È morto Fernando Aiuti

| L’immunologo, 83 anni, si è battuto per tutta la vita contro i pregiudizi verso i malati di Aids. Celebre il bacio ad una donna sieropositiva. La Procura indaga per possibile suicidio

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Nel 1991 la differenza fra Hiv e Aids quasi non esisteva: era una peste, una malattia da drogati o omosessuali. Nel novembre di quell’anno si era portata via Freddie Mercury, una delle vittime più celebri. Un mese dopo, il 2 dicembre 1991, alla Fiera Campionaria di Cagliari, Fernando Aiuti, immunologo celebre per le sue campagne contro la demonizzazione dell’Aids, baciava sulle labbra Rosaria Iardino, una donna di 25 anni sieropositiva da otto. Un gesto eclatante, per scacciare l’insistenza di certe “fake news”, che raccontavano l’estrema pericolosità della malattia, a cui bastava una stretta di mano o un bacio per fare nuove potenziali vittime.

Il professor Fernando Aiuti è morto questa mattina al Policlinico Gemelli di Roma: aveva 83 anni. Una vicenda non del tutto chiara, che ha spinto la Procura della Repubblica ad aprire un’inchiesta per accertare l’ipotesi che circola da ore, secondo cui l’immunologo si sarebbe suicidato. La morte, si legge in una nota diffusa dal Policlinico, “è sopravvenuta per complicanze immediate di un trauma da caduta dalla rampa delle scale adiacenti al reparto di degenza”.

L’immagine di quel bacio resta ancora oggi una delle più potenti icona degli anni Novanta: è stato il primo gradino verso un cambiamento di atteggiamento versi i malati, e aveva dato enorme visibilità alle teorie di Fernando Aiuti, classe 1935, immunologo di Urbino, fondatore presidente onorario dell’Anlaids, l’Associazione Nazionale per la Lotta contro l’Aids. Laureato in medicina e chirurgia a Roma nel 1961, nel 2008 era stato eletto al Comune della Capitale come capolista del Popolo delle Libertà: ci riprovato nel 2013, con Gianni Alemanno, ma era andata male.

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