"Cannabis parade", poliziotti in rivolta

| I segretari dei sindacati di polizia Siulp, Sap eSiap scrivono al questore: "Scorta ai drogati". Critico anche il Silp-Cgil

+ Miei preferiti
UNO SQUALLIDO SPOT PRO NARCOS
La Redazione di Torino Star si schiera completamente dalla parte dei poliziotti e delle forze dell'ordine che hanno dovuto prestare servizio durante la manifestazione "Cannabis Parade". Condividiamo in toto le loro osservazioni, con la speranza che le istituzioni ne tengano conto. Ricordiamo, a chi solidarizza con gli organizzatori, che il traffico di droghe è tuttora saldamente nelle mani delle mafie e dei racket internazionali. Tanto doveva bastare per evitare questo squallido spot a favore dei narcos. La scusa che la liberalizzazione sconfigerebbe le mafie, per ora, è solo un'utopia. Nel frattempo passa il messaggio che drogarsi fa un sacco bene. Si, ma solo ai conti offshore degli spacciatori e dei loro complici.
la Redazione
FAVOREVOLI E CONTRARI
Così Daniele Tissone segretario nazionale del Silp-Cgil: "Una provocazione becera e inaccettabile, che avviene per altro alla vigilia della festa de lavoratori. Anche i poliziotti sono lavoratori e non possiamo essere derisi, umiliati e offesi come è avvenuto stamani a Torino. Episodi come questo sono la cartina di tornasole di un clima inaccettabile che sempre più spesso registriamo nei confronti delle donne e degli uomini in divisa".
Grillini, Radicali e Fdl
«Sono qui perché condivido la battaglia anti-proibizionista», Così Damiano Carretto, consigliere del Movimento 5 Stelle. Segue ill Radicale Silvio Viale: «Questo è un movimento trasversale ma la battaglia sarà vinta solo quando la gente avrà capito che non è una lotta di cui si devono occupare solo i consumatori». Ma il cosigliere regionale FdI Maurizio Marrone lancia una provocazione: «Noi di Fratelli d'Italia pubblicheremo i nostri esami del sangue ma vogliamo che anche tutti gli eletti lo facciano». Sabato s'è tenuta a Torino la Cannabis Parade, tra molti consensi ma anche molte persone contrarie, se non indignate. I poliziotti che erano di servizio per la manifestazione sono stati presi di mira dai manifestanti. 

Pubblichiamo integrale il documento delle tre sigle sindacali.



Al Sig. Questore di Torino E p.c.

Al Sig. Dirigente il 5° Reparto Mobile di Torino
Al Sig. Dirigente il G.I.P.S. Piemonte e Valle d'Aosta


Oggetto: Servizio di OP del 29 aprile in occasione della "Cannabis Parade" – Impiego del personale.

Egregio Sig. Questore,

abbiamo atteso di verificare e riscontrare quanto segnalato nell'immediatezza da diversi operatori della Questura, del Reparto Mobile di Torino nonché da operatori del G.I.P.S. e, a questo punto, siamo portavoce del senso di frustrazione e umiliazione provato dai poliziotti impiegati nel servizio di cui all'oggetto.

Abbiamo anzianità, esperienza e operatività sul campo per comprendere come alcune tipologie di servizio celino insidie, dai più sottovalutate, capaci di recare grave pregiudizio per l'ordine pubblico e per l'immagine stessa della Polizia di Stato.

Così come siamo consapevoli di come la potestà organizzativa dei servizi di sicurezza e ordine pubblico sia di Sua esclusiva pertinenza ma, siamo certi, converrà sul fatto che tra i doveri istituzionali di rappresentanza delle OO.SS. vi è quello di evidenziare gli aspetti che nuocciono non solo allo spirito degli operatori impiegati sul campo ma anche alla stessa immagine dell'Istituzione che serviamo e rappresentiamo.

Gli eventi accaduti, certamente a Lei noti, hanno reso gli operatori tutti, dal Reparto Mobile al G.I.P.S. passando per Commissariati e personale "specializzato", spettatori di un modus operandi chiaramente inutile e mortificante per lo spregio dimostrato da soggetti refrattari al rispetto dello Stato e della Polizia.

Come anzidetto, siamo capaci di comprendere la "ragion di Stato", in alcune tipologie di servizio, ma siamo fermamente convinti che queste si possano e si debbano coniugare con il rispetto della forma e della dignità degli operatori impiegati.




Appare francamente insopportabile dover accettare di assicurare il servizio di "scorta" ad un caravan serraglio che, bloccando una intera città, inneggia all'uso delle droghe così come appare inaudita l'impunità concessa a chi, transitando indisturbato, ha oltraggiato tutti gli operatori delle forze di Polizia, e della Polizia di Stato in particolare, sfilando con i fantocci raffiguranti due operatori del Reparto Mobile attaccate ad un furgone in maniera da rendere inequivocabile un loro investimento.

Tale pantomima, ASSOLUTAMENTE INACCETTABILE, ha ingenerato sui media e social network un discredito ed un dileggio delle capacità, scarse, di uno Stato inadeguato e inabile nel contrastare un oltraggio che ha avuto rari precedenti nella pur movimentata storia dell'antagonismo torinese.

Raramente siamo intervenuti in questi termini, ma ciò che appare chiaro a tutti i poliziotti ed a tutte le persone dotate di buon senso è che a quel furgone NON doveva essere consentita la partenza senza la rimozione dei fantocci raffiguranti i due operatori del reparto Mobile.

Non siamo alla ricerca di colpevoli ma non possiamo, e non vogliamo, tacere di fronte ad una simile deriva che relega in secondo piano la figura dei difensori delle legalità rispetto a chi la legalità la viòla impunemente.

Domani è il 1° maggio, con le consuete previsioni, e pertanto siamo a chiederLe di voler considerare ogni utile direttiva al fine di garantire, anche per il futuro, una organizzazione di analoghi servizi che tenga conto anche della necessaria salvaguardia della dignità professionale e personale dei poliziotti impiegati sul campo.

Torino, 30 Aprile 2017

SIULP SAP SIAP Bravo Perna Di Lorenzo 

Cronaca
Igor il russo condannato all’ergastolo
Igor il russo condannato all’ergastolo
Detenuto a Saragoza, in Spagna, dove rispondere di altri 3 omicidi e due tentati omicidi, il killer serbo è rimasto impassibile alla lettura della sentenza
Diretto a Dusseldorf, atterra a Edimburgo
Diretto a Dusseldorf, atterra a Edimburgo
I passeggeri si sono accorti dell’errore solo al momento dell’atterraggio. Imbarazzo della British Airways
Vede il diavolo in una bimba e tenta di ucciderla
Vede il diavolo in una bimba e tenta di ucciderla
Una baby sitter ha tentato di uccidere la bambina di cui si occupava perché in lei aveva visto il volto di Gollum, un mostro de Il signore degli Anelli
Come muore una donna
Come muore una donna
Nicoletta Indelicato, Imane Fadil: due casi di cronaca recente che raccontano la morte di due giovani donne diverse fra loro, unite solo dalla voglia di vivere
Anche il vicesindaco Frongia indagato per corruzione
Anche il vicesindaco Frongia indagato per corruzione
Assessore allo sport, fedelissimo della sindaca Raggi, il suo nome è stato fatto dal costruttore Parnasi all’interno dell’inchiesta sullo stadio della Roma
In manette Marcello De Vito il grillino contro la corruzione
In manette Marcello De Vito il grillino contro la corruzione
Il presidente del Consiglio Comunale di Roma Capitale è stato arrestato insieme all’avvocato Mazzacapo: avrebbero favorito i progetti del costruttore Parnasi. Indagati altri imprenditori
Nicoletta è stata uccisa
Nicoletta è stata uccisa
Il corpo della giovane siciliana scomparsa domenica scorsa, è stato ritrovato nella notte. A indicarlo la coppia che ha confessato l’omicidio: ancora sconosciuto il movente
Nuova Zelanda, il killer aveva un terzo obiettivo
Nuova Zelanda, il killer aveva un terzo obiettivo
Lo ha rivelato la polizia, mentre nel paese sono iniziati i primi funerali e la premier annuncia un giro di vite dell’intelligence e sulla vendita delle armi
Tutti i misteri di Imane
Tutti i misteri di Imane
La fine della modella 34enne sempre più simile a una spy-story dai contorni inquietanti. L’autopsia cercherà di dare una risposta alla fine, ma se la cautela è tanta, i timori non mancano
“Nuovi elementi
per riaprire il processo Bossetti”
“Nuovi elementi<br>per riaprire il processo Bossetti”
Ezio Denti, consulente investigativo della difesa del muratore di Mapello condannato all’ergastolo per la morte di Yara Gambirasio, racconta di avere in mano nuovi elementi “molto forti”