Tu chiamale se vuoi, deiezioni

| È in partenza una massiccia campagna di sensibilizzazione contro l'inciviltà di chi non raccoglie gli escrementi del proprio cane

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Di Davide Cucinotta

È un problema, inutile negarlo, che tocca diverse corde come senso civico, educazione e rispetto. Dovrebbe essere un po' l'abc di qualsiasi agglomerato urbano - eppure - guai a camminare senza controllare un passo dopo l'altro, pena ritrovarsi a schiacciare quella roba che secondo un celebre detto popolare porta fortuna, ma sicuramente non al momento, magari dopo.

Non è sicuramente per risparmiare sulla fortuna che L'Amiat, con la collaborazione della Città di Torino, ha deciso di tenere alta l'attenzione sulle deiezioni dei cani, uno degli effetti compresi nel pacchetto di quanti (tanti) scelgono la compagnia di un cucciolo. Per far leva sulla sensibilizzazione, proprio in questi giorni parte una campagna di comunicazione che invita i proprietari di animali ad un comportamento tanto semplice quanto corretto nei confronti dei propri concittadini: raccogliere le deiezioni del cane.

Una campagna "gentile"

Nulla di accusatorio, anzi, il claim ed il visual scelti sono spiritosi ma comunque sottili: "Raccoglierla non sarà un piacere, ma pestarla è molto peggio", recita la locandina che mostra un cane che ha appena lasciato il proprio "ricordino", tirato via dal padrone. Come a dire: gli animali non hanno colpe, ma i padroni qualcuna.

Una campagna massiccia destinata a comparire sui quotidiani torinesi, su 50 linee di autobus cittadini e attraverso card distribuite gratuitamente in un centinaio fra negozi di articoli per animali, circoscrizioni e biblioteche civiche. "Pensare al marciapiede come a un pezzo della propria casa, come a qualcosa di proprio da proteggere e tenere in ordine, è il modo migliore per restituire alla nostra città un'immagine consona alla sua bellezza e al suo fascino, in ogni angolo del suo territorio", ha commentato Alberto Unia, assessore all'Ambiente della Città di Torino.

In campo perfino la tecnologia

È una vera battaglia contro l'inciviltà che quotidianamente si trovano ad affrontare centinaia di città in tutto il mondo. Fra i casi più eclatanti le fototrappole annunciate di Torre Boldone, nel bergamasco, la rete di telecamere adottate a Madrid e il database canino voluto dal sindaco di Beziers, nel sud della Francia, in cui raccogliere il Dna di ogni animale e da quello riuscire a risalire e multare il proprietario.

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