Profughi, l'emergenza c'è ma la rete tiene

| Bilancio positivo dopo migliaia di arrivi nel centro Fenoglio della Cri di Settimo Torinese

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Emergenza ma senza affanno. Da mesi, ormai, il centro Fenoglio della Croce Rossa, senza avere un riconoscimento ufficiale a livello di sigle, almeno, è un hub perfettamente funzionante. Ospita nelle tendopoli da 500 a 600 profughi e presto ci saranno altre strutture in grado di accogliere almeno altre duecento persone. L'Emercency Manager della Cri Ignazio Schintu rileva solo che non ci sono eccessive criticità. C'è un continuo ricambio degli ospiti che, una volta arrivati a Torino, vengono dirottati nel volgere di poche ore nei comuni piemontesi che hanno accolto la richiesta del governo e della Regione di creare centri d'accoglienza. Sino all'estate 2016 c'era il problema dell'overbooking, ora no. Come mai? "Semplice. Il governo ha stanziato fondi importanti e li distribuisce ai Comuni in base al numero di abitanti ed alto parametri. Sono soldi veri, fuori bilancio. E le polemiche sono diminuite del 90 per cento". Ma, in realtà, i timori per una nuova ondata di arrivi c'è, eccome.
I numeri degli analisti sono impietosi, in Italia raddoppia il numero dei richiedenti asili sbarcati sulle nostre costte, mentre il Mediterraneo diventa una tomba a cielo aperto, come mai nella sua storia, con miglia di morti annegati, compresi donne e bambini, Che succederà? "Il rapporto tra il numero dei Comuni e quello dei profughi, anche dovesse raddoppiare, è ancora basso - spiegano in Regione  - si potrebbe arrivare  a superare la soglia attuale senza problemi, anche se i costi dell'assistenza tenderanno ad aumentare in modo sensibile". Alla fine insostenibile? "Il traguardo di un crack finale è lontano. Ci vuole più Europa, più coesiano tra i Paesi Ue. Vedremo". 


In queste ore sono previsti altri centinaia di arrivi di profughi all'hub di Settimo Torinese. La macchina organizzativa è perfetta, c'è un clima di serenità e di collaborazione tra richiedenti asilo e personale. Un piccolo miracolo, che splende nel buio delle polemiche e delle strumentalizzazioni politiche di un'emergenza destinata comunque a durare ancora anni.

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