur" venduto a quasi 9 milioni di sterline contro una valutazione minima di 15. Inoltre, un'opera di Amedeo Modigliani,"Cariatide" battuta a £6,9 milioni, un altro Monet "Le chemin creux" venduto a £5,6 milioni verso i 3 di stima massima, un Matisse, "Nu sur fond rouge", a £4,4 mld, un Kandinsky, "Weilheim- Marienplatz" a £4,1 mld, e infine Alexej von Jawlensky  con "Infantin (Spanierin)" a £3,2 mld e Marc Chagall "Le paradis" a £2,9mln. Solo 2 gli invenduti su 32 lotti.

Da Sotheby's, venduti quasi tutti i lotti, tra gli invenduti un Sigmar Polke (£900mila) ed un Neo Rauch (£450mila). La parte da leoni l'han fatta, invece, Jean-Michel Basquiat e Andy Warhol, addirittura con due opere dipinte a 4 mani, seguiti da Richard PrinceMark Grotjam, Gerhard Richter e Roy Lichtenstein.

Nella classifica dei top lot Roy Lichtenstein con il suo "Two Paintings with Dado"del 1983 venduto a £3,3 milioni. Mao di Warhol battuto a 650mila sterline, mentre l'arte italiana va benino con un "Concetto spaziale, attesa"di Lucio Fontana, battuto a 900mila sterline. Molto bene un altro "Concetto spaziale" dell'artista, battuto a 1,8 milioni di sterline contro 1,2 di massima stima.

 

Per le proposte da investimento, rimaniamo sempre dell'idea di tenere sempre sotto controllo gli italiani.

Lucio Fontana, Piero Manzoni, Alberto Burri, Giorgio Morandi, Michelangelo Pistoletto, Mimmo Rotella, Osvaldo Licini, Emilio Vedova, Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Mario Schifano, Franco Angeli e Tano Festa. 


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