La compagna Rita manager Aslera la fidanzata del Br Walter Alasia

| La singolare storia di Ivana Cucco, ex fidanzata di uno dei più sanguinari brigatisti rossi, ora dirigente a Novara

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Dormano pure in pace le 86 vittime delle Brigate Rosse. Tanto in Italia il ricordo è una seccatura, la memoria retorica, il pentimento un'utopia, il castigo una breve parentesi da dimenticare in fretta. E tacciano le loro famiglie, quando emerge, per esempio, il caso di Ivana Cucco. Oggi ha 60 anni. Negli Anni di Piombo era la fidanzata del brigatista rosso Walter "Luca" Alasia, e  aveva un nome di battaglia: "Rita". Partiamo dalla fine: "Dopo quarant'anni - ha detto seccata - e pagato il mio debito con la giustizia ho diritto a essere lasciata in pace". Così dopo avere vinto il concorso come responsabile del Servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro dell'Asl di Novara. Ora ha persino la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria, proprio come i poliziotti uccisi dai suoi ex complici. 

L'ex guerrigliera Rita, ora fervida appassionata di maratona, vedi le foto sul profilo di Fb, era stata arrestata due volte, il 15 dicembre 1976, quando il suo fidanzato uccise i poliziotti della Digos che stavano (finalmente) per arrestarlo nella casa di via Leopardi 161 a Sesto. Erano il maresciallo Sergio Bazzega e il vicequestore Vittorio Padovani, e morirono all'alba del 15 dicembre del 1976 durante un conflitto a fuoco nell'appartamento dove il brigatista rosso, 20 anni, abitava con i genitori e il fratello Oscar. Infine il 26 febbraio 1982, dopo che i primi pentiti delle Br Antonio Savasta, Maurizio Peci, Daniele Bonato l'avevano tradita, rivelando il suo ruolo nella colonna "Walter Alasia" e quello in una rapina delle BR al circolo culturale di Democrazia Nuova, il 1 dicembre 1976. Subito scarcerata e prosciolta dall'accusa di far parte di una delle più sanguinarie cellule della Br, fu invece condannata a quattro anni per la rapina e la banda armata. Il suo pm, guarda caso, si chiamava Emilio Alessandrini, poi assassinato dai killer di Prima Linea, guidati da Marco Donat Cattin, figlio di un potente ministro dc. Alessandrini aveva chiesto per lei dodici anni di carcere. Sentenza confermata in Cassazione, mentre Ivana Cucco era già tornata in libertà; faceva l'infermiera e intanto studiava Medicina con successo. Quindi il normale iter di un laureato con il diritto a chiedere la riabilitazione per buona condotta. Non erano ancora passati dieci anni e ci fu la riabilitazione. lI 30 settembre 1989 era già assistente medico. Gli esposti dell'Associazione delle Vittime del terrorismo, a proposito della sua assunzione, finirono nell'oblio, come moltissime altre volte del resto. 
A Ivana Cucco, l'ex Rita, furono sommessamente ricordate le vittime delle Brigate Rosse della colonna dedicata al fu fidanzato: intanto quello che sarebbe stato un suo collega, il medico Luigi Marangoni, assassinato nel 1981; Renato Briano, capo del personale della Ercole Marelli Spa, ucciso nel 1980. Infine Michele Tatulli, Antonio Cestari e Rocco Santoro, tre poliziotti assassinati solo per dare un "segnale" al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, appena nominato responsabile dell'antiterrorismo. L'ex Rita ha vinto un concorso che vale 106.269 euro lordi annui, premi esclusi. "Spero se li goda - commenta acre il familiare di una delle vittime della colonna Walter Alasia - e sino all'ultimo cent".

 
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