"Beni confiscati, grillini boicottano commissione antimafia"

| Esposto della presidente Barbara Virga alla prefettura, ai carabinieri e alle istituzioni coinvolte

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"Nel corso della seduta della Commissione Antimafia del 30 ottobre alla presidente Barbara Virga è stato impedito da parte del consigliere di maggioranza Arnaldo Urso". Sono indignati, i consiglieri dell'opposizione di Venaria per l'ennesimo scontro i consiglieri grillini. Al centro della riunione, la confisca dei beni intestati ai mafiosi. "Dopo una serie di interventi di disturbo, di parlare e portare a termine la propria relazione sul percorso intrapreso  - spiega Virga - dalla Commissione per l'acquisizione al patrimonio comunale dei beni confiscati sul territorio. Dopo aver chiesto inutilmente al consigliere di tacere attendendo il dibattito per chiedere la parola, ed averlo invitato poi senza riscontro ad allontanarsi dall'aula per garantire il regolare svolgersi della seduta secondo l'ordine del giorno, è stata costretta a chiudere la seduta a soli 35 minuti dall'inizio e senza poter procedere all'audizione dell'assessora Claudia Nozzetti sul possibile utilizzo dei futuri beni. «Il bavaglio alla bocca della Presidente – commenta la Virga- è solo l'ultima di una serie di squallide manovre poste in essere dalla maggioranza per impedire alla Commissione di far pressione sull'Amministrazione sul tema dei beni confiscati».
L'Agenzia Nazionale per i Beni confiscati aveva messo a disposizione della città gratuitamente i 4 beni del valore di alcune centinaia di migliaia di euro già a luglio 2015. «All'insediamento nel 2016 ho scoperto che tutto però era fermo –spiega Virga-. A quel punto sono apparsi i bastoni fra le ruote con lettere dalla presidenza del Consiglio che cercava di ridimensionare la competenza in materia della stessa Commissione stabilita da delibera e mozioni istitutive, al punto che l'esistenza della stessa Commissione non era neppure stata palesata a Don Ciotti e ai cittadini nell'incontro con Libera del febbraio scorso. A marzo poi ci era stata negata la Sala Consiglio per ospitare un parlamentare dell'Antimafia Nazionale le cui indicazioni si sono rivelate preziose per gli uffici».
Pochi giorni dopo l'Amministrazione non aveva voluto inviare il Gonfalone alla Giornata Nazionale del 21 marzo in memoria delle vittime di Mafia, mentre il 13 giugno il sindaco e gli assessori avevano disertato il sopralluogo sui beni organizzato dalla Commissione  con il curatore per constatarne il peraltro l'ottimo stato e la libertà da vincoli, sempre secondo la ricostruzione della consigliera. «Infine- prosegue Virga-  a settembre scopro che il procedimento è fermo di nuovo, niente soldi a bilancio e ancora nessuna traccia del passaggio in Consiglio della delibera di acquisizione. Nel frattempo il Comune ha snobbato il bando regionale che regalava il valore del 50% dei progetti inerenti i beni, nonostante ad un altro mio sollecito fosse seguito un nuovo sopralluogo. Tutto fa pensare che l'Amministrazione quei beni non li voglia sul serio. E il boicottaggio della Commissione ora si è spostato dal livello esterno a quello interno alla Commissione, forse nel tentativo di far dimettere la sottoscritta. Considerato il valore e l'uso a vantaggio dei cittadini che si potrebbe fare di quei beni i grillini lo dicano ai cittadini perché temporeggiano ad oltranza, col rischio che ad acquisirli siano altri enti che peraltro non sappiamo che uso potrebbero farne. Qui qualcosa non torna» . «Sconcertato» si dice l'altro membro della minoranza in Commissione,  il consigliere Ippolito. «Ad un certo punto –spiega- il consigliere Urso si è permesso di dire alla Presidente che lei deve fare quello che dice la maggioranza. Uno spettacolo davvero indegno che è peraltro agli atti della registrazione, aggravato dal fatto che il capogruppo grillino Ruento, membro di commissione, è stato assolutamente in silenzio rispetto a questi atteggiamenti maleducati ed irrispettosi per la persona della Presidente e soprattutto per l'istituzione».
La presidente intanto ha scritto al Prefetto per segnalare la situazione, chiedendo al Segretario Generale, al Sindaco e al Presidente del Consiglio che le sedute della Commissione vengano presidiate come quelle di Consiglio dalla Polizia Municipale «in virtù della delicatezza degli argomenti trattati- precisa-. Se non lo faranno, laddove mi fosse nuovamente impedito di condurre le sedute non esiterò a chiamare i Carabinieri, perché a questo punto non escludo nemmeno che dalla violenza verbale qualcuno possa passare a quella fisica. Comunque non mi lascio intimidire». Fuori dalla commissione è il consigliere Gigi Tinozzi a sottolineare che «le intenzioni della maggioranza di boicottare la Commissione  -afferma- sono diventate chiare già nelle modifiche regolamentari, per ora bloccate, che sostituiscono anche per le Commissioni Speciali, per le quali la presidenza alla minoranza è appunto una prescrizione a garanzia della democrazia stessa, il principio ‘una testa un voto' con quello di proporzionalità per far sempre prevalere la volontà anche di un solo consigliere di maggioranza. Ma non erano i grillini quelli dell' "uno vale uno"? »


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