Chi uccise Tatiana? Manager indagato

| Dieci anni fa Tatiana Tulissi, 37 anni, fu trovata morta nella villa del convivente, un imprenditore di una facoltosa famiglia del Nord-Est. Ora è indagato per omicidio volontario. La famiglia: "Vogliamo ricordarti com'eri"

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di  ALBERTO C. FERRO

Dieci anni fa, Tatiana Tulissi, 37 anni, fu trovata morta, uccisa con 5 colpi di pistola esplosi da un revolver Astra Special calibro 38, nella villa dove abitava con il suo convivente, l’imprenditore Paolo Calligaris, a Manzano (Udine). La famiglia, che non ha mai smesso di lottare per avere giustizia, ha fatto pubblicare un necrologio sul Messaggero Veneto. Una foto e poche parole: “Vogliamo ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi”.  Ed è di poche ore fa la notizia di una riapertura delle indagini, con una seconda iscrizione di Paolo Calligaris nel registro degli indati della procura di Udine, con l’ipotesi di omicidio volontario aggravato. Anni fa la prima inchiesta si era conclusa con una doppia archiviazione: quella di Paolo Calligaris poiché “Non c’era alcuna prova che quella sera l'indagato fosse nella villa armato” e anche quella del figlio Giacomo, allora minorenne (figlio di primo letto del manager), poiché, quel giorno era passato nella villa con il suo Quad per fare una riparazione. Ma non sarebbero stati fatti accertamenti sui pneumatici del mezzo per vedere se si fossero macchiati del sangue della vittima. 

Tatiana, quel giorno, aveva lasciato il lavoro (era impiegata in un mobilificio) alle 17:20, anche se il delitto fu fatto risalire alle 17:30. Era sola in casa e come tutti i giorni d’inverno, accendeva la stufa: era scesa in garage per prendere la legna, dove l’assassino la stava aspettando.

Tatiana Tulissi, 37 anni


 

Era una giovane donna bionda e solare, e mai aveva manifestato disagio o malessere con i genitori o gli amici, nei giorni precedenti al delitto. Era separata da parecchi anni, così come Paolo Calligaris che però aveva avuto due figli dal precedente matrimonio. Adolescenti comunque accettati da Tatiana, che con loro aveva stabilito un buon rapporto. Nei piani della coppia non c’era ancora un nuovo matrimonio ma gli amici sono concordi nel definire quell’unione felice, in apparenza idilliaca. Avevano l’hobby delle escursioni in montagna e delle immersioni subacquee, condividevano le stesse passioni, le vacanze, tutto.

Astra 38 special, l'arma del delitto


Paolo Calligaris e il figlio, alla 18:30 di quel giorno, rientrando a casa dal lavoro, trovarono il corpo e diedero subito l’allarme al 112. I carabinieri all’inizio pensarono a una rapina finita male, ma c’erano troppe incongruenze: lei aveva addosso gioielli e un orologio, in casa c’erano soldi e oggetti di valore ma il “rapinatore”, entrato in casa senza alcun segno di scasso (aveva la chiave?) era fuggito senza prendere nulla. Aveva prima sparato 2 colpi nella schiena di Tatiana, che aveva tentato di fuggire - da qualcuno che conosceva? - poi il colpo di grazia in testa. Non è, in genere, il comportamento di un ladro sopreso a rubare da un proprietario disarmato e inerme. 

I carabinieri hanno cercato per anni la Special Astra Calibro 38, nei dintorni della villa, immersa nel verde ma non isolata, ma anche altrove, senza risultato. Qualcosa deve però essere emerso nei confronti del convivente di Tatiana che ha sempre dichiarato che, nell’ora del delitto, lui era a lavorare. Ma gli investigatori potrebbero avere spostato l’ora di almeno 45 minuti, dalle 17:30 alle 18:15, e in questo caso l’alibi dell’imprenditore, rampollo di una facoltosa famiglia del Nord-Est, traballerebbe.

Ci sarebbero poi “comportamenti incongrui” da parte sua nel corso degli anni, e (forse) una testimonianza coperta dal segreto. La madre di Tatiana (il papà è morto distrutto dal dolore) e i familiari si sono battuti stranamente per la riapertura delle indagini, affidate nel corso degli anni a tre pm diversi. L’ultimo sembra deciso ad andare avanti, sino in fondo. 

E’ un giallo, per certi versi, affascinante e angosciante insieme. Tutti ricordano Tatiana come una “ragazza forte che non si faceva spaventare facilmente, capace di riparare un lavandino o di spaccare la legna”. Una donna dal perenne sorriso e dal perenne ottimismo. Uccisa perchè? Nel movente la chiave del delitto.

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