Niente record ma le aste italiane sono ok

| Bene Blindarte, Wannenes, Farsetti e Pandolfini. In vista Hambledon e Warhol, stazionari gli artisti italiani. Ripresa significativa degli affari dopo un lungo periodo opaco

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Di Davide Cucinotta

In attesa di vedere come andranno le ultime aste italiane di arte moderna e contemporanea, è il momento di fare un rapido giro per vedere come sono andati gli altri appuntamenti significativi di questo giugno per il mercato del nostro Paese. E, in particolare, le vendite da Blindarte, Wannenes, Farsetti e Pandolfini che, complessivamente, hanno realizzato 7.748.952 euro (diritti inclusi), confermando l’ottimo andamento del nostro mercato.

Blindarte ha chiuso la sua asta del 4 giugno scorso con l’ottimo totale di circa 1.400.000 euro (diritti inclusi) e numerosi risultati di rilievo al termine di una vendita che ha fatto registrare una grande partecipazione sia di acquirenti italiani e che stranieri. Tra tutte, va  segnalata  l’eccellente aggiudicazione del dipinto di Andy WarholRitratto della Principessa Giovanna Pignatelli d’Aragona Cortés, venduto, dopo un’intensa gara telefonica per quasi 210.000 euro. Ma l’aggiudicazione che ha maggiormente colpito è stata, certamente, quella del grande e importante dipinto  dello street artist americano Richard Hambleton (nella foto una sua opera). Considerato tra i massimi esponenti della street art newyorchese, insieme a Keith Haring e Basquiat, Hambleton ha contribuito all’affermazione di un movimento che negli anni 80 ha radicalmente cambiato il modo di percepire l’arte. Il dipinto Opening del 1983, stimato 7-10.000 euro, dopo ripetuti rilanci tra la sala e telefoni, è poi stato aggiudicato ad un collezionista americano a quasi 185.000 euro, facendo registrare da Blindarte il nuovo record mondiale per l’artista. Bene la carta di Piero Dorazio del 1963 al lotto 193 che, stimata 4-6.000 euro, è stata aggiudicata a 9.920, mentre Three Cats (1985) di Walasse Ting stimata 7-10.000 euro è stata aggiudicata ad oltre 17.000 euro, così come E il suo contrario, bella tela di Antonio Scaccabarozzi eseguita nel 1973 che è stata aggiudicata ad oltre 17.000 euro partendo da un stima in catalogo di 7-10.000 euro.  Contese duramente anche tutte le opere di Salvatore Emblema e le due belle tele di Michel Majerus, mentre TBC di Richard Long, lavoro stimato 3.000/4.000 è stato aggiudicato ad oltre 8.000 euro. Infine, Archivio di Flavio Favelli è stato aggiudicato a quasi 6.000 euro, e molto bene sono andati anche  Alex Pinna e Raimondo Sirotti.

Wannenes, conferma il Realismo Magico. Record per un Boetti “bianco”

Continua l’ottimo momento di Wannanes  che chiude la sua asta del 7 giugno con un totale, diritti inclusi, di 1.147.410 euro e una vendita dalle numerose aggiudicazioni eccellenti a partire già dal primo lotto, Trincea con filo spinato di Otto Dix che, partendo da una stima in catalogo  8-12.000 euro raggiunge i 13.750 euro di aggiudicazione. Ottimo il risultato di Ubaldo Oppi, il Nudo alla finestra (lotto 205) è stato venduto a 13.750 euro, doppiando la stima massima e confermando l’ottimo momento del Realismo Magico e dalla pittura figurativa in generale. Uno dei trend che sembra caratterizzare questo primo semestre 2018. E bene va, infatti, anche Antonio DonghiVaso di fiori del 1936 al lotto 214 ha una stima massima di 50.000 euro che raggiunge in scioltezza per essere aggiudicato a 56.250 euro. Performance ottima per Piero Manzoni al lotto 244, la carta del 1957 aggiudicata per 32.500, Nuvolo al lotto 246 – il suo Senza titolo raggiunge i 25.000 euro – e Bruno Munari con Negativo-Positivo (1950): stimato 2-3.000 euro questo piccolissimo lavoro (40×40 cm) è stata venduta 27.500 euro. Scorrendo rapidamente i risultati, salta all’occhio l’ottima aggiudicazione di Fabio Mauri che raggiunge i 15.000 euro superando di molto, anche in questo caso, le stime in catalogo (3-5.000 euro). Molto bene Fontana al lotto 295 e Spoerri al 303 e anche Rotella, Salvo e Kolar. Tutti i lotti che contano passato il test fino ad arrivare al Boetti bianco che ha conquistato la coperta del catalogo: Sciogliersi come neve al sole (lotto 358), ricamo del 1988 viene aggiudicato 137.500 eurostabilendo un nuovo record di categoria. Mai un Boetti bianco aveva raggiungo una cifra simile. Infine, da citare, l’ottimo risultato di Franco Vaccari con il Dittico Warhol del 1989 (lotto 365) che viene venduto a 12.500 euro, seconda aggiudicazione di sempre per l’artista.

Alberto Savinio porta in alto l’asta Farsetti 

Ottimo risultato anche per Farsetti Arte che al termine delle due tornate di arte moderna e contemporanea dell’8 e 9 giugno, porta a casa un totale di 4.000.000 euro (diritti inclusi), confermando il trend di un mercato in cui il collezionista è sempre è più alla ricerca di sicurezze, concentrando la sua attenzione su opere di dichiarato valore storico-artistico, ben documentate ed archiviate. Ma soprattutto a firma di artisti le cui quotazioni siano solide e al riparo dai capricci delle mode. Ed infatti, anche nell’asta di Farsetti, i protagonisti sono stati i grandi artisti storici del Novecento, a partire da Alberto Savinio, in catalogo con l’opera Pégase che è stata aggiudicata per 272.200 euro.Tra le aggiudicazioni più significative della vendita pratese, sono poi da citare quelle per l’olio su tela di Ottone Rosai, Il gobbo alla finestra, venduto a 223.400 euro e per Combusione T.n.7 di Alberto Burri conquistata da un collezionista per 204.950 euro. E bene è andato anche Des nefs d’or di Jean Paul Riopelle, aggiudicato a 186.500, mentre Lotta di polpi di Carla Accardi a raggiunto i 149.600 euro di aggiudicazione. Ma tra gli artisti che hanno fatto registrare le performance migliori sono da citare anche Arnaldo Pomodoro, Giorgio De Chirico, Renato Guttuso e Luigi Ontani

Pandofini presenta le carte di Basquiat 

Per finire Pandolfini che ha chiuso la sua asta di arte moderna e contemporanea dell’11 giugno scorso con un totale di 1.201.542 euro (diritti inclusi) e un tasso di vendita del 65% in lotti e del 133% in valore, confermando il trend positivo che dalle ultime stagioni premia la scelta e le strategie del dipartimento che, lasciata Firenze, adesso batte a Milano. Tra i risultati di spicco, impossibile non citare l’aggiudicazione per quasi 300.000 mila euro delle 3 belle opere di Jean-Michel Basquiat che erano in catalogo. Sono le sue caratteristiche “cartoline” dei primi anni ’80 in cui tratta i personaggi e temi che gli sono propri: robot, guantoni e teschio. I tre Senza titolo, che provenivano da una importante collezione italiana, sono stati aggiudicati rispettivamente per 93.750, 62.500 e 131.250 euro (lotti 82-83-84). Da ricordare, poi, l’ottimo risultato di Tu beninteso cascellato (lotto 57),  grande lavoro del 1963 a terre colorate su tela riportato su tavola di Sebastian Matta, che è stato venduto per 56.250 euro. Ottima performance anche per Mario Schifano, il suo Senza titolo al lotto 45, un’opera molto significativa e di imponenti dimensioni raffigurante palme e cuori, non è passato infatti inosservato ed è stato aggiudicato a 31.250 euro. Premiato anche il lavoro di ricerca e selezione delle opere del maestro dell’astrattismo e geniale colorista Piero Dorazio con Tondo Doni II (lotto 32) che raddoppia la stima massima e chiude a 25.000 euro. Vanno inoltre ricordate le ottime aggiudicazioni per:  Il Lavoro, opera del 1933 di Mario Sironi(35.000 euro, lotto 35); Hans Hartung con un cartone del 1952 venduto a 40.000 euro, e la bella tecnica mista di AfroPiccolo Verticale I, aggiudicato per 27.500 euro. Buoni risultati anche per la scultura, guidata dal lavoro di Giò PomodoroMarat, scultura volume (lotto 101) venduto a 47.500 euro, mentre i due lotti di CeroliSI e NO, che sono stati aggiudicati per 10.500 euro (lotti 103 e 104).

 

 

 

 

 

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