Mattarella, appello ai giganti del web

| Attacchi informatici, siti manovrati per condizionare le campagne elettorali, la proliferazione delle fake news. Rendere il web un luogo sicuro di informazione e condivisione

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"Gli Stati hanno l'obbligo di difendere i loro concittadini dagli attacchi virtuali". E’ l’allarme lanciato dal presidente Mattarella parlando di cybersecurity dalla Lettonia. "Sappiamo - ha aggiunto - che le conseguenze di attacchi informatici possono essere disastrose: sui sistemi informatici pubblici, sulle banche, sui sistemi elettorali, sui sistemi sociali e sanitari. E la possibilità che grandi gruppi criminali, o anche Stati con atteggiamento ostile, possa provocare questi danni disastrosi è davvero allarmante per tutti".

Il presidente Mattarella,  nel corso di un incontro al "gruppo Arraiolos", ha citato Foreign Affairs Magazine dove "due ex responsabili della difesa degli Stati Uniti hanno affermato che vi sono Stati che stanno armando Internet". "Vi sono quindi - ha proseguito - pericoli nuovi, molto più insidiosi che consentono anche la manipolazione delle pubbliche opinioni. Gli strumenti tradizionali, anche i più perfezionati e avanzati di difesa, sono inermi rispetto a questi pericoli e a queste insidie". Per questo "i giganti del Web, che hanno realizzato Internet, hanno la responsabilità di renderlo un luogo di libertà e non un luogo di insidie. Sono queste le necessità: quelle di mettere insieme, in maniera determinante - e questo lo può fare l'Unione e non i singoli Stati - tutti questi soggetti perché intervengano in maniera coordinata in questo senso". "Ma la cosa più importante - ha spiegato il presidente - è creare gli anticorpi della società, cominciando dalla scuola, dalla continua formazione dell'uso del Web. Cioè la vera difesa e il vero anticorpo contro le insidie cibernetiche è anzitutto lo spirito critico dei cittadini".

"Non dobbiamo cadere nella trappola di pensare di potere irreggimentare i nostri concittadini orientandoli, ma dobbiamo stimolare la loro libertà e il loro spirito critico perché questa è l'unica difesa effettiva che nelle società si può avere nei confronti delle insidie cibernetiche", ha concluso il presidente della Repubblica.

 
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