Cura Minniti ok: crollo sbarchi migranti

| Calo di oltre il 60%, solo 119 mila arrivi contro i 180 mila del 2016. A maggioranza nigeriani, senegalesi e gaboniani. Il problema della ricollocazione, con 11 mila procedure definite. I rimpatri però sono ancora insufficienti

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Funziona  la "cura" Minniti per limitare gli sbarchi dei migranti sulle coste italiane. Gli ultimi dati forniti dal Ministero dell’Interno, raccontano che dall’inizio del 2018 (1-15 gennaio) in Italia sono sbarcati 841 migranti (di cui 544 provenienti dalla Libia), con un calo del 64,3% (2.355 arrivi, 2.188 dalla Libia) e del 64,9% (826 sbarchi) rispetto allo stesso periodo degli anni 2017 e 2016. In particolare i libici sbarcati quest’anno sono stati il 75,14% in meno rispetto al 2017. 

Nel 2016 gli arrivi sono stati 181.436 (27.384 solo nell’ottobre 2016), nel 2017 119.369 (il picco nel giugno 2017 con 23.526 arrivi). Dal 1 gennaio 2017 al 12 gennaio 2018 i porti di Augusta, Catania e Pozzallo sono stati quelli più interessati dagli sbarchi, con rispettivamente 16.955, 16.100 e 11.734 migranti arrivati. 

Per quanto riguarda le nazionalità dichiarate al momento dello sbarco nel 2018 (aggiornato al 12 gennaio 2018) ai primi posti ci sono Senegal (90), Nigeria (56) e Gambia (50). All’ottavo posto la Libia (31). Nel 2017 ai primi tre posti ci sono state Nigeria (18.158), Guinea (9.701) e Costa d’Avorio (9.507); la Libia non era compresa tra le prime dieci nazionalità. 

Sulle relocation gli ultimi dati sono al 31 dicembre 2017: 12.162 le procedure definite, di cui 11.464 ricollocati (in particolare eritrei e siriani verso Germania, Svezia e Svizzera) e 698 in corso di trasferimento. Sono 843 le istruttorie completate in attesa di risposta dello Stato membro individuato, 229 le istruttorie avviate.

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