Bufera sul Nobel, quest’anno niente premi

| Non succedeva da 75 anni, ma questa volta c’è di mezzo uno scandalo che ha “minato la credibilità stessa dell’Accademia”, come ammette un comunicato ufficiale

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Di Germano Longo
La decisione era nell’aria da un po’, da quando lo scandalo sessuale che ha travolto la serissima “Svenska Akademien” invece di placarsi ha finito per sfiorare addirittura la casa reale svedese nella persona della principessa Victoria, l’erede al trono. Circostanza mai confermata dal palazzo reale, ma in qualche modo avvalorata dal sostegno pubblico al movimento #MeToo.

Di qui, la decisione diffusa attraverso un comunicato: l’assegnazione dei Nobel Prize 2018 non ci sarà. Tutto rimandato al prossimo anno, quando si assegneranno anche quelli del 2018. Una decisione sofferta ma inevitabile, visto che la reputazione dell’ente voluto nel 1786 da re Gustavo III ha fatto segnare i minimi storici di credibilità. Da quando è deflagrato in seguito alle denunce di 18 donne che accusano di molestie e violenze Jean-Claude Arnault, fotografo e marito di Katarina Frostenson, membro dell’Accademia di Svezia, lo “scandalo del Nobel” ha portato alle dimissioni di sei membri, rendendo di fatto difficile assegnare i premi fino a nuove nomine.

Una decisione di portata storica che non si ripeteva dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, ma che ha comunque dei precedenti, più che altro legati a momenti di particolare tensione per l’Europa: era successo nel 1914, nel 1918, nel 1935 e per quattro anni consecutivi, dal 1940 al 1943.

Uno stop forzato che la Svenska Akademien ha intenzione di utilizzare rivoluzionando i meccanismi interni: massima trasparenza e grande attenzione ai conflitti di interesse, riferimento che ancora una volta porta verso il nome di Arnauld, accusato di ricevere finanziamenti per un circolo culturale dai contorni poco chiari.

La Fondazione Nobel, conclude il presidente del board Carl-Henrik Heldin, “si augura che l’Accademia svedese concentri tutti i suoi sforzi verso l’obiettivo di ripristinare la sua credibilità come istituzione che assegna premi”.

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