Voleva vendere online il cane di Valentina

| Il comportamento lucido e diabolico del tranviere dopo il delitto, respinge al mittente i giochi erotici consegnati quella stessa mattina poi tenta di vendere Zen, amato cane della sua vittima con un annuncio nella bacheca Atm

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Lucido. Durante la notte l'assassino di Valentina Faoro, Alessandro Garlaschi, il tranviere milanese che le aveva fatto credere che la moglie fosse sua sorella, aveva messo in vendita Zen, il cane della 19enne, sulla bacheca di vendite online dell'Atm. E, con il cadevere della sua vittima mezzo infilato in una valigia, aveva pensato bene di rimandare al mittente due pacchi che il corriere gli aveva consegnato quella stessa mattina: oggetti erotici e un collare sadomaso. Ma lui, con le mani ancora sporche di sangue aveva respinto al mittente i gadget a luci rosse, forse perchè stava già elaborando una strategia difensiva. Non pago, era andato a casa della suocera, dove c'era la moglie, convicendo le due donne a seguirlo nella casa dove c'era la morta, per convincerle che lui si era "solo difeso da un'aggressione". Ma Valentina è morta uccisa da 46 coltellate, Poi aveva tentato di ripulire dal sangue il pavimento e aveva nascosto le povere cose che la ragazza aveva con sè. Quando gli hanno chiesto perché del corpo in valigia, lui ha detto che "la visione delle viscere fuori dalla pancia gli faceva senso", e voleva nascodere l'orrore alla sua vista. Troppo sensibile, quest'uomo che aveva accolto in casa la ragazza dal "passato difficile" per "fare un'opera di bene", quando al contrario aveva in testa ben altre mire. 



MESSAGGI DAL CONTENUTO ESPLICITO

"Ciao bimba sai che tvb. E ci tengo un casino a te! Ti giuro e te lo scrivo, sei dentro al mio cuore. A stasera... quando rientro fammi qualcosina...e non solo un dvd...". Poche parole dal tono ambiguo scritte con la biro blu su un foglietto lasciato sul comodino della camera dove dormiva Valentina Faoro. Altro che lite per scegliere il film da vedere. Il movente, secondo il gip, nasce dalle avances respinte da Valentina. Resta in carcere Alessandro Garlaschi, che ha ucciso Valentina Jessica Faoro, 19 anni, con 10 coltellate. Ed è emerso che, pochi giorni prima dell'omicidio, aveva tentato una prima aggressione a sfondo sessuale ma la ragazza aveva chiamato i carabinieri. La storia della discussione e poi lite per il film da vedere in tv, appare sempre di più una patetica bugia. L'ultimo messaggio di Valentina a Garlaschi è esplicito: "Ridammi la stanza". Lei si era allontanata, lui continuava a presidiarla in attesa che ritornasse. Davanti al gip aveva scelto di non rispondere alle domande. Imbottito di psicofarmaci, ha ripreso la sua vita in carcere, strettamente sorvegliato. Minaccia il suicidio, il tranviere di 39 anni accusato dell'omicidio di Valentina, chiuso in isolamento in una cella di San Vittore, a Milano.



Valentina stava per fargli un'iniezione di insulina perchè lui soffre di diabete e l'aveva accolta in casa proprio per questo e anche per affidarle i lavori domestici. "Dovevamo scegliere un film da vedere in tv insieme, e abbiamo ltiigato per questo... lei è andata e prendere un coltello in cucina e mi ha aggredito, ho afferrato la lama per disarmarla l'ho rigirata contro di lei, nello stomaco". Dieci coltellate, tre mortali. Poi il tentativo di disfarsi del cadavere, con l'idea di bruciarlo o farlo a pezzi, visto che è di moda, e nasconderlo in una valigia. Infine la decisione di costituitrsi: nel frattempo la moglie è stata scagionata da ogni sospetto, quella notte era andata a dormire dalla madre.





LA STORIA DI VALENTINA, DI PAMELA, DI TANTE ALTRE....

Non si era ancora spento l'eco dell'orribile delitto di Macerata, con il cadavere sezionato di Pamela Mastropietro, 18 anni, e già si piange un'altra vittima, Valentina Jessica Faoro, 19 anni, altra ragazza con un passato difficile uccisa dall'uomo-orco che fingeva di aiutarla in nome di una astratta neutralità. "Dai, ti do una mano, vieni a casa mia, fai qualche lavoretto per me e mia moglie, e intanto ti riprendi un po', niente soldi, semmai ti diamo qualcosa noi...". A lei non sembrava neanche vero. Un passato difficile, da una comunità all'altra, incontri sbagliati, un futuro incerto. Per l'orco di turno è manna che cade dal cielo. Il profilo di queste vittime di balordi "normali" è spesso simile. Più sei fragile e indifeso, più il lupo vince facile. Quei coniugi così ospitali, generosi, altruisti. L'avevano accolta nella loro casa per affidarle lavori domestici in cambio dell'ospitalità. Invece il tramviere milanese Alessandro Garlaschi, 39 anni, un passato da stalker, aveva ben altre cose in testa. Era conosciuto per il record di incidenti sul tram Atm che gli avevano affidato, e solo di recente aveva rirpeso il suo lavoro. Famoso per aver centrato un'auto dei "ghisa" rea di essere parcheggiata a filo dei binari, l'aveva vista ma distrutta per una questione di rigida interpretazione delle norme. Valentina gli aveva creduto. Aveva creduto al suo gesto generoso, confermato dalla moglie poi lungamente interrogata. Al primo rifiuto alle sue avances, l'ha accoltellata e uccisa. Quattro fendenti, allo stomaco e all'addome. Poi ha cercato di bruciarne il corpo, di infilarlo in una valiglia, alla fine ha cercato di una exit strategy nell'accusare la vittima di averlo aggredito. Ma i poliziotti gli hannno fatto gentilmente capire che non era cosa. Così ha in parte confessato. Questo è un nudo report di un fatto già noto, mentre a Macerata s'è consumato il solito rito della fiaccolata, degli striscioni contro la violenza, della commozione che dura il tempo necessario a far partire le troupe tv per un altro omicidio, il più efferato possibile. Sono considerazioni amare forse, ma questo è, di fronte all'ennesima morte di una donna (intanto ad Alessandria è morta in modo indescrivibile, di freddo, un'anziana, con i polsi legati. Un altro mistero). Ora proviamo a raccontare la storia di Valentina Jessica, che amava tanto gli animali e il suo cane Zen, che non aveva una famiglia alle spalle solida ma almeno un profilo facebook sì, da cui attingere per catturarne le foto e fare un buon servizio giornalistico. Non c'è niente di più fatale di queste immagini o selfie scattati nella vita apparente, quella che vuoi raccontare agli altri, per poi confrontarle con lo spacchio della morta violenta. Tutto vero, tutto falso. 

IL TRANVIERE ANCHE STALKER

Alessandro Garlaschi, il tranviere 39enne sospettato dell'omicidio di Jessica Valentina Faoro, la 19enne trovata morta questa mattina in via Brioschi, a Milano, nell'abitazione dell'uomo, all'interno di un fabbricato-cooperativa di dipendenti Atm. Garlaschi ha confessato l'essenziale, cioè che l'ha uccisa lui. Aveva atteso che la moglie uscisse di casa per andare al lavoro e poi ci ha provato; al netto rifiuto della ragazza, quattro fendenti inflitti con la precisa volontà di uccidere. Poi è andato dal portiere e gli ha detto che "c'era una ragazza morta in casa", le mani insanguinate, "Ho fatto un grosso guaio...".

INSULTI E MINACCE DAI VICINI

Mentre la polizia lo portava via in manette, i vicini di casa lo hanno insultato e minacciato:  "Sei un mostro", "maledetto", "spero marcirai in galera", "pezzo di m...". Una strana coppia, Garlaschi e e la moglie, una volta separati e da poco tornati a vivere insieme, descritti dai condomini come "persone schive e un po' scostanti". "Abitavano in un altro palazzo, si sono trasferiti qui da qualche tempo, in un appartamento più grande, perché con i vecchi vicini c'erano stati alcuni screzi e, forse, qualche dispetto", racconta un condomino. Valentina era una sognatrice e affidava a Facebook, e meno male che c'è, quando non hai nessuno al mondo, i suoi pensieri più profondi:  "Ci sono persone con cui perdi tempo e altre con cui perdi il senso del tempo, "Un giorno senza sorriso è un giorno perso", scrive fiduciosa. Stesse espressioni, stesso fisico, quell'essere minute ma anche attraenti, di Pamela. Forse ci sarà la fiaccolata, ci saranno i manifesti. Il fatto che l'assassino sia italiano, almeno, ci risparmierà l'assalto dei politici in vista delle elezioni. Tra chi, se fosse stato straniero e persino con la pelle nera, avrebbe invocato leggi marziali e tra chi, proprio perchè straniero, persino con la pelle nera, avrebbe trovato ogni tipo di comprensione ex post, nel segno di un bizzarro perdonismo. Garlaschi non solo è italiano, ma anche "lumbard" al cento per cento. Poteva andare peggio. [m.n.]

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