“Commissariate il PD di Venaria”

| È l’insolita e polemica richiesta lanciata da Barbara Virga, consigliere comunale indipendente, in un documento inviato ai vertici del partito: “È a rischio la credibilità stessa del PD”

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“Per il bene del partito, chiedo di commissariare il PD di Venaria”. Barbara Virga, Consigliere Comunale del Comune di Venaria Reale, non ne può più: pochi giorni fa, utilizzando una norma prevista dallo statuto del Partito Democratico, ha presentato un ricorso alla Commissione Provinciale di Garanzia del PD, in cui in maniera polemica chiede il commissariamento della sezione venariese. Le nove pagine del documento sono una riflessione ad ampio respiro, ma anche l’amara sintesi di due anni e mezzo di gestione del gruppo consiliare, dei rapporti e dei poteri che governano il circolo di Venaria, svelati tanto alla Commissione di Garanzia quanto ai vertici del partito.

Indirizzato al segretario metropolitano Mimmo Carretta, a quello regionale Davide Gariglio e al responsabile degli enti locali Raffaele Gallo, nel documento la consigliera Virga chiede senza mezzi termini il commissariamento del PD locale: “Credo che l’assordante silenzio della segreteria locale in merito a quanto sta accadendo nell’ambito della Commissione Speciale Antimafia di Venaria sia la goccia che fa traboccare il vaso all’interno di un partito locale strategicamente chiuso in sé stesso in vista delle prossime elezioni, mentre la città ha bisogno di azione concrete e immediate sul territorio. Pur rivendicando la mia indipendenza da tecnico, avendo avuto a suo tempo garanzia che non mi sarebbero state fatte pressioni un tesseramento, penso comunque che sia nell’interesse stesso del PD prendere posizione su temi delicati come il rispetto della legalità e i beni confiscati, onde non fuorviare i propri elettori in vista della prossima tornata elettorale nazionale”.

La consigliera Virga fa riferimento all’impedimento a procedere con l’audizione sui beni confiscati da parte di un consigliere grillino nella seduta del 30 ottobre scorso, seguito da una denuncia dell’accaduto a Prefettura e Procura, per cui ha incassato la solidarietà bipartisan da parte di tutte le forze politiche di minoranza, con Socialisti, MDP e Forza Italia che hanno addirittura condannato l’accaduto pubblicamente attraverso diversi comunicati stampa.

“Al contrario, dal Segretario e dalla capogruppo PD - sottolinea la Virga - solo silenzio e nessuna solidarietà, né privata né pubblica. Anzi, un ex assessore iscritto nuovamente al PD dopo un “passo di lato” fatto in campagna elettorale, si è anche permesso di postare su un social un commento niente affatto solidale su questa situazione, mentre paradossalmente è stato un ex candidato di una civica avversaria a mostrarmi solidarietà sullo stesso post. Così come del resto ha fatto anche l’ex consigliere grillino Stefano Balocco. Tuttavia non mi preoccupano affatto gli aspetti personali, visto che so difendermi da sola, ma i commenti degli elettori del PD che mi cercano ininterrottamente da giorni. Dopo che i grillini hanno stigmatizzato sugli organi di stampa la mancata vicinanza della mia capogruppo in questa vicenda, tanti cittadini mi confidano l’idea che il PD locale non abbia a cuore i temi dell’Antimafia e stia finendo col fare addirittura da stampella alla maggioranza che continua a boicottare la Commissione. Un danno per tutti i militanti che invece credono in questa causa”.

Il documento si conclude con una considerazione: “Ho sempre svolto il mio ruolo istituzionale nell’interesse della città e portando avanti cause trasversali, compresi alcuni temi particolarmente vicini al PD, dalla violenza sulle donne all’ospedale, dalla partecipazione  agli spazi mamma, oltre, naturalmente, alla cultura della legalità. In un solo caso, in occasione della sfiducia all’assessore Nozzetti, non ho firmato la mozione di un altro membro di minoranza, peraltro non votata infine neppure dalla mia capogruppo, assente seppure l’avesse firmata. Ma come ho motivato pubblicamente, la dignità di donna mi ha impedito di assecondare la mozione di un consigliere che a suo tempo, quando era assessore, non aveva risposto al mio appello di togliere le deleghe alle politiche sociali ad un altro assessore condannato definitivamente per un’aggressione fisica ai miei danni. In quell’occasione mi sarei aspettata vicinanza umana da parte della Segreteria locale. Invece, ‘per punizione’, sono stata esclusa dalla chat dei simpatizzanti. Anche se da indipendente intendo restare ai margini delle dinamiche di partito, mi auguro che il PD sappia cogliere questo grido di allarme sulla situazione locale per farne tesoro: ne va della credibilità stessa del partito”.

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