Alfa Romeo vola in Germania

| Nello scenario dell’addio di Marchionne, entra in scena il destino del marchio di Arese, che fa gola ai tedeschi di VW da tempo. Sarebbe il quarto marchio italiano dopo Italdesign, Lamborghini e Ducati: Italia-Germania 0-4

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Sono i pezzi di un puzzle che si gioca fra i piani alti del Lingotto di Torino e quelli di Detroit, e che lentamente prendono forma per mostrare un quadro a cui sarà meglio fare l’abitudine: il gruppo FCA, a breve, potrebbe non esistere più.

Dopo le notizie, in attesa di conferma (ma giunte da fonti più che attendibili), delle serissime intenzioni di cedere il brand Fiat ad uno dei tanti colossi cinesi dell’auto, torna a prendere forza l’ipotesi di una scalata al marchio Alfa Romeo da parte di Volkswagen.

Se ne parla da un po’, ma a rallentare i cordoni della borsa della spesa tedesca ci ha pensato il “Dieselgate” che ha costretto il gruppo tedesco a mettere mano al portafoglio, ma ora, passato il peggio, i contatti fra Torino e Wolfsburg parrebbero di nuovo intensi e frequenti, certificando in questo modo anche il destino del marchio di Arese, che fin dall’inizio sembrava non dover entrare nella trattativa cinese insieme a Maserati, l’unico marchio verso cui gli eredi Agnelli sembrano aver piacere di mantenere nei possedimenti. A meno di ripensamenti.

Storicamente non sarebbe la prima volta che i tedeschi, padri e madri di robusti colossi dell’automobile, mostrano interesse verso i motori italiani: Lamborghini, Italdesign e Ducati lo dimostrano ampliamente.

Ma questa volta c’è anche qualcosa in più, il nome di un manager che conosce bene tutte e due le realtà: Luca De Meo, attualmente presidente di “Seat” ma con un passato professionale che vanta parentesi in Lancia, Fiat, Abarth e la stessa Alfa Romeo. Nel 2009 lascia il gruppo Fiat - secondo qualche “rumors” in modo non proprio pacifico - per sbarcare a Wolfsburg, quartier generale del colosso Volkswagen.

Un passato, una conoscenza profonda dei meccanismi e del reale valore di Alfa e magari un velato desiderio di vendetta che oggi gli permette il ruolo di traghettatore e di futuro a.d., tornando dove tutto era iniziato da vero vincitore. Ma Marchionne, su cui tutto si può dire ma sicuramente sa fare il proprio mestiere, non è tipo da cedere facilmente alle lusinghe, e proprio in questo rientrerebbe l’operazione di riportare Alfa Romeo in F1, per alzarne notevolmente il valore e arrivare velocemente ad una quota di mercato che possa trasformarsi in una ghiotta base di partenza delle trattative.

L’interesse di Volkswagen, facendo i conti in tasca, affonda in calcoli perfetti: Alfa Romeo sarebbe la carta giusta per rafforzarsi ulteriormente e riprendere la leadership dei mercati mondiali, sfilata qualche tempo fa dalla triplice alleanza Nissan-Renaul-Mitsubishi.

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