Gas di scarico sulle scimmie
un nuovo scandalo scuote l’auto

| A svelarlo è il New York Times, che racconta di test per verificare la pericolosità o meno dei gas emessi dalle auto. Sotto accusa Volkswagen, BMW e Daimler

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A scatenare quello che si annuncia come un nuovo putiferio sul mondo dell’auto è un dossier svelato dal “New York Times” e ripreso dal quotidiano tedesco “Bild”. Sotto accusa questa volta finiscono Volkswagen, BMW e Daimler, la “trimurti” dell’auto teutonica, accusate di aver sottoposto ad alcuni terribili test nel 2015 un gruppo di scimmie. I primati, sarebbero stati rinchiusi in una gabbia della “Lovelace Respiratory Research Institute” del Messico, e resi più arrendevoli grazie alla presenza di un televisore su cui venivano trasmessi cartoni animati in grado di distrarli. Tutto questo mentre nelle gabbie erano introdotti velenosi gas di scarico per sessioni di almeno quattro ore. Motivo della tortura: fare chiarezza - e magari smentire - le tesi dell’OMS, l’organizzazione mondiale della sanità, che due anni prima aveva messo sotto accusa i gas di scarico, da considerare altamente cancerogeni.

Fra i primi a scendere in campo dopo la rivelazione del New York Times è stato Klaus Kronaus, acceso protagonista in Germania di campagne anticavie e antivivisezione: “Le scimmie sono animali che si muovono di continuo: costringerle a stare sedute per ore è la prima violenza, a cui si aggiunge la tortura dei gas di scarico”.

Fiutando nell’aria l’inconfondibile odore di bruciato, e ancora scottata dallo scandalo “Dieselgate”, è Volkswagen il primo marchio a chiedere pubblicamente scusa: “Siamo convinti che il metodo scientifico scelto in quella circostanza fosse sbagliato”.

Non è la prima volta che i laboratori di ricerca automobilistica finiscono sotto accusa: negli anni Cinquanta era esploso uno scandalo enorme, quando qualcuno ha rivelato che i maggiori costruttori automobilistici mondiali utilizzavano cadaveri per testare l’efficacia dei sistemi di sicurezza. Per correre ai ripari nascono i “dummies”, i manichini da laboratorio che nessuno piange.

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