Cina, l'esercito più potente del mondo

| L'incredibile sviluppo tecnologico di Esercito, Marina e Aviazione cinese in pochi anni sposta gli equilibri geo-politici in Asia. Un rapporto Usa denuncia il pericolo di un conflitto per conquistare Taiwan, baluardo occidentale in Asia

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L'ATENIESE*

Venti di guerra soffiano sul mare della Cina. Mentre gli osservatori europei sono concentrati sulla Brexit, sulla crisi Ue e l’avanzare dei populisti in Occidente, la Cina (teoricamente) comunista sta raggiungendo un preoccupante primato militare che rischia di cambiare completamente gli equilibri geo-politici del pianeta. Al centro, nuovi sistemi d’arma al vertice per le capacità offensive-difensive, il top dell’evoluzione teologica per le comunicazioni e le reti digitali in grado di neutralizzare un’eventuale offensiva nemica su tutti i fronti. Tanto che il Giappone è stato costretto a rinunciare in parte al solo appoggio militare Usa per potenziare tutte le specialità del suo esercito. In un preoccupante report di CNN e dei più importanti media specializzati Usa in armi e analisi, viene tracciato un quadro assai preciso e d estremamente allarmante:  “Negli ultimi anni la Cina ha attuato una serie di ambiziose riforme militari e ha acquisito nuove tecnologie per migliorare la sua capacità di combattere i conflitti regionali in luoghi come Taiwan, secondo un nuovo rapporto della Defense Intelligence Agency degli Stati Uniti", scrive CNN. £L'interesse di lunga data di Pechino a costringere alla fine la riunificazione di Taiwan con la terraferma e a scoraggiare qualsiasi tentativo di Taiwan di dichiarare l'indipendenza è servito come principale motore per la modernizzazione militare della Cina", rivela il dossier segreto "China's Military Power". Taiwan come pretesto? Forse. L’isola rientra nei confini geografici del Grande Paese ed appare logicamente legittimo che prima o poi dovrebbe tornare sotto la bandiera cinese. Ma Taiwan è anche il guardiano storico dell’Occidente e della Nato in quello scacchiere decisivo per le sorti del mondo. 

Nel rapporto si parte da una premessa: ogni mossa cinese è pianificata in base a un possibile intervento di Usa e alleati per difendere Taiwan: "l'anticipazione di Pechino che le forze straniere sarebbero intervenute in uno scenario di Taiwan ha portato l'esercito di liberazione del popolo a sviluppare una serie di sistemi per scoraggiare e negare la proiezione di forze regionali straniere”. Martedì scorso a Pechino, la Cina ha specificato chiaramente ai vertici della Difesa americana che non si prevede alcuna interferenza su Taiwan, secondo un rapporto sul sito web in lingua inglese dell'esercito cinese. Ma il modo di ragionare cinese è assai complesso: ”Se qualcuno tentasse però di dividere Taiwan dalla Cina, l'esercito cinese farà tutto il necessario per salvaguardare la riunificazione nazionale, la sovranità nazionale e l'integrità territoriale", ha minacciato il generale Li Zuocheng, membro della Commissione militare centrale cinese, rivolgendosi direttamente al capo delle operazioni navali statunitensi, l'Ammiraglio John Richardson, che è in visita di quattro giorni in Cina.

Il rapporto della DIA degli Stati Uniti stima che la spesa cinese per le sue forze armate "probabilmente ha superato i 200 miliardi di dollari" nel 2018, “triplicato dal 2002”. Ed è recente l’entrata in linea di una nuova classe di aerei ipersonici con caratteristiche stealth. “In un'introduzione scritta che accompagna la relazione, il direttore della Defense Intelligence Agency, il tenente generale Robert Ashley, ha scritto che la Cina ha usato una varietà di mezzi per acquisire tecnologia avanzata per rafforzare le sue capacità militari, nonostante alcuni paesi che tentano di limitare il suo accesso a quella tecnologia a scapito delle preoccupazioni internazionali sulle politiche di Pechino in materia di diritti umani”, osservano gli esperti della CNN.

"La Cina ha spostato fondi e sforzi per acquisire tecnologia con tutti i mezzi disponibili. Le leggi nazionali hanno costretto i partner stranieri di joint venture con sede in Cina a rilasciare la loro tecnologia in cambio dell'ingresso nel lucrativo mercato cinese, e la Cina ha usato altri mezzi per assicurare la tecnologia e le competenze necessarie", ha aggiunto Ashley in quello che devo restare un report segreto.

Mentre il rapporto riconosce che la Cina spende molto meno per la difesa dei circa 700 miliardi di dollari investiti dagli Stati Uniti nel 2018, specifica però che Pechino ha un vantaggio dovuto al fatto che la Cina non ha dovuto investire in costose attività di ricerca e sviluppo nuove tecnologie allo stesso livello degli Stati Uniti”, in una corsa che non potrà fermarsi mai.

"Piuttosto, la Cina ha regolarmente adottato le migliori e più efficaci piattaforme che si trovano nelle forze armate straniere attraverso acquisti diretti, retrofit o furto di proprietà intellettuale. Così facendo, la Cina è stata in grado di concentrarsi su come accelerare la modernizzazione militare ad una piccola frazione del costo originale. La Cina è sul punto di mettere in campo alcuni dei sistemi d'arma più moderni del mondo. In alcune aree, è già al primo posto nel mondo", aggiunge Ashley. Un alto funzionario della difesa ha confermato che gli Stati Uniti sono preoccupati perché  le maggiori capacità della Cina ora possono indurre i suoi comandanti militari a convincere i leader politici cinesi di potere conquistare facilmente Taiwan su un piano essenzialmente militare. E Xi Jinping potrebbe lasciarsi convincere a dare il via libera.

Una grande erscitazione aero-navale nel Mare Cinesa, degli Usa e dei suoi satelliti, avrebbe dovuto costituire un segnale di ammonimento alle mire di Pechino la ma risposta dell’estabilishment politico-militare cinese è stata gelida: “Abbiamo missili in grado di distruggere le forze nemiche”.

La relazione rileva che la grande maggioranza dell'arsenale missilistico cinese è in grado di colpire Taiwan, sottolineando al contempo che Pechino ha sviluppato nuovi sistemi d'arma come il bombardiere H-6 armato con i missili da crociera CJ-20, che, a suo dire, è in grado di colpire aree più lontane, come le installazioni militari statunitensi a Guam.

Dice: "La Cina ha costruito o acquisito un'ampia gamma di piattaforme avanzate", tra cui sottomarini, grandi navi da combattimento di superficie, pattuglie missilistiche, aerei da attacco marittimo e sistemi terrestri che impiegano nuovi e sofisticati missili da crociera antinave e missili terra-aria.

"La Cina ha anche sviluppato il primo missile balistico antinave e mobile su strada al mondo, un sistema specificamente progettato per attaccare le portaerei nemici”, spiega il rapporto, entrando nei dettagli.

"I leader cinesi sperano che il possesso di queste capacità militari possa scoraggiare le mosse proindipendenza da parte di Taiwan o, in caso di fallimento della deterrenza, permettere una serie di opzioni militari su misura contro Taiwan e un potenziale intervento militare di terze parti", dice il rapporto. All'inizio di questo mese Xi ha invitato Taiwan a rinunciare l’indipendenza e di abbracciare la madre patria con un accordo pacifico, secondo il modulo di Hong Khong, mantenendo cioè un’autonomia sostanziale. Xi Jinping avverte che l'indipendenza di Taiwan è finita in un vicolo cieco, il leader cinese ha aggiunto che "non facciamo alcuna promessa di rinunciare all'uso della forza. Ci riserviamo l'opzione per tutti i mezzi necessari".

In risposta al discorso di Xi, il presidente taiwanese Tsai Ing-wen ha detto che l'isola "non accetterà mai" un accordo in base all’idea di ”un paese, due sistemi" con la Cina. Mentre il rapporto dice che la Cina ha aumentato la sua impronta militare nel Mar Cinese Meridionale e ha piazzato ulteriori strutture militari su isole artificiali, il Pentagono sta valutando se la Cina sta ancora cercando di evitare un conflitto o di invece promuoverlo in modo aperto.

"Penso che entrambe le parti siano riuscite ad operare in modo professionale. Non è nell'interesse cinese una crisi ora nel Mar Cinese Meridionale. Penso che siano abbastanza a loro agio con i progressi che hanno fatto nella costruzione di questa infrastruttura laggiù, e poi lavorando su negoziati con gli altri stati richiedenti su un periodo più lungo", ha detto l'alto funzionario della difesa.

Durante la sua visita in Cina, Richardson ha detto che la Marina degli Stati Uniti continuerà ad inviare navi da guerra ovunque il diritto internazionale lo consenta, cosa che il Pentagono dice quando intraprende le cosiddette operazioni di "libertà di navigazione" vicino al territorio rivendicato in Cina meridionale nel Mar Cinese. "La Marina degli Stati Uniti continuerà a condurre operazioni di routine e legali in tutto il mondo, al fine di proteggere i diritti, le libertà e gli usi legittimi del mare e dello spazio aereo garantiti a tutti", ha concluso, tranchant, Richardson in un post dalla Cina pubblicato sul sito web della Marina degli Stati Uniti e ha anche chiesto alla Cina di evitare manovre pericolose durante le operazioni statunitensi.

"È importante che tutte le navi e gli aerei militari, le forze dell'ordine e civili, compresi quelli della Marina, della Guardia Costiera cinese e della milizia marittima delle forze armate popolari, operino in modo sicuro e professionale, in conformità con il diritto internazionale", ha affermato Richardson. ”Operazioni e comportamenti coerenti sono fondamentali per prevenire errori di calcolo".

Lo scorso autunno, il cacciatorpediniere cinese Lanzhou è arrivato a 45 metri di distanza dal cacciatorpediniere a missili guidati USS Decatur vicino alle isole Spratly in un incontro che gli Stati Uniti hanno definito "non sicuro”. La sensazione del Pentagono è che la Cina si stia lentamente, senza fretta, organizzando al meglio la sua opzione militare. Gli esperti quantificano in 2 anni almeno il tempo necessario, dopo lo scenario potrebbe cambiare di colpo. E nel modo più tragico possibile.

*Esperto di terrorismo internazionale

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