Abuso sessuale confessato in un libro

| Nel romanzo di Jenny Brunelli "Diversa" (Robin Edizioni), la storia di Giulia che rivela il suo segreto in un tema scolastico, cioè di essere stata violentata dal nonno a cui era stata affidata. Salvata da una insegnante ma il male resta

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I fatti odierni di cronaca ci riportano la tragica notizia della quattordicenne che svela in un tema la violenza sessuale subita dal padre. Ed è proprio ciò che accade nel romanzo, scritto da Jenny Brunelli, DIVERSA, edito Robin Edizioni. Narra la storia di Giulia, una bambina che viene abusata sessualmente per anni dal nonno, il quale si occupa di lei ogni giorno. La bambina prova a parlarne con gli adulti che la circondano, ma questi non danno troppo peso alla cosa, condannandola ad altri anni di abusi. Crescendo gli abusi finiscono, ma la ragazza ne porta le conseguenze, che le rendono dura la vita, facendola sentire diversa e sbagliata. 

Rivelerà il suo segreto, tramite un tema, alla sua professoressa di psicologia che diventerà per anni la sua psicologa, nonché punto di riferimento per riprendere in mano la propria vita. 

Diventerà donna e madre lasciandosi tutto il passato alle spalle, ma un evento qualsiasi la farà ripiombare nell'incubo, causandole nuovamente tutte le problematiche combattute durante la giovinezza.

Abbiamo intervistato l’autrice.

 

Cosa ti ha portata ad affrontare questa tematica?

Inizialmente la necessità di far uscire da me stessa ciò che mi feriva, infatti in origine si trattava di una vera e propria autobiografia. Col tempo poi ho deciso di modificarla in un romanzo, con parti anche non veritiere, ma che rispecchiavano comunque alcune mie paure, pensieri o incubi legati agli eventi vissuti in passato. Dal momento che ho deciso di far pubblicare il mio libro, le modifiche apportate sono servite anche a proteggere in un certo senso le persone che hanno fatto parte della mia vita.

 

Quanto è stato difficile per te scrivere un romanzo del genere?

Scriverlo non è stato difficile, anzi è stato catartico e mi ha aiutato parecchio a mettere da parte la sofferenza che provavo: ho riposto il passato nel libro, perciò al di fuori di me. Alcune volte mi faceva stare peggio, ma una volta terminato, ho messo la parola FINE non solo nel romanzo, anche in me.

 

Come mai, secondo te, spesso accade che le piccole vittime di abusi non trovino protezione dai genitori?

Per molti motivi: a volte i genitori sono presi dalla loro vita e sottovalutano i problemi e le parole dei figli, altre volte manca il dialogo e la complicità. Spesso non si accetta che eventi di questa portata capitino ai propri figli e non accettandolo si finisce per negare l'evidenza.

Bisogna anche dire che generalmente le piccole vittime sono raggirate dal carnefice, il quale lavora molto bene facendole sentire in colpa a vita e facendole quindi vergognare di se stesse. Per questo motivo, se riescono a esternare il loro “vergognoso e pericoloso segreto” non lo fanno con chiarezza e soprattutto se non vengono ascoltate e credute subito si convincono che il carnefice ha ragione: conviene mantenere il segreto, per non essere giudicate male.

 

In che modo, secondo te, una vittima di abusi così orrendi può fronteggiare la sofferenza che riaffiora dopo tanto tempo?

Dipende molto da quanto riaffiora e in che modo. Se la sofferenza risulta troppo forte, e riappaiono la maggior parte delle conseguenze degli abusi, diventando quindi difficilmente gestibile in autonomia, consiglio assolutamente di rivolgersi, anche eventualmente per un breve periodo, ad uno psicoterapeuta.

 

Trovi che ci sia abbastanza sostegno per queste donne che convivono con una croce costantemente?

No. Credo anche che il problema degli abusi infantili intrafamiliari, che sono quelli che causano più problematiche, non siano nemmeno compresi appieno. Credo vengano soprattutto sottovalutate le conseguenze che certe donne si portano appresso per quasi l'intera vita, per questo il mio romanzo verte proprio su questa tematica, per dare agli “esterni” al problema una consapevolezza maggiore ed anche per far sentire queste donne meno “diverse”.

Cosa bisognerebbe fare, secondo te, per prevenire questi abusi?

Ascoltare i propri figli, nei loro gesti e nelle loro parole. Meglio sbagliare credendo in loro, piuttosto che sbagliare non prestando loro ascolto e rischiando la loro intera vita.

 

La recensione

Jenny cara è trascorso un bel po’ di tempo da quando mi hai mandato il tuo libro.

Volevo essere libera mentalmente per poterlo leggere sapendo che era in tema doloroso da affrontare. Ho iniziato a leggere di Giulia e avendo una figlia che porta lo stesso nome, mi sono trovata ad immaginare a come mi sarei sentita se lei avesse avuto un infanzia come la protagonista, ho dovuto interromperlo per un po’ perché mi straziava la sofferenza di questa bambina.

L'ho ripreso in mano e ho letto con grande sentimento. Brava Jenny che hai saputo descrivere la sofferenza, l'inadeguatezza, l'impotenza e la rinascita di una donna abusata fin all'infanzia senza cadere nel drammatico ma con costante sensibilità e ponderatezza. Spero che sia letto da tante donne e le aiuti a capire che non si devono mai sentire colpevoli per le malefatte di chi le ha fatte sentire sbagliate e si é preso la loro serenità.”

 

Questo è un libro che vuole svegliare le coscienze, che vuole, con la sua disarmante chiarezza, far capire le enormi conseguenze che determinate azioni comportano nei bambini, negli adulti che diventeranno, e nella società che li circonderà.

 

FLORIANA NASO

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