Chat gay, "Mickeymouse03" è il mostro

| Lo scrittore Andrea Mauri racconta una nera storia di rapporti tra omosessuali nati sul web. Alla fine un'imprevista svolta drammatica, dopo la confessione ("Sono un prete") di uno dei protagonisti

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di FLORIANA NASO

Spesso le cronache ci riportano di coming out e outing omosessuali nel mondo ecclesiastico. Tra scandali di abusi o violenze emergono anche storie d’amore tormentate. Vite segnate dalla sofferenza, imprigionate in una gabbia dalla quale sembra impossibile uscire.

Ed è proprio la storia che ci propone l’autore Andrea Mauri con Mickeymouse03 edito Alter Ego, vincitore del concorso Mondoscrittura e finalista al premio Quasimodo e al Rive Gauche Festival.

Michele (mickeymouse03) conosce in chat Francesco (itagnolo75). Tra una chiacchierata e l’altra, davanti a un monitor, i due si innamorano. Una sera Francesco confessa a Michele di essere un prete. Gli racconta un’esistenza inquieta fatta di fughe e pentimenti e la fatica di amare perché ai preti è vietato. Col crescere dell’intimità, Francesco riversa su Michele il fallimento di una vita nascosta nella religione per oscurare la sua omosessualità. Michele lo spinge ad abbandonare il clero, vuole una storia d’amore alla luce del sole. È stanco di nascondersi. Lo ha fatto per i lunghi e difficili anni vissuti in famiglia, alle prese con Sergio, il fratello omofobo, e con una madre che ha deciso di non conoscerlo veramente a fondo. Michele lotta così tra l’istinto di escludere il fratello dalla sua vita e il desiderio di renderlo partecipe dei suoi sentimenti. Questo rapporto ambiguo con Sergio si insinua nella relazione instabile tra Michele e Francesco e ne sconvolge gli equilibri, trascinando gli eventi a una svolta drammatica che segnerà il destino dei protagonisti del romanzo. Ecco l'intervista con Andrea  Mauri.

 

Da cosa è nata la scelta di affrontare una tematica così delicata? 

Era da tempo che pensavo di raccontare il mondo della chat. Mi affascina il modo di comunicare tra persone sconosciute. Nella chat i dialoghi sono perlopiù secchi, incisivi. Non amano le ridondanze, i ghirigori barocchi del linguaggio vis-à-vis. Sono parole che non vengono buttate a caso. Anzi spesso contengono un sottotesto necessario a far trapelare aspetti della personalità dello sconosciuto. Bisogna imparare a leggere tra le righe. C’è poi un altro sottotesto in questi dialoghi, quello attraverso il quale si raccontano menzogne, perché il mondo della chat è fatto anche di bugie.

 Tutto quello che si legge in un messaggio deve essere attentamente filtrato e interpretato.
Accanto a questo interesse, per esperienza personale sono entrato in contatto con l’ambiente religioso, dove ho conosciuto preti omosessuali che avevano un compagno e che vivevano più o meno apertamente la loro relazione. Ho scoperto così una realtà di cui avevo sentito solo parlare, senza però averne un’esperienza diretta. Mi hanno colpito molto i racconti sui diversi modi di amare, sul bisogno di relazione in alcuni, sul senso di colpa per avere violato il voto di castità in altri. Anche qui, c’è un sottobosco di dolore e di tormento che ho provato a scandagliare nel romanzo, mettendo in luce gli aspetti che su di me hanno lasciato il segno.


 

Il tuo romanzo affronta non solo la tematica dell’omosessualità, ma anche l’omofobia, il rapporto tra genitori e figli LGBT. Quanto è stato difficile immergersi nella psicologia dei personaggi? 

Alcune descrizioni di situazioni e di stati d’animo non avrei potuto trasferirle in “mickeymouse03” senza averle vissute personalmente. Non voglio dire che siano proprio gli episodi raccontati nelle pagine del libro. Ci sono aspetti autobiografici da cui ho tratto ispirazione e poi sono stati romanzati. D’altronde, non nasciamo come funghi dal nulla. Siamo il frutto di mille esperienze, di mille vissuti che hanno lasciato tracce, dettagli, particolari. Materiale fertile al quale attingiamo, quando arriva il momento di scrivere un romanzo. Non nascondo che la stesura del libro sia stata faticosa, perché spesso mi sono trovato a lottare contro una censura interiore, che mi impediva di affrontare alcuni temi e mi bloccava nella parte in cui era necessario metterli nero su bianco. 

 

Quali emozioni ti hanno lasciato i personaggi e quali lasceranno al lettore? 

La storia di Michele e Francesco mi ha fatto riflettere sul fatto che abbiamo paura di mostrare i punti deboli: quello che ci fa soffrire, che ci fa sentire inadeguati, che fiacca duramente l’autostima. Non abbiamo la forza di guardarci dentro con autocritica. Ci nascondiamo a noi stessi e ci celiamo agli altri dietro a una chat, che ci permette di presentarci come vogliamo, raccontando quello che ci fa comodo, dipingendoci come quello che vorremmo essere. In sostanza offriamo al mondo virtuale il nostro ritratto di Dorian Gray, quell’immagine di noi che data in pasto alla chat invecchia al posto nostro, incassa i colpi più scorretti in nostra vece, mentre noi restiamo inattaccabili e protetti lontani dalla realtà vera. 

In particolare Francesco, il prete, mi ha svelato la voglia di avventura, di mettersi alla prova in situazioni apparentemente impossibili. In fondo c’è il gusto di spuntarla anche quando l’oggetto del desiderio sembra irraggiungibile. Per dimostrare a se stessi: bravo, ce l’hai fatta. L’incognito e il mistero alimentano la curiosità, spingono l’essere umano a compiere azioni impensabili. Francesco e il suo mistero sono una calamita super attraente.

Spero che il lettore si riconosca nella storia d’amore, nella relazione che nasce tra due anime solitarie che si incontrano dentro una grande bolla virtuale e tentano di colmare il vuoto dell’anima. Provano ad andare oltre la consueta comunicazione in chat. Si esplorano per esplorare se stessi. Un esercizio di conoscenza amplificata. La chat quindi come specchio dell’anima. Occhio virtuale che scandaglia due personalità inquiete. 

 

Quale messaggio dà il tuo romanzo? 

“Mickeymouse03” parla soprattutto d’amore. L’amore che non può essere ingabbiato in schemi mentali e sociali, l’amore che è libero per definizione. Vorrei che si riflettesse sul fatto che al mondo esistono svariate declinazioni dell’amore, alcune codificate, altre che si ribellano a una collocazione precisa, altre ancora al momento sconosciute, ma chissà, in futuro, si faranno conoscere e lasceranno un segno. Bisogna essere pronti a recepire le novità. Michele e Francesco, i protagonisti del romanzo, ce l’hanno messa tutta a mostrare senza veli il loro amore. 

 

Ci sono presentazioni imminenti?  

Il prossimo appuntamento è alla fiera della piccola e media editoria “Più libri, più liberi” a Roma, occasione imprescindibile per conoscere il vasto panorama editoriale italiano. E’ una tappa obbligata per editori, scrittori e lettori. Quest’anno poi ci sarà la novità del luogo. La fiera infatti sarà ospitata per la prima volta nella “nuvola” di Fuksas al nuovo centro congressi dell’Eur. Quindi tutti in fiera dal 6 al 10 dicembre 2017. Ci saranno mickeymouse03 (2016, Alter Ego) e anche il mio nuovo libro L’ebreo venuto dalla nebbia. Venezia e Roma: due storie di ghetti (2017, Scatole Parlanti), entrambi nello stand del gruppo editoriale Alter Ego.

 

EVENTI

Al circolo dei Lettori

IL DONO È IL DRAMMA

Giovedì 11 gennaio ore 18

Presentazione del libro di e con COSIMO MARCO MAZZONI edito da Bompiani

con Michele Graziadei, giurista e Cecilia Pennacini, antropologa

Contrariamente al senso comune, il dono non è sempre un atto di generosità, espressione di amore, gesto di carità.  Il saggio, pieno di riferimenti letterari, filosofici e storici, ne demistifica la funzione benefica, esplorandone il lato oscuro, gli aspetti perversi, le intenzioni malvagie.  Basti pensare al vaso di Pandora, al pomo di Adamo, al cavallo di Troia.

 

Nuove uscite in libreria gennaio 2018, segnaliamo

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