Sighicelli, passato e futuro in un sogno che si duplica

| Mostra sino al 29 gennaio dell'artista torinese, percorso in sei sale di Palazzo Madama, nel segno dell'architettura juvarriana

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"Elisa Sighicelli. Doppio Sogno" a Palazzo Madama. Un viaggio onirico e senza tempo tra le sale barocche di Torino

Palazzo Madama presenta dal 1 novembre 2017 al 29 gennaio 2018, in occasione di Artissima e di Contemporary 2017, una mostra che mette in dialogo l'arte antica con quella contemporanea.
L'esposizione Doppio Sogno si articola in un percorso in sei sale, per le quali l'artista Elisa Sighicelli (Torino,1968) ha concepito opere inedite e specifiche, ispirate all'architettura juvarriana di Palazzo Madama.


La Veranda Sud di Palazzo Madama, le cui pareti nel Settecento erano rivestite da specchi che accentuavano la fastosa luminosità dell'ambiente e l'effetto illusionistico dello spazio, diventa il soggetto del progetto di Elisa Sighicelli; due grandi trittici e alcune opere singole si offrono come esplorazione dell'idea di riflesso e trasparenza. La spessa materialità barocca si spoglia di alcuni attributi per lasciare così posto all'impalpabilità. Sighicelli ha reso questa caratteristica scegliendo come supporto di stampa un leggero telo di raso, per suggerire la mobilità dei riflessi suggeriti dalle finestre. Il vetro, straniante filtro d'osservazione per la sua potenzialità ottica destabilizzante, è grande protagonista della serie. Due fotografie, che mostrano un dettaglio della parete, sono invece stampate su cartongesso e arricchite poi da un intervento di tipo pittorico: i segmenti maggiormente illuminati sono dipinti con pittura opalescente, unendo così due tipi di arte.

Il primo trittico presenta la finestra della Veranda Sud fotografata con la stessa inquadratura a diverse ore del giorno. Ora la luce diurna rende il vetro riflettente, ora nell'inquadratura notturna la luce diventa artificiale e quindi trasparente, rivelando preziosi bagliori dorati che si aggiungono a quelli già offerti dall'architettura barocca. Nell'altro trittico sempre stampato su raso "Uno, trentasei e sei" le cornici dorate diventano i moduli di una griglia ideale attraverso la quale Sighicelli filtra la realtà: l'immagine centrale rappresenta la finestra nella sua interezza, a sinistra campeggia un unico grande riquadro, a destra spicca un dettaglio di sei riquadri. Ancora altre dicotomie in gioco: l'universo diventa il particolare e viceversa; nulla è irreversibile. Il viaggio onirico culmina con la distorsione: la visione dello spazio attraverso il vetro artigianale risulta distorta nell'opera "Attraverso la singola finestra", dove la cornice di uno dei vetri della finestra diventa la cornice stessa della fotografia.

Ultimato il viaggio attraverso le prime sale, dove le opere di Sighicelli sono organicamente inglobate alle opere storiche di Palazzo Madama, convivendo e convincendo, si approda proprio alla Veranda Sud, dov'è è esposta l'opera che intitola la mostra. La fotografia richiama elementi della tradizione pittorica e cristallizza l'impressione di un momento: i riflessi caldi e freddi delle luci sembrano tradursi in pennellate che configurano un paesaggio allucinato, un delirio onirico. Come partire da un sogno e iniziarne un altro. 

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