Appendino VS Esposito la battaglia è sui social

| Al post della sindaca che sembra voler tappare le falle, replica il senatore PD di origini torinesi, che sembra volerle riaprire tutte

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Si affida ai social, come di consueto, Chiara Appendino, che arriva alla sua prima estate da sindaca con un fardello di polemiche e accuse di superficialità. Il suo lungo post rilasciato domenica 25, nel day after di San Giovanni, è al tempo stesso un riepilogo, un rimarcare la volontà di dare la festa a Torino malgrado una parte della cittadinanza fosse contraria, uno sfogo e un tentativo di autodifesa.

"Ancora una volta, ieri, abbiamo raggiunto due grandi obiettivi. E lo abbiamo fatto insieme. I recenti fatti non ci hanno impedito di celebrare San Giovanni: tante persone ieri hanno reso viva la festa della Città andando a vedere i fuochi d'artificio". La sindaca prosegue sottolineando gli sforzi fatti per garantire la sicurezza ai cittadini: "Il secondo obiettivo raggiunto è quello legato alle nuove misure per i grandi eventi, volute a livello nazionale dal Capo della Polizia Gabrielli. Torino si è attrezzata, ed è stato uno sforzo che ha necessitato di non poche risorse professionali, umane ed economiche. La Questura e tutte le istituzioni coinvolte hanno saputo elaborare un piano chde la Città ha poi seguito e che - ora possiamo dirlo - ha funzionato. Certamente è tutto diverso rispetto al passato e, col tempo, saremo in grado di migliorare e rendere familiari anche queste nuove procedure. Ma mi ha fatto piacere constatare che le misure hanno fatto sentire più sicure le persone: ieri in piazza ho visto tante famiglie, bambini e nessuna bottiglia abbandonata. Ringrazio per la collaborazione ciascuno di noi, le istituzioni coinvolte e tutti coloro che hanno lavoratlo e lavorano con passione per la città. Torino continuerà ad essere una comunità viva e coesa".

La replica arriva da Stefano Esposito, senatore PD, che in realtà sceglie di analizzare (e sminuzzare) le due sindache pentastellate d'Italia: Chiara Appendino e Virginia Raggi.

"Sono due facce della stessa medaglia: incapacità, fallimenti, poca trasparenza e improvvisazione sono il loro marchio di fabbrica nel generale disastro amministrativo dei 5 Stelle. Il disastro della Raggi e della sua Giunta sono forse più evidenti, quello della Appendino è meno appariscente ma più profondo. A Roma abbiamo un'armata Brancaleone incapace a tutto che sta consegnando alla desolazione la Capitale. Per Appendino la questione, se possibile, è peggiore. Con le amicizie giuste, con quel bon ton sabaudo dosato e gestito in maniera mirabile, sta lentamente distruggendo quel patrimonio di azioni e idee necessarie al consolidamento di una comunità inclusiva ed efficiente, lasciato da Piero Fassino e dalle amministrazioni Chiamparino. A parte il patetico tentativo di coprire la sua incapacità invocando un buco di bilancio inesistente, emerge prepotentemente la penosa e arrogante gestione della città. Appendino non si assume mai la responsabilità delle proprie azioni, ma a differenza della sindaca di Roma ha dimostrato un'arroganza devastante, unita ad una viltà politica senza pari.

La vicenda di piazza San Carlo con il suo bilancio di dolore e sofferenza è il punto di arrivo del disastro. I feriti e la ragazza deceduta non sono un incidente. Chi pagherà per i feriti, per il dolore e per il gravissimo danno d'immagine? La giunta e la sindaca hanno gestito in maniera del tutto inadeguata l'organizzazione della giornata del 3 giugno. Quanto accaduto in piazza Santa Giulia è un altro tassello di incapacità amministrativa. Nel tentativo di riparare alla sciatteria di piazza San Carlo, Appendino emana un'ordinanza anti-alcool nelle aree della movida torinese. Il Questore ha la responsabilità di farla rispettare, in totale accordo con il sindaco e il prefetto. Contro questa ordinanza, il centro sociale Askatasuna comincia un'azione di aggressioni sistematica nei confronti delle FFOO. Vorrei ricordare a tutti che Askatasuna è sodale politico del M5S e di Appendino da molti anni, spero nessuno abbia dimenticato la totale copertura e condivisione politica sul tema Tav, azioni violente comprese. Ma cosa fa M5S? Prende le distanze da Askatasuna? No. Attacca la polizia, come sempre, nel silenzio che vale più di mille parole del sindaco. Il tentativo è chiaro: colpire il questore cercando in questo modo di far apparire lui e la polizia come responsabili. Questo serve anche per cercare di fuggire dalle responsabilità per i fatti di piazza San Carlo. Ma il momento di verificarle è giunto: non farlo sarebbe da irresponsabili. Appendino cercherà di scappare anche questa volta, magari protetta da chi non vuol vedere, per ipocrisia o convenienza. Sarebbe un errore nell'errore. Si continuerebbe a fare solo il male dei Torino e di Torino".

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