Jon Song-gil resta in Italia, familiari nei guai

| L'ex ambasciatore nordcoreano Jong Song-gil è sotto protezione in Italia dopo la richiesta di asilo politico. Con lui moglie e 3 figli. Ma nelle mani di Kim restano gli altri familiari, un clan potente e rispettato

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Pochi mesi fa un alto diplomatico, con moglie e tre figli, aveva chiesto asoli politico in Inghilterra con questa motivazione: “Voglio dar eun futuro ai miei figli". Adesso tocca all’ex ambasciatore reggente in Italia, Jo Song-gil, per oltre un anno a Roma, a chiedere asilo pure lui con  con la sua famiglia a inizio dicembre in un "imprecisato Paese occidentale”. Cioè il nostro Paese. In genere ai diplomatici di Pyongyang vengono trattenute le famiglie in patria, per scoraggiarne i propositi di fuga. Ma Jo-Song-gil ha alle spalle una potente famiglia di oligarchi legati da sempre al clan del dittatore Kim. C’è da immaginare cosa succederà, appunto, ai suoi congiunti che verranno in qualche modo ritenuti responsabili della clamorosa defezione che ha fatto il giro di tutti i media del mondo, eccetto quelli nord-coreani. I primi a darne notizia sono stati i media sudcoreani che hanno indicato nell’Italia il suo rifugio.  Lo riporta il quotidiano sudcoreano JoongAng Ilbo citando fonti anonime diplomatiche di Seul, in quella che sarebbe un'altra defezione di alto livello tra le fila dei funzionari di Pyongyang all’estero. Jo, ora "protetto" dalle autorità italiane "in un luogo sicuro", è stato, secondo quanto risulta all'ANSA, "incaricato d'affari" fino al 20 novembre. Il diplomatico è stato inserito in un programma di protezione di altissimo livello. E’ moto infatti che gli agenti di Kim sono in gradi di colpire e uccidere i traditori fuggiti all’estero, come il fratello del dittatore, Kim Jong Nam, avvelenato da due donne con una dose di gas nervino mentre era in un aeroporto malese in attesa di imbarcarsi.

   

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