Gordon Ramsay e le cene a base di coca

| Una confessione che in realtà si aggiunge ad una lunga teoria di abusi di ogni genere in cui i signori dei fornelli finiscono per cadere pur di reggere

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Altro che attività rilassante e creativa: gli stress a cui sono sottoposti i maghi dei fornelli sono cosa nota. Si parla da tempo di dipendenze piuttosto diffuse come droga e alcolismo, senza scordarsi di arrivare al gesto estremo del suicidio. Le pressioni sono immense, così come lo sforzo per rimanere al top e riconquistare ogni anno stelle e riconoscimenti che significano la gloria.

Di droga hanno parlato apertamente Anthony Bourdain, chef e gola profonda della ristorazione londinese, e Marco-Pierre White, giovanissimo e talentuoso mago dei fornelli premiato con le tre stelle Michelin. Ma fa comunque notizia scoprire che Gordon Ramsay,  chef scozzese reso celebre da contest televisivi in cui strapazza i concorrenti, ha rilasciato un'intervista a cuore aperto in cui ha ammesso di essersi trovato in situazioni imbarazzanti. La confessione, rilasciata all'emittente "Radio Times" e subito ripresa dal quotidiano "The Guardian", è di quelle che scottano assai. Ramsay, oggi "titolare" di 14 stelle Michelin sparse per i 23 ristoranti del suo impero, ha raccontato di alcune cene in cui i clienti gli chiesero espressamente di preparare alcuni dolci in cui, al posto dello zucchero a velo, pretendevano cocaina.

Gordon li accontentò, lasciando il locale subito dopo piuttosto scosso, visto che solo qualche anno fa, uno dei più fidati collaboratori della sua brigata è morto proprio a causa di un'overdose da cocaina. "La coca è il piccolo sporco segreto del nostro mestiere - ha chiosato Ramsay - ma non solo: ricordo un'altra volta in cui un cliente si portò il piatto in bagno per poter sniffare in santa pace".

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