La nuova Portofino, una spider da 320 kmh I designer Ferrari scelgono la leggerezza

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Servizio di GERMANO LONGO
Non poteva essere più evocativo, il nome della nuova Ferrari scoperta. Si chiama Portofino, come il piccolo comune ligure che secondo i dati ufficiali conta soltanto 420 abitanti, ed è uno dei borghi più celebri, celebrati, amati, esclusivi e invidiati d'Italia. La maison di Maranello, simbolo assoluto del made in Italy, per celebrare i propri 70 anni ha voluto accoppiare esclusivo ad esclusività, dando spazio ad una Gran Turismo da considerare l'erede della fortunata California, altra scoperta che a Portofino, o giù di lì, si intonava benissimo.

La nuova "2 + quasi 2" made in Maranello, che per quanto irriverente è da considerare un po' l'entry-level della gamma Ferrari, debutterà a Francoforte fra qualche settimana, ma come ogni creatura nata in provincia di Modena meritava un anticipo che la togliesse dal polverone di novità che qualsiasi salone alza, per darle il giusto risalto. All'appuntamento tedesco, dove vivrà la prima passerella pubblica dopo la presentazione ufficiale, resterà solo da svelare il prezzo, che secondo alcune voci non dovrebbe superare i 200 mila euro.

L'obiettivo dichiarato dalla Ferrari, proprio dopo l'esperienza della California, è quello di consolidare il segno "Rosso" nel segmento delle scoperte d'alto lignaggio, assicurando alla clientela sì il piacere del vento fra i capelli, ma con un contorno fatto di eleganza e sportività.

Sotto il cofano pulsa a dovere il ben noto V8 biturbo (per due volte premiato come Engine of the Year), per l'occasione portato a 600 CV, 40 in più della California, rivisitato in alcuni componenti meccanici – pistoni, bielle e scarichi - nella taratura del software e nella gestione della potenza, che la rende la scoperta con tetto reatrattile più potente mai uscita dalle sacre officine di Maranello. A dare una mano nella gestione dei 320 km/h (con accelerazione 0-100 in 3,5 secondi) ci pensa un bel po' di elettronica: il "Variable Boost Management", capace di regolare la coppia in base alla marcia, per regalare accelerazioni brucianti ma con un occhio ai consumi, e l'E-Diff3, il differenziale posteriore elettronico giunto alla terza generazione e integrato al "F1-Trac" che agisce sul grip, e per finire il debutto su una Gran Turismo dell'ESP. Due parole anche sulle sospensioni magnetoreologiche nate per assorbire quanto più possibile le asperità del manto stradale riducendo il rollio.

Anche il telaio è totalmente inedito, e rispetto al modello precedente permette di risparmiare qualche kg. L'hard top rigido retrattile, il bagagliaio tutto sommato capiente e i due posti posteriori (ci sono, ma sono consigliati per brevi spostamenti), la rendono una coupé-convertibile dal design molto simile al concetto di "fast-back".

Non meno cura per gli interni, con un nuovo sistema di infotainment con touch screen da 10,2", il clima studiato per fare gli straordinari a capote aperta, i sedili elettrici con 18 regolazioni e un po' di spazio, ma non troppo, per i passeggeri posteriori.

A proposito, grande la soddisfazione del Comune di Portofino, che per voce del sindaco Matteo Viacava ha ringraziato la Scuderia per avere scelto proprio il piccolo borgo ligure: in fondo uno dei posti dove sarà più facile avvistarla.

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