Reliquia di don Bosco sparita, ancora mistero

| Procura e carabinieri a caccia degli autori del furto, inascoltato l'appello dell'arcivescovo di Torino

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Francesco Cereda, vicario del Rettore maggiore dei Salesiani, è sconsolato: "Non ci sono novità per risalire all'autore del furto della reliquia di Don Bosco; confidiamo nella magistratura inquirente che sta indagando a tutto campo". Le indagini dei carabinieri di Asti sono coordinate dal pm Laura Deodato. "La notizia del furto ha avuto risonanza in tutto il mondo, come espressione dell'amore a don Bosco - osserva don Cereda - è questo il significato di una reliquia di un santo: offrire un elemento visibile e tangibile per favorire l'invocazione e l'imitazione del santo. Così è di don Bosco, che continua a essere amato e invocato per i giovani, specialmente i più bisognosi e poveri". "Ci auguriamo e preghiamo perché questa reliquia possa ritornare presto al suo posto al Colle Don Bosco - conclude il vicario del Rettor maggiore dei Salesiani - precisamente nel luogo dove don Bosco stesso è nato". Ezio Orsini, rettore della Basilica di Castelnuovo (consacrata nel 1984) aveva commentato, la sera stessa del furto: "Non si può rubare don Bosco a noi e ai tanti pellegrini che ogni giorno visitano questi luoghi. Confidiamo che don Bosco possa toccare il cuore di chi ha compiuto tale gesto e farlo ritornare sui suoi passi così come era capace di trasformare la vita dei giovani che incontrava". L'urna contenente il cervello di San Giovanni Bosco è stata rubata dalla Basilica di Colle Don Bosco, nell'Astigiano. La reliquia era custodita in una teca alle spalle dell'altare maggiore, nel settore Nord della basilica dedicata al Santo dei ragazzi. L'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, aveva lanciatyo un appello rimasto però inascoltato. "La notizia del furto di una reliquia di san Giovanni Bosco dal Tempio di Castelnuovo è di quelle che non si vorrebbero mai sentire. Perché ci fa pensare a una profonda miseria morale, quella di chi sottrae un «segno» che è stato lasciato e conservato per la devozione e la fede di tutti. La Chiesa di Torino è vicina alla Comunità Salesiana in questo momento vuole ricordare al Signore la sofferenza dei figli e delle figlie di don Bosco per la ferita che è stata inferta alla memoria del loro fondatore. Don Bosco era prete di questa Diocesi: due anni fa abbiamo celebrato insieme, con l'ostensione della Sindone e la visita di papa Francesco, i 200 anni dalla sua nascita. Nelle celebrazioni di domani, Solennità di Pentecoste, invito tutti i sacerdoti della Diocesi  a ricordare nella preghiera la comunità salesiana. Invito anche chi ha sottratto la reliquia a restituirla subito, senza condizioni: perché si possa chiudere questa pagina dolorosa e continuare degnamente a poter onorare la memoria di don Bosco nel suo luogo natale".
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