Disastro ferroviario, primi quattro indagati

| Sono i manager di Rfi e Trenord. Ipotesi di reato, disastro ferroviario colposo. Nello schianto sono morte tre donne, decine i feriti. Quattro sono ancora gravi. Ma resta il misero del bullone mancante nel tratto di rotaia che ha ceduto

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I quattro indagati sono Maurizio Gentile, Ad di Rete Ferroviaria Italiana, e Umberto Lebruto, direttore produzione della stessa società. Sono inoltre indagati Cinzia Farisè e Alberto Minoia, rispettivamente ad e direttore operativo di Trenord. L'ipotesi di reato è, oltre a disastro ferroviario colposo, anche omicidio colposo plurimo per la morte delle tre donne nell'incidente. Per domani è prevista la notifica di avvisi di garanzia in vista delle perizie tecniche. La procura di Milano li ha iscritti nel registro degli indagati nell'inchiesta sull'incidente ferroviario di giovedì scorso nel milanese nel quale hanno perso la vita tre donne e altre 46 persone sono rimaste ferite. Nell'indagine, passata da ignoti a noti, l'ipotesi di reato principale è disastro ferroviario colposo. L'iscrizione è un atto dovuto per consentire agli indagati di partecipare, tramite loro esperti, alla super consulenza e alle autopsie. Ha ceduto un tratto di rotaia di appena venti centimetri: è questa la causa che avrebbe causando il deragliamento di quattro vagoni del treno Trenord a Pioltello. Il cedimento è avvenuto in un punto di giunzione tra due rotaie vicino a Pioltello: è saltato un pezzo di circa venti centimetri e dalle immagini si vede anche nettamente che manca uno dei quattro bulloni che fissano la piastra di acciaio alle rotaie. Spiega Vincenzo Macello, responsabile della direzione territoriale di Rfi Lombardia. «Questi cedimenti possono avvenire per tanti motivi ma al momento è prematuro stabilire se questo sia stata la causa o l’effetto del deragliamento».

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