Festa di San Giovanni? Sì, ma con giudizio

| Decisione sofferta del Comitato di sicurezza dopo la tragica notte di piazza San Carlo

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La conferma è arrivata con un minimo di suspence: la festa per le celebrazioni di San Giovanni, Patrono della città, si farà nonostante i dubbi e le perplessità del tragico dopo-San Carlo. A deciderlo è stato il vertice del Comitato per l'ordine e la sicurezza che si è riunito questa mattina in Prefettura, confermando alcuni segnali filtrati nei giorni scorsi, che parlavano della volontà di dare un segnale forte alla città.Una scelta che era stata messa in dubbio soltanto dalla morte di Erika Pioletti, vittima della folle notte del 3 giugno scorso.

Domattina in Questura, la convalida definitiva del programma e le misure di sicurezza da adottare sabato 24 giugno in piazza Vittorio Veneto e nelle aree circostanti, con i fuochi artificiali limitati ad una durata complessiva di 32 minuti.

Le parole della Sindaca



Nel comunicato stampa ufficiale, il commento di Chiara Appendino: "In questi giorni si è dibattuto molto a riguardo delle celebrazioni di San Giovanni. Abbiamo letto e ascoltato tanti pareri e opinioni, favorevoli e contrari. Un sindaco, però, ha il dovere di tracciare un percorso e per questo, insieme alla Giunta, abbiamo deciso che le celebrazioni di San Giovanni si svolgeranno nel modo tradizionale e rappresenteranno per la città un nuovo inizio. Durante il tradizionale farò del 23, dedicheremo un momento di raccoglimento a Erika. Il direttore del Salone del Libro, Nicola Lagioia, leggerà un brano, ricordando la sfortunata ragazza. Il 24, invece, in piazza Vittorio saranno garantiti i massimi standard di sicurezza per tutte le persone che vorranno assistere ai fuochi d'artificio. Torino è una città che ha sempre saputo reagire alle difficoltà, conservando la memoria del passato ma con lo sguardo rivolto al futuro. Così, quest'anno, San Giovanni sarà lo spartiacque tra ciò che è stato e ciò che sarà, perché, se è vero che non possiamo tornare indietro e cambiare il passato, è altrettanto vero che possiamo tutti iniziare - ora - a costruire un nuovo futuro. Torino continuerà a vivere suoi eventi, a vivere le proprie piazze, ma lo farà in modo diverso, forte della dura lezione appresa in queste ultime settimane".

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