Pamela sezionata da una squadra di "chirurghi"

| Il medico legale spiega che per un uomo era impossibile sezionare in poche ore il corpo di Pamela in quel modo. Fermati altri due nigeriani. Oggi tensione a Macerata per corteo anti-fascista. Scontri pianificati dai centri sociali

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L'orrore non finisce mai e spesso la realtà è peggio della fantasia. E mancano poche ore alla manifestazione-corteo organizzata da sinistra e centri sociali "contro il fascismo". L'Anpi locale non ha aderito ma quella di Roma sì. Pamela Mastropietro potrebbe non essere morta di overdose ma invece uccisa, non si ancora con quale movente e da chi. Ha una forte contusione alla tempia e le coltellate all'addome le sono state inferte quando ancora respirava. Volendo insistere con la fiction, si potrebbe ipotizzare che, una volta entrata in coma per l'overdose di eroina white, Innocent Oseghale preso dal panico, invece di chiamare il 118, ha pensato bene di finirla con un affilato coltello da cucina. E dunque, per disfarsi del corpo, ha chiesto l'aiuto del team di "chirurghi" nigeriano. In tre o quattro potrebbero avere provveduto al complesso dissezionamento del cadavere, svolto con una notevole perizia e forse con qualche nozione di base. Un ex studente universitario di Medicina, o un laureato ma clandestino o chissà cosa. "I tagli sono netti, le articolazioni osse sezionate nei legamenti e nelle masse muscolari periferiche", osservano i periti che hanno svolto una "autopsia sconvolgente", anche per loro. Tagli così chirurgici da far pensare -  per ora è un volo di fantasia - persino a qualcuno interessato al traffico d'organi. Perchè alcuni, oggetto di trapianti, non ci sono più. Resta un mistero del perchè il "chirurgo" abbia asportato il collo alla base del mento (per cancellare le tracce di uno strangolamento?) e gli organi genitali, forse oggetto di una violenza sessuale prima o dopo la morte. Nel dubbio che potessero essere rimaste tracce di Dna meglio far sparirre tutto, nonostante i litri di candeggina usati per lavare i resti, perfettamente dissanguati.

LA PROCURA: "E' STATA UCCISA"

Pamela Mastropietro era viva quando le sono stati inferti uno o più coltellate al torace. E' l'ipotesi che nasce dalla seconda autopsia eseguita sul cadavere sezionato della 18enne. Il medico legale Mariano Cingolani ora lavoro sull'esame istologico per verificare la tesi del del procuratore capo Giovanni Giorgio e dal sostituto procuratore Stefania Ciccioli. Per loro la vittima è stata uccisa, l'eroina white non c'entra. I due nigeriani sono accusati dell'omicidio, oltre che di vilipendio, soppressione e occultamento di cadavere. Innocent Oseghale, 29 anni, e Lucky Desmond, 31, per ora si accusano a vicenda. Il corpo, spiegano gli investigatori,«è stato sezionato in modo apparentemente scientifico, se per assurdo avesse dovuto fare quest'operazione un medico legale, in un laboratorio e con tutti gli strumenti del caso a sua disposizione, ci sarebbero volute almeno otto ore», ha spiegato  Cingolani. L'ultima a vederla viva è stato un tassista peruviano mentre entrava  a casa di Oseghale, in via Spalato, alle 11 del mattino del 30 gennaio, le due valige con i sui resti lavati nella cnadeggina e completamente dissanguati  sono uscite da quel portone per l'ultima viaggio perso Tolentino.

FIACCOLATE E POLEMICHE

Fiaccolata, come si conviene in casi come questi, un po' di commozione a buon mercato, un mix di lacrime e indignazione, una dose di indignazione e di critiche anche al governo, il che non guasta mai, e carry on. Alessandra Verni, la mamma di Pamela, era in prima fila, ha ribadito che Pamela non avrebbe mai voluto una vendetta, cioè il safari di Luca Traini contro la comunità degli immigrati di colore, 2come quella", ha abbracciato un nigeriano specificando che "non era stato lui a fare quell'orrore", ha ricevuto l'abbraccio di tanti sconosciuti e se n'è tornata a casa, in attesa che vengano dissequestrati i resti della figlia 18enne per un finerale, almeno quello sì, normale e si auspica lontano dalle telecamere. L'indagine, in attesa della relazione finale sull'autopsia e degli esami tossicologici, è a un punto morto. Innocent Noseghale, in carcere per il "depezzamento" del cadavere, potrebbe essere scarcerato perchè non ci sono indizi se mai l'abbia, prima, uccisa lui. Il secondo uomo, Lucky Desmond, nigeriano, s'è sfilato via dalle indagini: "Io non c'ero, a casa, c'era solo lui". E pere dica il vero. 

L'ITALIANO CHE HA PAGATO 50 EURO  PER PAMELA

Il libro degli orrori sembra non chiudersi più. Nella storia di Pamela entra pure un italiano di 45 anni, l'uomo che ha raccolto sulla strada di Corridonia, Pamela in fuga dalla Comunità. Non ha un soldo, niente. Lui le propone di appartarsi con lei, 18enne, nel retro di un garage, su un materasso buttato per terra, bombole di gas arrugginite, attrezzi da lavoro, strati di fango. Lei accetta. Presi i 50 euro, Pamela va verso il suo destino. L'italiano è pentito: "Eh, se avessi saputo...ho capito che era lei dalla tv....non dovevo farlo..con quei soldi ha comprato l'eroina...". La ragazza incontra Inoocent Noseghale in una zona della città dove si concentrano gli spacciatori. Lui ha solo hashish, la passa al secondo nigeriano, Lucky Desmond. L'unico dei due che ha le dosi di eroina. Salgono nell'appartemento in centro a Macerata e lei (i periti le hanno trovato i segni dell'ago della siringa) si inietta la dose di white. Poi si sente male, dice Oseghale, e muore.



Lui, l'altro, o tutti e due - si accusano a vicenda - procedono a dissezionare il cadavere. Forse se avessero chiamato il 118, Pamela sarebbe ancora viva. Il corpo di Pamela Mastropietro, 18 anni, romana, "è stato sezionato completamente”, “smembrato in vari pezzi con grossi strumenti da taglio”, “mutilato” in più punti: testa, torace, seni, bacino, pube, mani, riducendo in due parti braccia e gambe. Nell’appartamento di Innocent Oseghale sono stati trovati una serie di coltelli affilati e una piccola mannaia. Con questi strumenti, il “macellaio di Macerata” avrebbe lavorato su quel povero corpo di adolescente come un improvvisato chirurgo. Il cadavere, scrivono i giudici è stato completamente “dissanguato”, infine è stato lavato e con litri di una sostanza a base di cloro. Per il momento il gip di Macerata Giovanni Maria Manzoni ha convalidato il fermo di Innocent Oseghale nell'inchiesta sulla morte di Pamela Mastropietro ma solo per il vilipendio e occultamente di cadavere. Non per l’omicidio. 

Per il giudice nessuna ”prova certa” per sostenere l'accusa di omicidio. Il pusher nigeriano indagato per la cessione di eroina sarà presto sentito in procura. Incerta la figura del 45enne italiano con cui Pamela, fuggita dalla comunità, avrebbe trascorso la notte in cambio di una somma di denaro non ancora quantificata, con una parte lei ha poi comprato la dose di eroina.



"Pamela ha avuto una crisi da overdose e io sono scappato”, ha detto Oseghale ai magistrati Dopo aver inizialmente smentito ogni coinvolgimento, riferiscono fonti della Procura di Macerata i tempi non sono brevi, accerterà se davvero la giovane romana è morta uccisa da una dose di eroina tagliata con fentanyl o altre sostanze tossiche o semplicemente, dal momento che era in terapia reabilitativa, è stata stroncata dall’effetto di un primo buco dopo mesi di astinenza. Le condizioni della salma non hanno permesso sinora di accertare le cause della morte. Degli esami tossicologici se ne sta occupando il perito Rino Froldi mentre gli accertamenti autoptici sono a cura del medico legale Antonio Tombolini.

I carabinieri del Ris nell'appartamento di Oseghale hanno sequestrato i vestiti della ragazza sporchi di sangue, affilati coltelli da cucina e una piccola mannaia. Prelevati anche dispositivi elettronici che verranno esaminati dal consulente informatico della Procura per tracciare i movimenti del nigeriano arrestato. I carabinieri hanno ripercorso anche il percorso fatto dalla 18enne da Corridonia a Macerata:, Oseghale, si trova in carcere ad Ancona "in stato di choc", dice il suo avvocato. Nel terribile processo di dissezione, tra i vapori tossici di almeno dieci litri di candeggina, sono stati prelevati (e spariti) organi e porzioni di tessuti. Il collo della vittima non è stato ritrovato nei due trolley, forse  per fare sparire tracce di violenza, così come ilnMonte di Venere e l’intero pube. “Le offese inferte al corpo della ragazza (depezzamento, scarnificazione, sezionamento di parti di derma e muscolatura e seni) appaiono finalizzate – spiega l’ordinanza di convalida del fermo del 29enne nigeriano – al suo successivo occultamento e non alla distruzione dello stesso, dato che era evidente che i resti del cadavere, abbandonati lungo una strada in due valige e in prossimità di un’abitazione, sarebbero stati prima o poi rinvenuti”.

 

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