Tutti gli hits del Salone 2017 oltre 150 mila visitatori

| A corollario dei modelli esposti dai 56 marchi, esiste una lunga teoria di incontri di ogni tipo: tecnici, professionali, curiosi e celebrativi. Siamo andati a curiosare in un paio, scoprendo che l'automobile è davvero un universo parallelo

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Di Davide Cucinotta

È un capitale di 150 mila visitatori a impreziosire i primi due giorni della terza edizione del Salone dell'Auto di Torino. Numeri soddisfacenti, dovendo togliere dalla cifra la mattina di mercoledì, riservata alla stampa, e soprattutto tenendo sempre a mente che si tratta di giornate lavorative.

Tutto secondo programma anche per il calendario dei tantissimi eventi, in attesa del pezzo forte di sabato, il Gran Premio che porta le auto a spasso per la città, allargando il cielo di un salone che ha il vanto di essere open air.

Sono giorni di premi a scolaresche, chiamate a disegnare l'auto del futuro, e di simposi internazionali come il talk "Designer Day" che ha riunito le più belle matite dello style automobilistico, fra cui Fabrizio Giugiaro e Chris Bangle, l'uomo qualche anno fa ha rivoluzionato il linguaggio stilistico BMW dopo essere transitato dal Centro Stile Fiat.

Ma sono, più che altro, giorni in cui in ogni angolo del Valentino spira l'aria buona dell'automobile, un concetto che vive di mille sfaccettature diverse, ognuna popolata da passioni forti.

I 70 anni della Polizia Stradale

Non c'era un grande traffico per le strade nel 1928, ma sono gli anni in cui il regime fascista sceglie di occuparsene comunque, mutuando le idee degli antichi romani e la razionalità delle loro vie consolari. Mentre in America debutta Mickey Mouse, il topolino che darà fama eterna a Walt Disney, l'Italia risponde da una parte con l'Anas e dall'altra con l'impegno del generale Mario De Benedittis, un eroe di guerra che crea dal nulla la "Milizia della Strada", primo nucleo di quella che il 26 novembre 1947, a pochi giorni dall'entrata in vigore della Costituzione repubblicana, diventerà la moderna Polizia Stradale.

Una data che celebra le settanta candeline su cui il corpo ha scelto di soffiare con un fitto programma di eventi pubblici, compresa l'esposizione di mezzi storici esposti nel cortile del castello del Valentino in occasione del salone torinese. Dalla "mitica" Giulia Super 1600 degli anni Settanta, con 1.570 cc e la speranza che i banditi non corressero tanto, alla recentissima "Lamborghini Huracán" che sostituisce la Gallardo del 2009, adottata dal museo Lamborghini di Sant'Agata Bolognese. La Huracán presta servizio alla Stradale di Bologna, utilizzata in attività operative e per il trasporto urgente di sangue e organi.

Una festa per i visitatori del Salone dell'Auto, fra agenti in divisa e famiglie con bambini, che in qualche modo celebra il rapporto di simpatia che unisce la Polizia alla società italiana. Oggi, ai 12.000 agenti e 1.500 pattuglie della Stradale spetta ogni giorno il compito per nulla semplice di monitorare 7.000 km di autostrade e 450.000 di vie di primaria importanza, su cui viaggiano 42 milioni di veicoli.

Cars & Coffee

La formula è semplicissima: appassionati di supercar, hypercar e storiche d'ogni epoca che si danno appuntamento in location storiche e di grande effetto, portandosi appresso bolidi custoditi in garage, e chiudono la giornata con una robusta cena a base di specialità locali. Quest'ultima una raffinata variante soprattutto italiana che sostituisce la tazzona di caffè offerta ai partecipanti dei raduni americani che ha dato il curioso nome agli eventi. Sembra l'invenzione dell'acqua calda, eppure "Cars & Coffee" piace e spopola in ogni angolo del pianeta, replicando all'infinito un'idea nata per caso a Los Angeles, in California, nel 2006, e neanche un anno dopo diventata una pandemia che aveva ormai colpito il resto degli States, sbarcando in Arabia Saudita, Oceania ed Europa, con centinaia di auto a invadere pacificamente il centro di Parigi.

La storia italiana di "Cars & Coffee" sta tutta nella passione di Francesco Canta e Gabriele Morosini, due amici che scoprono i raduni con auto e caffè durante un viaggio negli States e nel 2012 decidono che è ora di portarli anche da queste parti, dove l'automobile è da sempre credo, cultura e passione.

Requisiti richiesti nessuno, a parte possedere un'auto che faccia girare la testa, a cui aggiungere una certa etichetta di eleganza. A Torino, seconda tappa della stagione di Cars & Coffee dopo l'esordio di Brescia, si sono riunite circa 70 vere opere d'arte con marmitta, con pezzi rari a cominciare dalla "Ferrari 458 Speciale" di Francesco Canta, presidente di C&C Italia, e dipinta con i colori della 312T portata al successo da Niki Lauda nel campionato di F1 del 1975.

Fra i pezzi rari una "Lamborghini Aventador S", roadster coupé dotata di un sonoro 6,5 litri V12 da 740 CV e quattro ruote sterzanti, ed una "McLaren 720S", la più recente creatura del marchio anglosassone fondato da Ron Dennis, portata spasso da un 4.0 litri V8 twin-turbo con 720 CV.

Ma non c'era che l'imbarazzo della scelta, per i "selfie" del centinaio di persone radunate nel cortile del castello del Valentino: tante Ferrari, Rolls Royce, Jaguar, Bentley e Porsche tutte insieme non sono semplici di vedere. E soprattutto non si dimenticano facilmente.

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