Se il serial killer muore di crepacuore

| Serghei Tkach, 66 anni, è morto perché la moglie Elena non gli scriveva più, né andava in carcere a visitarlo. Ha ucciso 100 donne, anche bambine. Stuprate e strangolate nell'arco di 25 anni

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I criminali simili a Sergey Tkachm, un serial killer con 100 vittime accertate - secondo la legge ucraina - aveva  diritto alla visita coniugale tre giorni ogni due mesi. Ma è morto di crepacuore quando s’è sentito abbandonato dai suoi familiari. Tkach, che dava la colpa delle sue atrocità all'alcolismo, ha dichiarato più volte che la sua unica ragione di vita era  "l'amore di mia figlia e di mia moglie”. L'ufficiale della prigione di Zhytomyr ha riferito al Guardian: "La moglie di Tkach non faceva più visita dall'estate scorsa, e crediamo sia morto di crepacuore".

La moglie Elena, pur ammettendo che “i suoi modi erano gentili ed educati, quasi magnetici” ha cancellato il suo account social dopo un ultimo post: "Il governo mondiale, gli Illuminati e i sionisti sono a caccia dei miei dati personali. Sto andando sottoterra”. Gli aveva scritto decine di lettere d’amore, poi stop. Tkach era un detective della polizia sovietica prima di iniziare a uccidere per oltre 25 anni. Ha stuprato le sue vittime, tutte le donne tra i 9 e i 17 anni, prima o dopo averle uccise.

Serghei Fedorovich Tkach era nato il 15 settembre 1952 a Kiselyovsk, Russia SFSR, Unione Sovietica. Aveva  prestato servizio nell'esercito sovietico, e secondo i vicini ha dichiarato di essere un veterano dell'invasione sovietica dell'Afghanistan. Tkach ha lavorato come investigatore penale della polizia nella regione del Kemerovo Oblast, fino a quando non è stato scoperto a falsificare delle prove e costretto a dimettersi. In seguito ha svolto numerosi lavori diversi prima di trasferirsi in Ucraina nel 1982, dove ha ricominciato a lavorare come investigatore penale della polizia, nella regione di Dnipropetrovsk.

Nel 1984, giovani donne e ragazze avevano iniziato a scomparire in tutta la regione di Kharkiv Oblast, Zaporizhia Oblast, Dnipropetrovs, Crimea in Ucraina orientale, non distante da dove Tkach ha vissuto e lavorato. Le sue vittime, di età compresa tra i 9 e i 17 anni,  sarebbero state stuprate, soffocate e, dopo la loro morte, umiliate con atti di necrofilia sui loro corpi. Tkach ha usato la sua conoscenza della polizia per isviare le indagini sulle sue uccisioni, come la scelta di nascondere le vittime vicino alle linee ferroviarie recentemente trattate con catrame per distogliere i cani molecolari dal suo odore.

Condannato per l'omicidio di 37 donne tra il 1980 e il suo arresto nel 2005, ma sospettato di aver ucciso altre 100 persone, è morto a 66 anni. I resti di Tkach sono già stati sepolti in una tomba anonima in un cimitero di Zhytomyrto per persone che non possono essere identificate. Qui riposa anche Anatoly Onoprienko, la cosiddetta "Bestia dell'Ucraina", che ha ammesso l'omicidio di 52 persone, morto nel 2013. Onoprienko e Tkach erano compagni di cella fino al decesso del primo, morto anche lui per insufficienza cardiaca.

 
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