Autostrade in Europa
quanto costano i pedaggi?

| Alta stagione e week end, anche verso l’estero: ma come funziona il sistema autostradale all'infuori dei confini nazionali? Guida a regole e norme europee

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di Anna Capuano

I pedaggi autostradali in Italia

È bene partire da casa nostra: come è noto, proprio all’inizio di quest’anno la rete autostradale nazionale ha fatto registrare l’incremento delle tariffe su larga parte dei tratti, che sono costati in media agli automobilisti italiani il 2,74% in più rispetto al 31 dicembre 2017 (anno in cui gli aumenti costarono in media solo lo 0,77 per cento in più).

La situazione negli altri paesi

Ebbene, nonostante la lievitazione delle tariffe, le autostrade italiane risultano tra le più economiche d’Europa, stando alle rilevazioni della società Autostrade per l’Italia (che però si basa sui costi aggiornati al 2016!). In media, gli italiani pagano 7,31 cent a km, mentre in Francia si sale a 8,66 cent, in Spagna a circa 12 e nel Regno Unito si sfiorano i 16 cent. I più “economici” sono i tratti autostradali portoghesi, per cui si spendono 6,6 cent a km.

La “vignetta” austriaca

Ci sono poi altri sistemi nazionali che non prevedono un pedaggio "a consumo", ma l’acquisto di un ticket unico valido per un determinato periodo di tempo: il caso più famoso è quello della "vignetta Austria", ovvero il bollo autoadesivo con il quale si paga il pedaggio autostradale nel Paese d'Oltralpe. Sono previste tre tipologie di vignetta: quella da 10 giorni costa 9 euro, quella che vale per due mesi 26,20 euro e, infine, la vignetta annuale che arriva a 87,30 euro per le auto, mentre per le moto la tariffa è la metà per tutte le tipologie. Quest'anno il costo dei pedaggi è salito anche in Austria, visto che il bollo costa in media l’1% in più dell'anno scorso, mentre il colore scelto per identificare la vignetta 2018 è il rosso ciliegia, così da non confonderla con quella dell'anno precedente. In tema novità, inoltre, l’Austria ha fatto debuttare la cosiddetta “vignetta digitale”, che non prevede l’esposizione del bollo sul parabrezza ma funziona grazie a un collegamento diretto con la targa del veicolo tramite un sistema online.

La situazione in Svizzera

È in vigore un sistema simile a quello austriaco, con bollino obbligatorio per tutte le autostrade. La differenza è che non esiste alternativa al contrassegno annuale, che copre gli spostamenti effettuati dal 1° dicembre dell’anno precedente al 31 gennaio del successivo e costa 40 franchi (all’incirca 32 euro). Se l’auto monta rimorchio o roulotte è necessario acquistare un contrassegno addizionale.

La Germania resta gratuita

A questo elenco manca la Germania, che ha adottato un sistema decisamente differente e vantaggioso per gli automobilisti: sulle autostrade tedesche non si pagano pedaggi, anche se un tentativo di cambiare le cose è stato effettuato l’anno scorso, provocando una dura reazione da parte della Comunità Europea. Su proposta del ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrindt, anche la Germania avrebbe dovuto adottare a partire dal 2019 la vignetta, ma il costo del pedaggio sarebbe stato detraibile solo dalla tassa di circolazione per le vetture immatricolate in Germania.

Insomma, a pagare le autobahn tedesche sarebbero stati in pratica solo gli automobilisti stranieri; una mossa che ha fatto scattare la reazione dei Paesi dell’UE, capeggiati dall’Austria, che hanno invocato il rispetto dei principi di libera circolazione su cui si fonda l’Unione, ottenendo poi la vittoria burocratica, con la decisione del Parlamento europeo di bocciare la normativa della Germania.

Gli altri paesi

Bollino obbligatorio anche in Romania, Slovacchia, Repubblica Ceca, Romania e Slovenia, malgrado siano soltanto cinque i tratti autostradali soggetti a pagamento.

Autostrade gratuite in Gran Bretagna e Ungheria, pedaggio autostradale leggermente più complicato in Spagna: generalmente è previsto il pagamento, anche se alcuni tratti sono gratuiti e altri ancora necessitano di abbonamento.

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