Laureanda o attivista? Come e perché la condanna

| Aveva fatto scalpore il caso di una studentessa No Tav che, studiando il movimento, aveva partecipato ad azioni illegali

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Vale la pena di ripercorrere, con più calma, un caso giudiziario che ha fatto discutere. Può Roberta Chiroli, una studentessa universitaria in procinto di laurearsi con una tesi specifica sul movimento No Tav in Valle Susa, partecipare contestualmente alle manifestazioni di protesta senza - proprio per la natura dei suoi studi - non incorrere nel commettere il reato o i reati imputati agli altri attivisti?
TorinoStar mette a disposizione le carte giudiziarie originali, non coperte dal segreto, per dare a tutti i lettori la posssibilità di farsi un'opinione propria. Completeremo questo modulo di lavoro, quando possibile, integrandole con le posizioni della difesa. 


 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO 



TRIBUNALE ORDINARIO DI TORINO

Sezione dei Giudici per le Indagini Preliminari

 

Il Giudice dell'udienza preliminare, dr. Roberto Ruscello

all'esito dell'udienza in camera di consiglio del 15.6.2016,

ha pronunciato e pubblicato mediante lettura del dispositivo la seguente 



SENTENZA

ai sensi degli artt.442 e segg. c.p.p. nei confronti di: 

1) CHIROLI Roberta 

difesa di fiducia dall'Avvocato COLLETTA Valentina del foro di Torino

- LIBERA ASSENTE-

2) X 

3) X 

 

IMPUTATI

(in concorso con X

per i seguenti reati:

  1. dei delitti di cui agli artt. 110, 112 n.1 639 c. 1 e 2 c.p., perché, in concorso con i minorenni X (dato coperto, ndr), e con altri soggetti allo stato non identificati,  in più di dieci persone e segnatamente in numero maggiore di 40, imbrattavano cose mobili  e mezzi di trasporto di proprietà della Ditta ITINERA S.p.a. e della Ditta TRASPORTI e COSTRUZIONI sotto indicate custodite all'interno del cantiere predetto, scrivendovi sopra utilizzando vernice spray di colore nero le parole seguenti " NO TAV, BASTA DISTRUZIONI, BASTA CANTIERI TAV, TAV=MAFIA, BASTA DEVASTAZIONI:
  • RULLO HAMM 3516 matricola interna A717
  • Autobetoniera Astra targata DC667ZN
  • Autobetoniera Astra targata CR019AT
  • Autobetoniera Man targata DC715ZN
  • Autocarro Man targato DM381FJ
  • Autocarro Iveco targato EG157GS
  • Cartelli di segnalazione stradale che segnalano la Ditta ITINERA
Tutto di proprietà della Ditta ITINERA S.p.a. 

  • Autocarro DAF trg. CF990LK, di proprietà della s.a.s. TRASPORTI e COSTRUZIONI di Botricello.
In Salbertrand in data 14.6.13.

 

B) dei delitti di cui agli artt. 61 n. 2, 110, 633 c.2 c.p., perché, in concorso fra loro nelle condizioni di tempo e d'azione indicate al capo A), in più di dieci persone, al fine di occuparla o trarne comunque profitto nella specie per eseguire il reato di cui al capo a),  invadevano arbitrariamente la sede operativa della Ditta "ITINERA S.p.a.", cantiere sito in Salbertrand, Loc. Riosecco, n. 1.

In Salbertrand in data 14.6.13.

 

C) dei delitti di cui agli artt. 61 n.2., 110, 337, 339 c.p. per avere, in concorso fra loro nelle condizioni di tempo e d'azione indicate al capo A) usato violenza e minaccia nei confronti del ..... dei Carabinieri di Susa, ponendosi davanti all'auto con i colori di istituto su cui si trovavano impedendogli di accedere all'interno della Ditta ITINERA ove si stavano consumando i reati di cui agli artt. 633 e 639 c.p. e quindi opponendosi nel mentre compivano un atti d'ufficio, nella specie procedere all'identificazione degli autori impedire che i reati venissero portati ad ulteriori conseguenze e commettere e ottenere l'impunità dai reati di cui ai capi A) e B).

In Salbertrand in data 14.6.13.

 

D) dei delitti di cui agli artt. 110, 610 c. 1 e 2, 339 in rif.to all'art. 112 n.1 c.p. per avere, in concorso fra loro nelle condizioni di tempo e d'azione indicate al capo A), con violenza e minaccia consistita nel porsi, impugnando bandiere e striscioni riportanti la scritta NO TAV, davanti all'autobetoniera targata CL 787 PE condotta da........., urlando e girando intorno al mezzo stesso, costretto....., autista alle dipendenze della ITINERA S.p.a., a fermare la marcia dell'autobetoniera impedendo alla p.o. di accedere al cantiere della ITINERA S.p.a. 

In Salbertrand in data 14.6.13.



CONCLUSIONI DELLE PARTI:

P.M.

dichiararsi gli imputati penalmente responsabili dei reati loro contestati e condannarli ciascuno alla pena di mesi sei di reclusione con il riconoscimento del vincolo della continuazione in riferimento al più grave reato sub C)

Difesa CHIROLI:

in via principale: assoluzione dell'imputata con la formula ritenuta dal giudice;

in subordine: assoluzione dell'imputata per l'applicazione dell'esimente ex art. 131 bis c.p.;

in ulteriore subordine:  concessione delle circostanze attenuanti generiche, riconoscimento del vincolo della continuazione tra i reati contestati, contenimento della pena nel minimo edittale e concessione dei doppi benefici di legge 

Difesa X 

in via principale: assoluzione dell'imputata con la formula ritenuta dal giudice

in subordine: assoluzione dell'imputata per l'applicazione dell'esimente ex art. 131 bis c.p.;

in ulteriore subordine:  concessione delle circostanze attenuanti generiche, riconoscimento del vincolo della continuazione tra i reati contestati, contenimento della pena nel minimo edittale e concessione dei doppi benefici di legge 

Difesa X:

in via principale: assoluzione dell'imputato per non aver commesso il fatto quanto meno ex art. 530 cpv. c.p.p. 

in subordine: concessione delle circostanze attenuanti generiche con giudizio di prevalenza, riconoscimento del vincolo della continuazione tra i reati contestati, contenimento della pena nel minimo edittale e concessione della sospensione condizionale della pena 

MOTIVI DELLA DECISIONE

All'udienza preliminare dell'11.5.2016 il difensore degli imputati CHIROLI Roberta exdepositava documentazione relativa all'attività di studio svolta dalle proprie assistite mentre il p.m. produceva l'annotazione di p.g. redatta il 6.5.2016 dalla Compagnia CC di Susa. Così integrato il materiale probatorio, i difensori degli imputati CHIROLI Roberta e X muniti di apposite procure speciali e X  personalmente richiedevano il giudizio abbreviato; ammesso il rito richiesto, alla successiva udienza del 13.6.2016 il p.m., nulla opponendo le controparti, produceva copia integrale della tesi di laurea redatta dall'imputata CHIROLI Roberta – documentazione già richiamata dalla difesa dell'imputata che nulla opponeva circa la produzione del p.m. - si procedeva alla discussione della causa e le parti concludevano come sopra sintetizzato. 

Il giudizio veniva infine definito all'udienza del 15.6.2016 fissata per l'esposizione delle repliche (cui il p.m. rinunciava) con la lettura del dispositivo di sentenza.

Il presente procedimento trae origine dallo svolgimento in Salbertrand (TO) in data 14.6.2013 di una manifestazione organizzata da alcuni appartenenti al c.d. movimento No-Tav nel corso della quale, secondo l'ipotesi d'accusa, venivano poste in essere le condotte di reato descritte nelle imputazioni riportate in epigrafe.

I dati probatori attraverso i quali è possibile ricostruire quanto accaduto si ricavano dalla lettura delle annotazioni di p.g. redatte dal personale della Compagnia dei Carabinieri di Susa intervenuti sui luoghi della manifestazione, dalle dichiarazioni rese da alcuni soggetti presenti in occasione dei reati ipotizzati, dal materiale video e fotografico acquisito agli atti nonché, per quanto concerne in particolare la posizione di CHIROLI Roberta, dal contenuto di una parte della tesi da laurea dalla stessa elaborata.

La disamina complessiva del materiale in questione consente in primo luogo di ritenere provati con certezza alcuni aspetti della vicenda così sintetizzabili:

- alle 15:30 circa del 14.6.2013 un gruppo di oltre quaranta giovani provenienti dal campeggio studentesco sito in Venaus (TO) ed organizzato nell'ambito del movimento "NO TAV", si reca a bordo di alcune auto verso Salbertrand (TO) e, verso le 16:30, dà inizio ad un corteo sulla SS 24 raggiungendo la sede operativa della ditta ITINERA s.p.a. (società fornitrice di calcestruzzo impiegato nel cantiere TAV di Chiomonte) collocata nei pressi della strada statale in località Rio Secco 1;

- una parte dei giovani incamminatisi sul posto si ferma all'imbocco della S.S. 24 dove staziona esponendo bandiere e striscioni mentre un'altra parte del corteo prosegue entrando nel piazzale della ITINERA: durante la permanenza in tale luogo gli automezzi specificamente elencati al capo A) vengono imbrattati con della vernice spray di colore nero scrivendo sui veicoli le espressioni "NO TAV, BASTA DISTRUZIONI, BASTA CANTIERI TAV, TAV=MAFIA, BASTA DEVASTAZIONI";

- il gruppo di manifestanti entrati nel piazzale dell'impresa menzionata, dopo avere lasciato sul posto dei volantini e trascorsi pochi minuti, ritorna sulla SS 24 ricongiungendosi ai giovani rimasti a presidiare l'ingresso della ITINERA i quali, nel frattempo, avevano impedito alla vettura dei Carabinieri con a bordo ......... di proseguire verso l'interno della ditta per identificare i soggetti che vi avevano poco prima acceduto;

- una volta ricompostosi, il corteo dei giovani riprende a sfilare sulla SS 24 in direzione dell'abitato di Salbertrand e, dopo avere percorso circa 400 metri, si imbatte nel camion betoniera targato CL 787 PE condotto da.....dipendente della ITINERA s.p.a. proprietaria del mezzo;

- il camion in questione, che sta facendo rientro in sede, viene bloccato dai partecipanti al corteo alcuni dei quali si parano davanti al mezzo – che nello stesso frangente viene imbrattato con una scritta "NO TAV" - esponendo striscioni e bandiere e gli impediscono la marcia;

- il gruppo di giovani, dopo aver costretto X a fermarsi, si rivolge  con delle grida nei suoi confronti urlandogli che non avrebbe dovuto portare il cemento per la TAV;

- il conducente non riconosce alcuno dei manifestanti anche perché principalmente preoccupato, secondo le parole dello stessso...., "di tutelare la mia persona e il mezzo che conducevo";

- intorno alle 17:30 la situazione si normalizza grazie all'arrivo di personale dei Carabinieri di rinforzo che allontanano i manifestanti dalla sede stradale e ripristinano la viabilità;

- il corteo prosegue a quel punto sino al municipio di Salbertrand ove si svolge un breve sit-in per poi allontanarsi verso la locale stazione ferroviaria e qui la p.g. operante procede all'identificazione dei partecipanti alla manifestazione generalizzando compiutamente 43 persone una delle quali – x – viene trovata in possesso di due bombolette spray di colore bianco e nero spontaneamente consegnate ai CC;

- tra le persone identificate alla stazione FF.SS, gli operanti generalizzano gli odierni imputati CHIROLI Roberta, X e X.

Così sintetizzati i passaggi fondamentali – sin qui pressochè pacifici – in cui si articola la presente vicenda, va in primo luogo osservato che se rispetto a CHIROLI Roberta e X sono state acquisite immagini video e fotografiche che consentono almeno in parte di collocare le medesime in alcuni dei momenti in cui si è sviluppata la manifestazione di protesta, non altrettanto si può affermare rispetto a X il quale compare unicamente nella fase finale corrispondente all'identificazione posta in essere dai CC quando il corteo si era ormai concluso.

Tale circostanza, unitamente al fatto che nessun altro elemento di prova acquisito in questa sede è utile a comprendere dove si trovasse e cosa facesse X negli specifici frangenti temporali in cui venivano posti in essere i reati descritti nelle imputazioni in esame, porta alla formazione di un quadro probatorio insufficiente a distinguere la sua posizione in termini di concorrente materiale e/o morale piuttosto che di mero connivente se non addirittura di soggetto estraneo alla messa in atto di condotte possibilmente attuate in un punto distinto dalla sua posizione e ciò, in particolare, rispetto alle contestazioni sub A), B) e C). 

X deve quindi essere assolto da tutti i reati a lui ascritti per non aver commesso il fatto.

Considerazioni in parte diverse valgono per X e CHIROLI Roberta le quali, al contrario, del...., vengono fotografate nel momento dell'attuazione del blocco stradale descritto al capo D) e compaiono altresì per qualche breve istante nel video intitolato "Campeggio Studentesco No Tav" e nel video consegnato da Gelera Fabio acquisiti agli atti che collocano entrambe le imputate all'interno della sede della ITINERA, segnatamente nella fase di uscita dal piazzale della ditta. 

La presenza della X e della CHIROLI nella zona interessata  dagli imbrattamenti esclude logicamente che le medesime abbiano preso parte alla condotta di resistenza descritta al capo C) posto che, trovandosi le due imputate in un luogo diverso, non si vede come esse abbiano potuto concorrere alla realizzazione di tale reato consumatosi all'esterno della ditta lungo la SS 24  a meno di ipotizzare che tra tutti i partecipanti alla manifestazione di protesta sussistesse un previo accordo circa eventuali comportamenti minacciosi e/o violenti da tenere nei confronti delle forze dell'ordine e che a tale accordo abbiano preso parte X  e CHIROLI Roberta. 

Tale ipotesi, tuttavia, è sfornita di qualsiasi principio di prova con conseguente proscioglimento di entrambe dal reato sub C) per non aver commesso il fatto.

La circostanza – pacificamente provata – di avere fatto ingresso nel piazzale della ITINERA ove venivano posti in essere gli imbrattamenti descritti al capo A) non è poi sufficiente a dimostrare che X e la CHIROLI abbiano concorso nel reato in questione: se da un lato è infatti sicura la finalità di protesta che connotava l'ingresso non autorizzato nella ditta anche in vista di un volantinaggio poi effettivamente eseguito in tale luogo, deve dall'altro evidenziarsi che la specifica azione consistita nell'utilizzo della vernice spray non è stata oggetto di alcuna diretta osservazione da parte né delle forze dell'ordine né dei dipendenti della ITINERA e che si tratta, per sua natura, di una condotta che può agevolmente essere attuata con modalità repentine. Non può quindi escludersi che l'imbrattamento sia stato il frutto di un'iniziativa improvvisa di singoli manifestanti rimasti sin qui non identificati senza che la ...... e la CHIROLI fossero a conoscenza di tale azione rispetto alla quale, analogamente a quanto affermato trattando della condotta ex art. 337 c.p., non può fondatamente sostenersi che si trattasse di un comportamento previamente concordato.

X e CHIROLI Roberta devono quindi essere assolte anche dal reato sub A) per non avere commesso il fatto.

Alcune brevi considerazioni in merito all'attività di studio svolta da CHIROLI Roberta e X  sono a questo punto indispensabili al fine di chiarire se le stesse debbano rispondere o meno degli ulteriori reati contestati a loro carico ai capi B) e D) rispetto ai quali è senz'altro provata la presenza delle due imputate sia all'interno del luogo fatto oggetto di un'occupazione risoltasi in alcuni minuti – durata comunque apprezzabile per quanto contenuta – sia, poco più tardi, sulla sede stradale ove veniva impedito a ..... di muoversi a bordo dell'automezzo proprio a causa della compresenza di più persone all'interno della carreggiata stradale, circostanza quest'ultima che rende tutt'altro che neutra la valenza della presenza fisica in loco – sulla strada – delle due imputate.

Quanto a X, che come la CHIROLI ha allegato di essersi trovata in Salbertrand al solo scopo di acquisire elementi utili a redigere la propria tesi di laurea focalizzata ad approfondire alcuni aspetti relativi al c.d. movimento NO TAV, tutti i fotogrammi che la ritraggono mostrano come la X  si trovasse al di fuori della sede stradale nel momento corrispondente all'invasione della carreggiata della SS 24 così come, in precedenza, la stessa appare in qualche misura decentrata rispetto ai manifestanti che, nelle immagini video raccolte all'interno della ITINERA, sorreggono uno striscione.

L'esame complessivo delle immagini raccolte offre quindi un riscontro rispetto alla versione difensiva resa dalla ...... rispetto alla quale – contrariamente a quanto si vedrà per la posizione di CHIROLI Roberta - non sono stati raccolti elementi indicativi di una sua esplicita adesione alle condotte di protesta organizzate per il 14.6.2013 e sfociate nella commissione dei reati in esame non essendo ovviamente sufficiente in tal senso l'adesione, più o meno esplicita, alle ragioni ed alle iniziative legate al movimento NO TAV.

Non risultando smentita in questa sede la prospettata veste di mera osservatrice ricoperta dalla.... rispetto a quanto accaduto in data 14.6.2013, la stessa deve quindi essere assolta per non aver commesso il fatto anche dai reati sub B) e D).

CHIROLI Roberta ha al contrario certamente aderito in termini espliciti sia all'ingresso all'interno della ITINERA s.p.a. sia al blocco attuato in danno di ...... ed ha fornito in tal modo un apprezzabile contributo causale, quanto meno sotto il profilo morale, rispetto alla commissione di entrambe le fattispecie di reato.

Premesso che il contenuto della tesi di laurea redatta dalla CHIROLI costituisce un elemento certamente utilizzabile in questa sede posto che la provenienza di tale scritto dall'imputata è del tutto pacifica, che il contenuto dello scritto in questione è esplicito ed intellegibile e che la stessa CHIROLI non ha fornito alcuna spiegazione alternativa alle espressioni di tenore autoaccusatoria da lei stessa adottate, si segnala che, alle pagine 130 e ss. dell'elaborato, l'imputata ha ripercorso la sua partecipazione all'azione dimostrativa organizzata il 14.6.2013.

Nel riferire dell'esperienza in questione, la CHIROLI ha spiegato essersi trattata di una "iniziativa previamente discussa in campeggio" e consistita nel "compiere un raid all'interno della ditta e successivamente un breve corteo con il blocco temporaneo di due camion diretti all'azienda". Proprio nella descrizione di quest'ultima fase, lo scritto dell'imputata è particolarmente esplicito nell'attribuire anche a sé un ruolo attivo e non certo di mera osservatrice rispetto al blocco del traffico e quindi del mezzo condotto dal ..... addove si legge testualmente che "ci siamo diretti verso la stazione per poter prendere il treno..improvvisando un piccolo corteo e bloccando di fatto la viabilità sulla strada. In quel momento arrivavano due camion e gli attivisti si sono disposti davanti alzando lo striscione mentre altri sventolavano le bandiere No Tav e gridavano slogan contro le ditte coinvolte nel cantiere.(…) dopo una decina di minuti…abbiamo interrotto il blocco del traffico permettendo ai camion e ai veicoli in coda di passare dirigendoci alla stazione."

I termini impiegati sono quindi chiari nell'illustrare che l'imputata partecipò alla manifestazione in oggetto con la piena consapevolezza del fatto che si sarebbe eseguito il blocco stradale poi effettivamente attuato e, prima di esso, l'occupazione simbolica della sede della ITINERA sicchè, con riferimento a tali momenti penalmente rilevanti dell'azione di protesta del 14.6.2013, appaiono indiscutibili, da un lato, la coscienza e volontà in capo all'imputata di aderire in via preventiva alla commissione dei reati descritti ai capi B) e D) e, dall'altro, la persistenza di tale atteggiamento soggettivo anche durante lo svolgimento della manifestazione ed in concomitanza della consumazione dei delitti in questione. In conseguenza di ciò, il fatto che la CHIROLI sia rimasta sul posto unitamente agli altri partecipanti all'iniziativa ha integrato un contributo apprezzabile alla realizzazione dei reati stessi quanto meno rafforzando la determinazione degli altri compartecipi nella messa in atto di condotte la cui efficacia è strettamente dipendente dall'effettiva presenza fisica di un numero elevato di persone, numero che la CHIROLI ha concorso a formare.

La lettura integrale del paragrafo in questione (3.4) dedicato anche all'illustrazione delle conseguenze giudiziarie della manifestazione in questione non porta poi alcuna smentita di tale lettura, né si ricava alcuno spunto circa la pretesa estraneità della CHIROLI rispetto alle specifiche condotte di reato in esame eccezion fatta per l'inveritiera collocazione all'esterno della ITINERA che l'imputata ha dato di sé.

A fronte di tale quadro, è quindi dimostrata con certezza la responsabilità di CHIROLI Roberta quale concorrente morale nei reati descritti ai capi B) e D) la cui qualificazione giuridica appare corretta anche in relazione alle circostanze aggravanti specificate. 

Passando ora al trattamento sanzionatorio da riservare all'imputata CHIROLI Roberta, si ritiene che l'incensuratezza ed il carattere estemporaneo degli illeciti posti in essere giustifichino il riconoscimento in suo favore delle circostanze attenuanti generiche.

I reati posti in essere dalla CHIROLI sono stati realizzati all'interno di un contesto spazio-temporale unitario con la conseguenza che deve essere ravvisata l'esistenza di un unico disegno criminoso ex art. 81 cpv. c.p. con riferimento al più grave reato sub D) che si individua quale violazione più grave visti i più elevati limiti edittali di pena che lo contraddistinguono.

La pena da irrogare in concreto, in forza dei criteri indicati dall'art. 133 c.p., va individuata secondo il seguente calcolo che tiene conto, da un lato, dell'intensità del dolo mostrato e, dall'altro, della modesta capacità a delinquere dell'imputata: 

  • pena base (capo D):  mesi 2 e giorni 15 di reclusione 
  • pena aumentata ex art. 81 cpv. c.p. per la continuazione con il capo B) a  mesi  3 di reclusione;
  • pena definitivamente ridotta a mesi 2 di reclusione in virtù della scelta del rito alternativo;
All'affermazione di responsabilità dell'imputata CHIROLI Roberta segue di diritto la condanna della stessa al pagamento delle spese processuali. 

L'effetto deterrente della presente condanna, unitamente allo stato di incensuratezza dell'imputata, consentono di formulare una prognosi di non recidivanza nei confronti di CHIROLI Roberta ed a giustificare la concessione della sospensione condizionale della pena e della non menzione della condanna sul certificato penale spedito a privata richiesta in favore della medesima.

La complessità delle osservazioni svolte e la molteplicità delle posizioni prese in esame giustificano il termine di 30 giorni indicato per il deposito della motivazione.

P.Q.M.

Visti gli artt. 442, 533 e 535 c.p.p.;

dichiara CHIROLI Roberta colpevole dei reati a lei ascritti ai capi B) e D) unificati dal vincolo della continuazione ex art. 81 cpv. c.p. con riferimento al più grave reato sub D) e,  riconosciute le circostanze attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate ed operata la diminuzione per il rito, la condanna alla pena di mesi due di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali.

 

Visti gli artt. 442, 530 cpv. c.p.p.,

assolve CHIROLI Roberta dai reati a lei ascritti ai capi A) e C) per non avere commesso il fatto

assolve x e x dai reati a loro ascritti per non avere commesso il fatto 

 

Visti gli art. 163 e 175 c.p.,

concede a CHIROLI Roberta i benefici della sospensione condizionale della pena e della non menzione della condanna sul certificato penale spedito a privata richiesta.

 

Visto l'art. 544, 3° comma c.p.p.

indica in giorni trenta il termine per il deposito della motivazione

 

Torino,15.6.2016.

      Il giudice 

          Roberto Ruscello

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