Tsunami giudiziario in arrivo, trema il cerchio magico di Appendino

| Dopo la notte maledetta di piazza San Carlo con 1532 feriti di cui 1 ancora in gravi condizioni

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Di Germano Longo
Riassunto: la notte di sabato 5 giugno, a Torino, in piazza San Carlo l'evento dell'anno: la finale di Champions a Cardiff tra Juventus e Real Madrid. Si vuole fare qualcosa di speciale, di indimenticabile. Appello a tutti i tifosi bianconeri del mondo, venite a Torino a festeggiare. Detto fatto. Convergono in piazza San Carlo migliaia di persone, non solo tifosi ma anche tante persone che volevano trascorrere una serata diversa. Morale, mentre sul maxischermo scorrono le immagini della Juventus duramente sconfitta, qualcuno o qualcosa crea panico nella piazza affollata da 20 o anche 40 mila persone. Nella fuga restano feriti, 15 in modo serio, tre gravissimi, 1532 persone. Si scopre che: migliaia di bottiglie di vetro erano nelle mani degli spettatori; che le vie di fuga non erano ben definite; che non c'era abbastanza personale di vigili urbani e forze di polizia per svolgere un normale servizio di sorveglianza; che non c'erano spazi liberi nella piazza, o non abbastanza; che il presidio medico era stato affidato a team di non eccelsa qualità.
PM, caccia aperta 


La procura apre un fascicolo, lo ha in mano il pm Antonio Rinaudo. Si procede per omissione d'ufficio, in conseguenza le lesioni aggravate. Si cercano i responsabili. Il sindaco Chiara Appendino, che era a Cardiff, si smarca e delega le responsabilità a chi era sul terreno. L'assessore all'Ambiente, Stefania Giannuzzi, è costretta a dimettersi tra le lacrime. Sua (anzi, sarebbe, non c'è ancora nulla di certo in questa storia) la colpa del tappeto di bottiglie non rimosse in tempo che, frantumandosi, hanno ferito centinaia di persone. Ma la Digos, che sta completando le prime informative, sta ricostruendo tutte le responsabilità di quella notte maledetta; chi ha promosso risse e pestaggi; chi ha aggredito un ambulante straniero; chi ha rubato, distrutto arredi e chi, alla fine, ha provocato l'onda di panico. Fuori di scena le prime disinvolte ma suggestive ricostruzioni dei media, con il tizio che simula di essere un kamikaze Isis con l'effetto Manchester, con gli scoppi in sequenza di bombe-carta, un po' qui, e un po' là. Ma adesso si punta verso l'obiettivo vero. Cioè chi non ha previsto cosa poteva accadere, concentrando tante persone in spazi così inadeguati; chi ha firmato le determine con le autorizzazioni, chi ha affidato a "Eventi Torino" la gestione di una manifestazione così complessa.
Grillini: "Tocca a noi"
I grillini scalpitano e attaccano gli assessori esterni voluti da Appendino e dal suo staff confindustriale, l'opposizione studia come approfittare della fine della troppo lunga luna di miele di Appendino con la città, non solo per la tragica notte Champions, gli inquirenti lavorano nel silenzio. I griillini i ora attaccano anche i cardinali, i burocrati che hanno preso in mano il vero potere dell'amministrazione e il loro codazzo di cortigiani super-tecnici, arroganti, sicuri di sè ma solo sino all'altro ieri, prima del 5 giugno. Intanto il capogruppo M5s Alberto Unia, un movimentista ex organizzatore di cortei e altro in particolare ai tempi di Fassino nei dintorni della Terra dei Fuochi torinesi, le aree di via Germagnano, prenderà il posto di Giannuzzi. Ma lo tsunami giudiziario, c'è da scommetterci, punterà in alto, verso il cerchio magico di Appendino, mentre si acquisiscono documenti e si raccolgono testimonianze. Non sarà una bella estate, per la giunta pentastellata. E forse non basteranno più i tweet o i post su fb per tornare come prima.


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