Ticket rifiutati, Qui Group promette: "Problemi risolti"

| Ma i tagliandi gialli vengono ancora respinti in mezza Italia, soprattutto dai piccoli e medi esercizi. Pagamenti fermi. Via libera invece nelle catene di distribuzione. Disagi per i dipendenti pubblici e forze di polizia

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QUI! Group è il primo gruppo a capitale italiano nel settore dei buoni pasto e dei titoli di servizio, dei sistemi di pagamento e dei programmi di fidelizzazione. Aziende e pubbliche amministrazioni scelgono QUI! Group per l'esperienza, le tecnologie e per la semplicità delle nostre soluzioni.Oltre 500 milioni di fatturato, 7 mila clienti tra aziende ed enti pubblici, 100 milioni di buoni emessi ogni anno. Ogni giorno, 700 mila consumatori utilizzano i servizi QUI! Group su tutto il territorio italiano. QUI! Group, guidata da Gregorio Fogliani da venticinque anni, è garanzia di sicurezza, affidabilità e spendibilità dei buoni in tutti i formati (cartaceo, su card o mobile) e in tutti i 120mila esercizi convenzionati.Per carità, sara tutto vero quel che descrive l'home page di Qui Group ma resta il fatto che sono sempre di più gli esercizi che non sccettano i tagliandi gialli Qui Ticket. Con proteste e disai n tutta Italia a danno soprattutto di dipendenti di aziende e forze di polizia. Pare che sia solo un problema di contabilità sotto stress per l'enorme mole di produzioni cartacee legate all'erogazione, ma la situazione non è ancora del tutto chiara, mentre l'azienda precisa che tutti i problemi sono stati risolti e che presto ci sarà un pieno ritorno alla normalità 

."Perchè non li accetto? Non mi vengono pagati da mesi crediti per 5mila euro che per noi sono una grossa cifra e rischiano pure di scadere. Non ce la facciamo ad aspettare oltre". Così un barista torinese spiega perchè rifiuta i tagliandi della società Qui Ticket! di Genova che ha vinto l'appalto per le amministrazioni pubbliche, comprese le forze di polizia. "Qui Group" replica che si tratta di un momentaneo problema di liquidità e di problemi organizzativi nel gestire una grande quantità di pratiche. E che bisogna avere pazienza. Ma dopo Torino e Genova, problemi anche nel Centro Sud, in Sardegna e nel Lazio. In alcuni casi sono già intervenuti i sindacati e gli uffici legali delle associazioni dei consumatori. Il caso sembra ancora lontano dal risolversi, mentre cresce il malumore tra chi riceve i tagliandi Qui Group per i buoni pasto. 

PAGAMENTI IN RITARDO

L’azienda di Genova, la Qui Group, che ha emesso i tagliandi, convenzionato con vari enti statali, non paga, o meglio, paga ma con enorme ritardo. Così accade che vengano respinti da un numero rilevante di esercizi. "È sempre più complicato per i lavoratori l'utilizzo dei buoni pasto 'Qui Ticket', che vengono sistematicamente rifiutati dagli esercizi commerciali. Il buono pasto è un diritto dei lavoratori contrattualmente previsto, e la non spendibilità produce ricadute economiche negative a danno del lavoratore, che come sempre, si ritrova a pagare per inefficienze e superficialità di chi è preposto a garantire questi tipi di servizi". Lo dice il segretario generale Confintesa Roma Capitale, Giancarlo Lustrissimi.

 "Il problema - prosegue - è l'aumento dei costi delle commissioni unito ai ritardi nei pagamenti che i pubblici esercizi lamentano nei confronti della Qui Group. Nonostante le rassicurazioni fornite dall'azienda erogatrice dei buoni pasto per la soluzione del problema, ad oggi la situazione non riscontra miglioramenti".  Ma analoghi problemi li denuncia la Cgil di Siracusa, i sindacati di base dei dipendenti comunali. La cosa più divertente, si fa per dire, è che i ticket fanno parte dei contratti lavorativi e il loro affidamento comporta una trattenuta dell’Iva sulla busta paga. Oltre al danno la beffa. Della questione se ne stanno interessando i sindacati di polizia e i Cobar delle forze armate. La Regione Piemonte sta elaborando un elenco degli esercizi che si rifiutano di accettare il tagliando giallo della Qui Ticekt, con tanto di cartello che annuncia il divieto. “Se questa società genovese  ha difficoltà a pagare - spiega uno degli sfortunati possessori dei ticket - non si capisce perché non lo cambino. C’è malumore e anche sconcerto per questa situazione”.

BILANCIO 2017 DA RECORD

Il gruppo chiude il 2017 con un fatturato consolidato di 560 milioni e un aumento dell’Ebitda a 19,3 milioni (+15% rispetto allo scorso anno), in linea con il percorso di redditività avviato nei due precedenti esercizi. Crescono in modo considerevole i ricavi legati al segmento welfare, con un incremento del fatturato del 20% rispetto al 2016 e una previsione di crescita del settore superiore al 100% per il 2018. “L’aumento del fatturato, unito a una significativa riduzione della posizione finanziaria netta (PFN) del 23%, conferma la solidità del gruppo, che si appresta a rafforzare la propria offerta e presenza su nuovi mercati in Italia e all’estero”, scrivono dalla sede genovese di Qui Group.

“L’aumento della redditività e la contemporanea riduzione della PFN – spiega il presidente e fondatore di QUI! Group Gregorio Fogliani – sono la conferma che il nostro gruppo, con più di 20 milioni di utenti, ha avviato un virtuoso percorso di riorganizzazione e di rilancio, anche in vista di nuovi e imminenti accordi strategici che preludono al futuro ingresso in Borsa della società. Stiamo compiendo progressi per consolidare la presenza all’estero, a cominciare dal Brasile dove la QUI! Group Brasil, a seguito dell’approvazione a istituto di pagamento da parte del Banco Central do Brasil, sta vivendo una fase di significativa espansione e rafforzamento delle diverse aree business”.

VERTICE TRA COMUNE TORINO E QUI GROUP

L’amministrazione civica del capoluogo piemontese ha incontrato tempo fa  i responsabili della Qui Group per capire come mai gli esercizi respingono i ticket. Qui Group, pur ammettendo momentanee difficoltà in relazione ai tempi di pagamento, ha assicurato Palazzo Civico che i problemi segnalati saranno risolti entro le prossime settimane. Pertanto, gli esercizi convenzionati, che in ogni caso non possono rifiutare i buoni mensa dei dipendenti comunali, riceveranno a breve quanto spetta loro per i servizi effettuati2, era scritto in una nota-

WHO IS WHO. AUTORITRATTO DI FOGLIANI

ato nel 1957, Gregorio Fogliani si trasferisce ancora giovanissimo a Genova insieme alla famiglia. Negli anni ’70 avvia il suo percorso imprenditoriale nel settore della ristorazione. Insieme a un gruppo di soci genovesi lancia pochi anni dopo un’azienda di servizi alle imprese e nel 1989 crea QUI! Ticket Services, società che lavora con le mense aziendali e che successivamente cambierà il nome in QUI! Group.

All’inizio degli anni ’90 il business si espande: Fogliani investe in innovazione, ricerca e sviluppo. Di pari passo con il fatturato cresce anche il ruolo imprenditoriale: consigliere delle Camera di Commercio, membro del consiglio di Unioncamere, presidente di QN Financial Services (società che opera nel settore delle carte prepagate, oggi QUI! Financial Services) e promotore della fondazione benefica QUI Foundation.

Nel 2004 inizia la diffusione su larga scala del nuovo servizio buono pasto elettronico. Nel 2007 lancia l’iniziativa Pasto Buono, un progetto solidale che permette di distribuire ai bisognosi cibo sano e invenduto dei pubblici esercizi, in diverse città italiane. Seguono poi la creazione di Paybay, la software house del gruppo e Welfare Company, società specializzata nell’emissione di voucher per il Welfare sociale e aziendale. Capital, nello speciale Numeri 1 d’Italia, lo ha definito “imprenditore illuminato perché è tra i promotori del Secondo Welfare, sistema di servizi al dipendente i cui precursori furono Olivetti e Pirelli.

Genovese di adozione, intenditore di cucina e di pasticceria, gestisce anche eleganti locations della città, come la residenza d’epoca di Castello Bruzzo, oltre al resort Villa San Filippo, situato nello splendido paesaggio collinare del Chianti.

Crede fermamente nei valori della legalità e trasparenza, tanto che la sua azienda, QUI! Group (che nel 2014 ha raggiunto un fatturato di 610 milioni) è stata una delle prime a ottenere il Rating di Legalità dall’Antitrust. Il Rating certifica, secondo elevatissimi standard, che l’impresa opera sul mercato con correttezza.

Tiene molto alla famiglia e tra le pareti domestiche stacca completamente dall’attività lavorativa. Tra i suoi quasi mille dipendenti, le quote rosa sfiorano l’80%, una proporzione mai mutata: lui stesso racconta che la sua prima impresa era formata da dieci donne e due uomini.

L’attenzione per la responsabilità sociale ed etica, l’impegno ambientale e a favore della legalità, uniti alla costante crescita dei suoi business gli hanno permesso di ricevere negli anni diversi riconoscimenti. Tra questi, spicca il premio Guido Carli, dedicato alla figura dell’ex-governatore della Banca d’Italia, per sottolineare le eccellenze dell’alta finanza, dell’economia e dell’imprenditoria italiana. A maggio 2013, il presidente della giuria, Gianni Letta, gli ha consegnato il prestigioso riconoscimento durante la cerimonia a Palazzo Montecitorio, presenti il Vicepremier e il Ministro dell’Interno. 

 
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