Escape room, il gioco della fuga

| Sono il fenomeno del momento fra gli adolescenti: si tratta di stanze disseminate di misteri da risolvere per riuscire ad uscire. Un gioco di intelligenza e intuito, che in Polonia è costato la vita a cinque ragazze

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La Polonia è piegata dal dolore: cinque adolescenti sono morte all’interno di una “escape room” di Koszalin, nel nord del paese. Il gruppetto di 15enni stava festeggiando il compleanno di una di loro quando, per motivi ancora tutti da chiarire, un 25enne in loro compagnia avrebbe acceso del fuoco, forse per vedere meglio all’interno della stanza: una scelta che si è trasformata in tragedia, con le ragazze morte per asfissia da monossido di carbonio e il 25enne ricoverato in gravi condizioni con ustioni su buona parte del corpo.

Una tragica fatalità che però ha acceso la curiosità su un fenomeno in forte espansione in tutto il mondo: quello delle “escape room”. Si tratta di un gioco di logica, una caccia al tesoro per adulti nel quale i partecipanti sono rinchiusi in una stanza a tema (solitamente si può scegliere fra diverse situazioni), e nel tempo massimo di un’ora devono riuscire a trovare la via d’uscita risolvendo codici, enigmi, rompicapo e indovinelli che permettono di arrivare alla soluzione finale, quella che apre le porte

Sbarcate in Italia nel 2015 dopo aver conquistato prima i cervelloni della Silicon Valley, quindi l’intera America e di seguito Australia, Giappone, Thailandia, Cina ed Europa, le escape room sono molto richieste dagli adolescenti, ma utilizzate anche come team building per sviluppare intuito e logica di tutti i partecipanti.

Secondo alcune teorie, le prime escape room nascono in Giappone, per opera di Takao Katoe, che proponeva il gioco itinerante a locali che venivano disseminati di indizi. Il successo valica i confini arrivando a toccare grandi centri come Pechino, Shangai e Singapore, dove in poco tempo vanno in scena più di 2.3000 escape room che richiamano più di 10mila partecipanti. Per dovere di cronaca va detto che ungheresi e americani sono altrettanto convinti di essere stati gli inventori del genere.

In Italia sono presenti più di 3.000 escape room, a cominciare dal “Maniac Palace” di Milano, la più grande d’Italia e una delle maggiori d’Europa, ma sono diverse le catene che hanno aperto sedi franchising in tutt’Italia, come http://www.intrappola.toed http://www.escaperoomclub.it

I partecipanti, senza limiti di età, possono scegliere fra diverse trame e location, in genere prigioni, laboratori abbandonati, manicomi, monasteri e caveau di banche. L’esperienza inizia con un’introduzione che spiega la situazione, poi si entra in una stanza poco illuminata e con una musica in sottofondo. Per aprire i lucchetti di cassetti e armadi bisogna risolvere gli enigmi realizzati seguendo una logica non semplice da capire. La percentuale di successo pare sia molto bassa: solo il 3% dei partecipanti riesce a passare alla stanza successiva, e meno ancora sono quelli che completano il percorso. Partecipare costa dai 30 ai 60 euro a testa.

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