Mezzi di elettrificazione di massa

| È Volvo, il primo marchio a dire addio a diesel e benzina. Una decisione che fa il paio con un annuncio simile arrivato dalla Francia. Due passaggi fondamentali per arrivare ad un parco auto circolante fatto di mezzi che lasciano in pace i polmoni de

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Di Davide Cucinotta

È un po' come quei video virali che circolano in rete, con i lunghissimi percorsi realizzati con le tesserine del domino: basta far cadere la prima, e tutte le altre seguono, in modo inesorabile. Anche il mondo dell'auto funziona così: quando un traguardo viene raggiunto, tutti gli altri si adeguano, pena rischiare grosso.

La nuova frontiera dell'automotive è la corsa all'elettrico, una terra di conquista che finora ha vissuto di momenti esaltanti e altri di fiacca, ma a cui bene o male non manca più nessuno. Eppure siamo solo all'inizio, perché nelle ultime ore un paio di annunci sono destinati a cambiare il futuro prossimo, imprimendo un'accelerazione che ancora scarseggiava. Perché all'appello, fra sperimentazioni e buone intenzioni, mancava solo la decisione di un marchio.

Volvo chiude un'epoca

Poche ore fa, Håkan Samuelsson, presidente e CEO di Volvo Cars, ha ufficializzato una decisione che era nell'aria da un po': dal 2019, due anni appena, ogni nuovo modello Volvo avrà un propulsore elettrico, che sia full electric, ibride plug-in o mild-hybrid non importa. Quel che è più importante sarà la possibilità di scegliere, senza sentirsi penalizzati da modelli creati apposta, spesso bruttini, com'è successo finora. Per essere ancora più chiari: è un addio graduale ma definitivo all'epopea delle auto diesel e benzina. "È la gente a chiedercelo - ha dichiarato Samuelsson - in modo esplicito e crescente".

Un'offensiva accompagnata dall'annuncio di cinque nuovi modelli full-electric lanciati sul mercato nel biennio 2019-2021, tre a marchio Volvo e due griffate "Polestar", il brand riesumato dal passato del marchio svedese per diventare sinonimo di alte prestazioni. "Abbiamo in mente il traguardo del milione di auto elettrificate vendute entro il 2025 - ha chiosato il CEO di Volvo - e quando l'abbiamo detto eravamo seri".

Stati di elettrificazione

A fare da eco all'annuncio epocale di Volvo, si sono aggiunte in queste ore le parole di Nicolas Hulot, ministro per l'ambiente francese, che presentando il piano studiato per raggiungere gli obiettivi del "Cop21" (la conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici di due anni fa), non ha lasciato alcun dubbio sulle intenzioni del paese transalpino: "Livello zero delle emissioni di CO2 entro il 2050". Un periodo relativamente breve, anticipato dal definitivo blocco delle vendite di vetture benzina e diesel entro il 2040.

Ma la Francia non è il primo paese a scendere in campo in modo così esplicito. Un anno fa, l'Olanda aveva fatto la stessa cosa, stabilendo la data del 2025 per l'addio a benzina e diesel. E lo stesso si attende dagli altri paesi aderenti alla "Zero-Emission Vehicle Alliance" che comprende Germania, Norvegia, Regno Unito e numerosi stati americani (Connecticut, Maryland, Massachusetts, New York, Oregon, California, Rhode Island e Vermont, a cui aggiungere il canadese Québec).

L'obiettivo è ambizioso, ma lascia ben sperare per il futuro del pianeta: ridurre di un miliardo di tonnellate all'anno le emissioni di anidride carbonica.

Italia, o cara

Grazie a campagne, sconti e incentivi, l'elettrico in Europa fa segnare un aumento del 4,5%, con 102.625 veicoli immatricolati. Buona parte del merito va proprio ai francesi, primi in classifica per vendite, seguiti da Norvegia, Germania e Regno Unito.

La cenerentola, manco a dirlo, è l'Italia: 995 immatricolazioni nei primi sei mesi di quest'anno, poco ma comunque il segnale di un'attività cerebrale ancora viva, se si contano i 690 veicoli, fra elettrici e ibridi, messi insieme lo scorso anno.

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